Relazione sul Convegno “Vita, lavoro, non lavoro delle donne” Bologna 3-4 marzo 2012 di Enrica Guglielmotti

Pubblichiamo la Relazione sul Convegno “Vita, lavoro, non lavoro delle donne”     Bologna 3-4 marzo 2012 redatta da Enrica Guglielmotti che ha seguito per Se non ora quando – Torino,   i lavori del Convegno

Il convegno, dopo una relazione introduttiva , si è articolato in tre momenti: una prima fase in cui sei donne hanno raccontato ciascuna la propria esperienza in tema di lavoro, un secondo momento in cui si sono alternate delle relatrici esperte di temi sul lavoro, un terzo momento di partecipazione articolato in tavoli tematici in cui tutte le partecipanti hanno avuto la possibilità di fare proposte che sono state poi successivamente raccolte e restituite in una relazione finale.

 Prima giornata

 Relazioni

 Le relazioni si sono snodate secondo un percorso logico che e’ andato dalla crisi, al tema lavoro/non lavoro, al precariato . Temi conclusivi sono stati il precariato ed il welfare.

Per ogni tema veniva presentata una relazione illustrativa da parte di un’esperta cui seguiva una seconda relazione sullo stesso tema, ma maggiormente centrata sul tema delle proposte.

Nel trattare il primo tema” La crisi nell’Unione Europea: sfide ed opportunità per le donne Paola Villa- Universita’ di Trento” ha illustrato come negli anni 90  nasca, in risposta ad una crescente disoccupazione, una strategia europea  per incentivare l’occupazione femminile ; questa strategia si basa su tematiche di conciliazione, pari opportunità ecc. La UE si da l’obiettivo di raggiungere un tasso di occupazione femminile non <60% nel 2000 ed in effetti il tasso di occupazione femminile migliora.

Con la crisi del 2008 l’attenzione alle tematiche di genere si riduce. La successiva ondata di disoccupazione colpisce tanto gli uomini che le donne, ma una maggiore presenza femminile tra i sottooccupati e gli scoraggiati che non cercano più’ lavoro fa si che le donne complessivamente non inserite nel mercato del lavoro come vorrebbero siano più numerose di quanto risultino dai dati ufficiali.

Le conclusioni della relazione sottolineano come austerità e disciplina fiscale siano un  freno e non un aiuto allo sviluppo, come la crisi sia stata un’occasione per smantellare il welfare e per accantonare gli  obiettivi per le donne e come sia necessario ripensare un modello di Europa sociale.

“Anna Maria Simonazzi – La Sapienza di Roma “  evidenzia come siano necessarie delle misure volte a sostenere l’offerta di lavoro femminile, intervenendo con politiche di conciliazione, affrontando tematiche di tipo culturale volte a dividere in maniera equilibrata tra i due generi il lavoro di cura, con particolare attenzione al problema degli anziani, che con l’aumento della vita media sta diventando un problema di dimensioni rilevanti. E’ necessario analizzare in modo obiettivo i costi della maternità per le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni, diffuse nel panorama italiano.  Propone una analisi delle buone esperienze che sono state introdotte, come l’attenzione a mantenere i contatti con le donne in maternità per evitare perdite di know how durante l’assenza, laddove possibile utilizzo del telelavoro, forme di part time, microasili aziendali.

E’ importante che gli oneri di cura coinvolgano anche gli uomini con l’introduzione di congedi di paternità ben retribuiti ed obbligatori.

Propone inoltre un investimento in infrastrutture per lo welfare utilizzando finanziamenti ricavati da riallocazione di spese (ad es. le spese militari), patrimoniale, evasione, monitoraggio dei finanziamenti.

Il tema lavoro/non lavoro e’ stato trattato da “Antonella Picchio – Universita’ di Modena e di Reggio Emilia” con una relazione “ Vita e lavoro.responsabilita’ e denaro. Ottica femminista”

L’esperienza delle donne, rispetto a quella degli uomini ha il suo fondamento in una maggiore consapevolezza della vita propria e delle persone che gli stanno intorno. Questa caratteristica e’ da vedere come una risorsa.

La conferenza di Pechino del 1995 riconosce il lavoro di cura non pagato  (lavoro di cura e lavoro domestico) come lavoro a tutti gli effetti. Il lavoro di cura ha un grande significato etico e di responsabilià’: si curano bambini, anziani , e maschi adulti, che hanno bisogno di cure quotidiane.

Le imprese non si assumono i costi del problema riproduzione e di fatto il welfare ha fatto crescere il salario sociale.

L’obiettivo delle politiche liberistiche è stato abbassare le condizioni di vita dei lavoratori e lo stato non è stato neutrale nel far passare regole favorevoli al potere finanziario. Classe e sesso sono strettamente intrecciati e la crisi è stata un veicolo di ristrutturazione. La bolla speculativa è stata lasciata agire per ridurre le condizioni di vita. La grande infrastruttura è il lavoro di cura delle donne. Bisogna usare cautela nel dire che le donne sono una risorsa da utilizzare perche in realtà lavorano già troppo.

