l. 94/2009

Ringrazio Antonella Anselmo per aver fatto chiarezza circa l’effettivo significato ed il contenuto della sentenza.Purtroppo sia da parte dei media, sia anche dalla maggior parte del movimento femminista, la sentenza è stata raccontata e commentata senza analizzarla nei suoi aspetti tecnici, ma cavalcando un’onda di indignazione comprensibile (che anch’io ho inizialmente abbracciato), ma che non aiuta a combattere il fenomeno della violenza sia essa domestica o di gruppo, ma anzi cela il vero problema legato a questo fenomeno.

Prima di tutto perché non è vero che con questa sentenza la Cassazione ha equiparato la violenza sessuale allo stupro di gruppo, ma ha semplicemente stabilito che il principio affermato dalla Corte Costituzionale ( e cioè che l’obbligatorietà della custodia cautelare in carcere non può essere decisa con una legge ma va valutata caso per caso dal giudice) per la violenza sessuale può essere applicato anche ai casi di violenza sessuale di gruppo

La Cassazione ha ribadito che anche prima della l. 94/2009, il giudice poteva e quindi potrà continuare a prevedere la misura della custodia cautelare gli indagati per violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo, se ritiene esistenti le condizioni di applicabilità.
E’ importante quindi che i magistrati sappiano cogliere e valutare i casi di violenza di genere ed è auspicabile una loro formazione in tal senso per riconoscere la reale portata della violenza, la pericolosità dell’aggressore o del maltrattante
tenendo presente che l’obbiettivo primario deve essere quello della protezione delle donne vittime di violenza e che per far questo il Giudice ha a sua disposizione tutta una serie di misure cautelari che il nostro ordinamento prevede.  Segnalo anche questo articolo dell’avv. Barbara Spinelli, dei Giuristi democratici, che chiarisce ulteriormente vari aspetti della sentenza.  http://femminicidio.blogspot.com/  Laura

21 febbraio 2012 |

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