Lettera aperta sull’articolo 18 di Maria Cascella

Lettera aperta a Monti e Fornero.

Cari Monti e Fornero,una domanda voglio proprio farvela,sono una lavoratrice tutelata dall’art.18 ma ho una figlia precaria,secondo voi è possibile che io che l’ho messa al mondo,nutrita,allattata, curata,vegliata per giorni e notti insonni quando è stata male,che ho sacrificato tutti i miei guadagni per mandarla a studiare in un’università come il politecnico di Torino che è quotato tra i primi in Europa,debba oggi essere chiamata egoista perchè rifiuto il principio che voi mettiate le mani sull’art.18 di cui mai ho fatto uso peraltro?Secondo voi godo a sapere mia figlia precaria ,con un lavoro instabile, pur sapendo che è riconosciuta professionalmente capace?Saranno i vostri discorsi,le vostre battute mediatiche e salottiere a farmi ricredere che l’art.18 è uno dei più bei regali che posso mai farle,perchè ricordi sempre che il lavoro è tale solo se è riconosciuto come un valore sociale ed umano e non come un ricatto aziendale?Potrò mai io barattare l’art.18 che recita testualmente :L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori detta le conseguenze in caso di licenziamento illegittimo (perché effettuato senza comunicazione dei motivi; perché ingiustificato o perché discriminatorio) nelle unità produttive con più di 15 dipendenti (5 se agricole) e nelle imprese con più di 60 dipendenti in tutto,con un risarcimento prettamente economico,quando si ledono diritti fondamentali e sacri della persona?Che madre sarei mai ,dopo averle dato la vita e provveduto ai suoi bisogni materiali oggi le dicessi ,figlia mia in cambio del tuo lavoro regalo il diritto a licenziare chi non si attiene ad un sistema produttivo discriminante?Non lo farò Monti e Fornero,perchè credo fermamente nel diritto di preservare la propria libertà di pensiero,di religione,di genere,ed etnico,in ogni dove e in ogni istante, dove si producono beni , sistemi ed idee.Se mi sottraessi a tale impegno significherebbe che avrei fallito come madre, ma soprattutto come essere umano.

21 febbraio 2012 |

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