E necessari sfatare alcuni miti, cioè che il liberismo ottimizzi il Welfare e che le donne possano continuare a sostenere tutto.

Sul tema lavoro non lavoro,  la parte delle proposte è stata curata da Anna Salfi che ha descritto come in Emilia Romagna si cerchi di fare un patto per una crescita intelligente ed inclusiva per uscire dalla crisi insieme.

E necessario utilizzare dei filoni di finanziamento che invertano la rotta sulla occupazione femminile promuovendo una occupazione femminile di qualità ed è necessario valorizzare alcune caratteristiche positive delle donne, come il multitasking.

Progetto Arianna far conoscere le migliori prassi esistenti a livello europeo.

Per migliorare le condizioni delle donne è necessario agire a livello del territorio favorendo politiche di conciliazione, facendo bilanci di genere a livello comunale. Contro le violenze di genere, per sostenere le case per donne maltrattate, viene proposto di utilizzare per le donne vittime di violenza i beni immobili confiscati alla mafia

Sono elementi di criticità la politica dei tagli lineari, i tagli agli enti locali ed i  vincoli alla spesa derivanti dai patti di stabilità.

Sul tema del precariato hanno parlato Cristina Morino e Stefania Scarponi che hanno sottolineato come la precarietà occupazionale porti ad un arretramento delle tutele ed alla comparsa di contratti atipici, all’interno dei quali le donne sono più numerose. Ricordano  inoltre come lo strumento giuridico sia spesso considerato servente rispetto allo strumento economico.

E’ necessario ricordare che i diritti fondamentali non sono negoziabili rispetto alle fasi economiche.

La tutela della maternità è stata pensata in fase di crescita economica.

Proposte: ripristino legge 188 contro le dimissioni in bianco, congedi di paternità, contratto unico, quote rosa, art 18.

 

Sul tema delle discriminazioni sono intervenute Letizia Mencarini e Rosa Amorevole. La prima, riprendendo i concetti del libro “Valorizzare le donne conviene”° di cui è coautrice insieme a Daniela Del Boca e a Silvia Pasqua, ha puntualizzato che in Italia l’evoluzione positiva nei confronti della donna si è interrotta negli anni 80, che tagliare la spesa pubblica ed i servizi significa penalizzare il lavoro femminile, che in Italia le donne più istruite hanno un maggior tasso di occupazione e che quelle meno istruite hanno un tasso di occupazione inferiore a quello degli altri paesi. Inoltre più le donne lavorano più figli fanno e le donne che lavorano risultano mediamente più felici di quelle che non lavorano.

Rosa Amorevole sottolinea la necessità di monitorare le dimissioni in bianco. Non c’e’ stata tanto una diminuzione dell’ occupazione femminile quanto una penalizzazione dei servizi, con aumento dei costi e diminuzione degli orari.

Problemi da fronteggiare: maternità e cure, riconoscimento delle competenze, stereotipi rispetto all’accesso e ruoli, molestie e mobbing.

Iniziative da intraprendere: presidi contro la discriminazione, valorizzazione delle aziende che realizzano buone prassi di conciliazione collegate con il territorio, penalizzazione delle aziende che discriminano

Sul tema del Welfare,  Rosanna Trifiletti ha trattato il tema vita, lavoro, non lavoro.  Analizza in particolare quello che definisce welfare mediterraneo, espressione dell’equilibrio raggiunto tra stato, famiglia e mercato e ne definisce le caratteristiche: non protegge le famiglie dai rischi, protegge bene alcuni e poco altri, non da copertura per la povertà. Alcuni tipi di tutele (pensioni di invalidità) hanno finito per essere usate per proteggere dalla povertà. Sono state messe in atto politiche spettacolo in quanto non sono stati stanziati finanziamenti sufficienti

In sintesi

Si dipana attraverso le relazioni un’analisi che evidenzia come la crisi sia stata utilizzata per smantellare lo stato sociale, che di questo fanno le spese le donne in quanto soggetti piu’ gravati dei lavori di cura, in una realta’ in cui l’aumeno della vita media pone il problema delle cure agli anziani oltre a quelle relative al lavoro domestico ed ai bambini. Il risultato e’ una progressiva uscita delle donne dal  mercato del lavoro. Che colpisce maggiormente le donne che fanno lavori meno qualificati.Le proposte sono la difesa dello welfare, l’ investimento in infrastrutture  ed il coinvolgimento dei maschi negli oneri di cura con l’introduzione di congedi di paternita’ ben retribuiti.

