SNOQ Torino: preoccupazione per la sentenza del Tar sui consultori. Oggi assemblea pubblica

SNOQ Torino esprime preoccupazione per la sentenza del Tar sul secondo ricorso presentato contro la delibera che lrevede l’ingresso dei vokontari pro-vita nei consultori e nel lercorso sanitario previsto dalla legge 194.
Breve cronistoria:

A novembre 2010 la giunta regionale del Piemonte ha approvato il “Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza”. Questa delibera sancisce di fatto e di diritto l’ingresso esclusivamente alle associazioni cosiddette “pro-vita” nei consultori famigliari pubblici. Ai volontari di tali associazioni viene consentito di effettuare il primo colloquio con le donne che intendono intraprendere il percorso di interruzione volontaria della gravidanza al pari del personale sanitario. Contro questo provvedimento è stato proposto dalla Case delle Donne di Torino, ricorso al Tar.
Il provvedimento è stato ritenuto censurabile perché viola la legge 194/78, le leggi, nazionale e regionale, istitutive dei consultori, il principio di uguaglianza espresso dall’art. 3 della Carta Costituzionale e la normativa in materia di protezione dei dati personali.
Il Tribunale Amministrativo Regionale, accogliendo le censure presentate,  con sentenza del 15 luglio 2011, ha annullato la delibera nella parte in cui ammetteva alle convenzioni con le ASL soltanto le associazioni che possiedono nel proprio statuto il requisito della “difesa della vita fin dal concepimento” , ma dopo soli 4 gg la giunta  ne ha emessa una nuova ”rettificata”, ma la sostanza non è cambiata. La Giunta si è ben guardata infatti dall’eliminare questa condizione di favore, limitandosi ad aggiungere: “in assenza del presente requisito soggettivo è sufficiente il possesso di un’esperienza almeno biennale nell’ambito del sostegno alle donne e alla famiglia” quindi la nuova delibera è .pressoché identica alla precedente.
Nella nuova delibera si dispone che le Asl procedano alla redazione degli elenchi delle associazioni ammesse e alla stipula delle convenzioni. Piemonte, Lombardia e Lazio costituiscono una sorta di terreno di prova per lo smantellamento dall’interno della Legge 194 e dei servizi consultoriali, per procedere alla privatizzazione della salute.
Contro questa nuova delibera è stato presentato, sempre dalla Casa delle Donne e da alcune giovani donne che ricorrono ai servizi  dei consultori,  un secondo ricorso al Tar.
Cosa è accaduto in questi giorni:
Purtroppo il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto per il Tar:
-le giovani donne non hanno interesse a ricorrere, in quanto non sono né gravide né già madri;
-la Casa delle Donne, non ha interesse a ricorrere in quanto l’unica interpretazione possibile della Deliberazione impugnata è quella che ammette la  stessa al convenzionamento con le ASL.
il Tar, ha invece omesso una pronuncia su quelle censure evidenziate nel ricorso presentato dalle avvocate: Mirella Caffaratti ed Arianna Enriquens e che rilevavano l’illegittimità dell’ingerenza di chiunque nel percorso di interruzione volontaria di gravidanza e nei Consultori che sono strutture pubbliche e sul  fatto che questa delibera di fatto disattenga i principi della Legge 194 e della Legge 405 istitutiva dei Consultori.
Né si è espresso circa il requisito della vita, dichiarato illegittimo dalla prima sentenza, ma reintrodotto nuovamente in quest’ultima delibera. Ha dichiarato, invece, che la Casa delle Donne è ammessa a pieno titolo nella Convenzione con le ASL inerente a questo Protocollo grazie alla sua trentennale esperienza a tutela delle donne.
Ma non è questa la risposta che le donne attendevano: qualsiasi ingerenza, in un momento delicato e particolare come l’interruzione volontaria di gravidanza, è una pressione inaccettabile e lede il principio dell’autodeterminazione delle donne.
Le donne  piemontesi sanno l’importanza delle partita che si sta giocando sulla loro pelle e quindi sono determinate a continuare la battaglia perché un servizio pubblico come quello dei Consultori possa continuare ad essere libero da condizionamenti, indipendente e laico.

Per continuare ed organizzare la mobilitazione è stata indetta un’assemblea pubblica mercoledì 22 febbraio alle ore 20,30 all’Antico Macello di Po – Torino – via Matteo Pescatore 7.

Comitato SNOQ – Torino

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