Donne di Torino per l’autodeterminazione

Dal 19 al 29 ottobre a Torino le donne di Torino si sono mobilitate per la difesa del diritto all’autodeterminazione, della legge 194 e dei consultori pubblici.

Ci sono stati numerosi appuntamenti, alcuni organizzati da collettivi delle studentesse dell’Università di Torino, altri da associazioni e donne che a Torino costituiscono la rete delle Donne di Torino per l’Autodeterminazione e culminati in un presidio che si è svolto sabato 29 ottobre insieme a donne provenienti dal Lazio, dalla Lombardia e dal Veneto , regioni che sono state oggetto di attacchi sullo stesso tema e con cui abbiamo condiviso documenti, informazioni e strumenti per reagire a queste sortite da parte di governi regionali in cui però è facile intravedere un disegno più generale che mana mano interesserà tutto il Paese

Ecco cosa è successo in Piemonte:
A novembre 2010 la giunta Cota ha approvato una delibera che consente l’inserimento del movimento anti-abortista all’interno di ospedali e consultori pubblici; contro questa delibera è stato presentato ricorso al Tar dalla Casa delle Donne di Torino.
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha annullato la delibera, ma dopo soli 4 gg. la giunta ha emesso una nuova delibera pressoché identica alla precedente.
A settembre 2011 viene presentata una Proposta di Legge dal titolo:
“ norme e criteri per la programmazione, gestione e controllo dei servizi consultoriali”, fotocopia della proposta di Legge Tarzia presentata in Lazio.
E’ chiaro l’obbiettivo di questa proposta di legge: minare la libertà di scelta e di decisione delle donne e demolire l’attuale sistema sanitario nazionale a partire dai consultori stravolgendone la loro natura pubblica e non confessionale.
Le Donne di Torino e del Piemonte sono decise a proseguire questa mobilitazione sia sul piano legale: è stato infatti già proposto un nuovo ricorso al TAR contro la nuova delibera da parte della Casa delle Donne di Torino e di alcune donne che ricorrono ai servizi dei consultori, sia su quello della mobilitazione, ancor più forti e determinate anche grazie alla rete che si sta formando in tutto il Paese intorno a questi temi.

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