In sintesi una sorta di PINK NEW DEAL

 

 

Tavoli di lavoro

L’articolazione dei tavoli di lavoro e’ stata interessante: sono stati organizzati altrettanti temi quanti erano i temi delle relazioni e le partecipanti si sono divise a seconda degli interessi, con la liberta’, anzi la sollecitazione a cambiare frequentemente di tavolo per favorire una maggior serie di interazioni. Le proposte venivano scritte sulle tovaglie di carta che coprivano i tavoli e che sono state poi il materiale su cui e’ stata elaborata la relazione finale.

Seconda giornata

 La seconda giornata e’stata aperta da un intervento di una consigliera del  consiglio comunale di Bologna che ha sottolineato alcuni punti interessanti.

Ha esplicitato la filosofia di gestione della regione Emilia Romagna in cui si cerca di coniugare lo sviluppo con la sostenibilità.

Ha sottolineato la necessità di stare in questo momento di ridefinizione delle regole del mercato del lavoro nel dibattito nazionale e di analizzare quanto fa il governo Monti, considerando che , rispetto alle parole d’ordine rigore , equità e sviluppo, il rigore e’ stato attuato, l’equità non e’  ancora sufficiente e lo sviluppo ancora non c’e’.

Ha sottolineato inoltre la necessità di un contatto stretto con le amministratrici a livello locale, considerando che è vero che la crisi e’ epocale e che le sue le cause vanno ricercate a livello sovranazionale, ma sostenendo che gli effetti vanno contrastati a livello locale. E’ quindi importante affrontare il patto di stabilità imposto agli enti locali nell’ottica di mantenere il welfare.

La relazione sulle proposte emerse nella discussione ai tavoli e’ stata presentata da Sara Serravalle

Un tema emerso da tutti I tavoli e’ stato quello della precarietà, in quanto l’incertezza del reddito non consente di pianificare il futuro e di costruire relazioni.

Le proposte emerse per affrontare la precarietà sono state:

  • eliminazione delle forme contrattuali oggetto di abuso
  • oneri aggiuntivi per le aziende che utilizzano i precari
  • maggiore trasparenza dei contratti
  • incentivi alle aziende per la stabilizzazione
  • sostegno al reddito
  • utilizzo dei fondi europei per l’imprenditoria femminile
  • potenziamento dell’azione dell’Ispettorato del Lavoro
  • esclusione dei prezzi al ribasso negli appalti
  • previlegiare negli appalti pubblici le imprese che regolarizzano
  • salario minimo
  • sottolineare il valore sociale della maternità
  • creazione di forme di welfare di vicinato che collaborino con il pubblico
  • Organizzazzione di asili intesi come luogo di costituzione della comunità
  • co hausing per gli anziani
  • condomini sociali
  • Tempo Pieno  visto come attività e non come parcheggio

Le innovazioni proposte sono state:

  • incentivazione di telelavoro e co working
  • introduzione di modelli di lavoro più collaborativi e meno competitivi nei luoghi di lavoro
  • utilizzare il welfare come volano occupazionale
  • riconoscimento del lavoro domestico
  • valorizzazione delle differenze e dei talenti e della qualita’ di lavoro delle donne rendendo partecipi le aziende dei costi di discriminazione delle donne
  • attiviste di genere
  • nuovo concetto di genitorialita’
  • didattica non discriminante
  • gruppi di vicinato finanziati
  • etica di responsabilita’ condivisa
  • politiche di ridistribuzione del reddito
  • partire dal piccolo
  • proposta manifestazione sul tema del lavoro delle donne

 

Lavoro non lavoro: il termine è stato declinato nelle due accezioni, del lavoro che non c’e’ e del lavoro di cura che non e’ riconosciuto come tale. Le proposte sono state

  • riconoscimento del lavoro di cura
  • ripensamento del lavoro nelle varie fasi della vita
  • condivisione del lavoro di cura e congedi parentali per gli uomini
  • importanza del welfare
  • importanza della formazione

proposte pratiche:

articolazione dei tempi di lavoro per seguire I figli

proposte strategiche:

contributi per il lavoro di cura e sgravi fiscali per le donne

dettagliare maggiormente il lavoro di cura e renderlo visibile nella sfera pubb

importanza del momento territorio e del rapporto con le amministrazioni

investire nel welfare ed in servizi efficienti e di qualita’

prevedere contratti differenziati in relazione alle diverse fasi della vita

Sono seguiti alcuni interventi:

Maria Grazia Campari:propone di costituire una rete di donne sul tema del lavoro. A Milano esiste un tavolo che già lavora su questo tema.

Rita Ghedini: propone il tema della rappresentanza politica delle donne e sottolinea che pensare ad un lavoro possibile per le donne significa pensare lavoro sostenibile ed umano per tutti

Katia Graziosi dell’UDI: Le risposte che sono state date alla crisi fino a questo momento hanno acuito I problemi delle donne e l’occupazione e’ divenuta una priorita’. E’ necessario fare un patto per una crescita intelligente sostenibile ed inclusiva.La precarieta’ rende sterili e disgrega la famiglia

Vanno recepite le risoluzione del parlamento Europeo. Attenzione alle donne immigrate ed al lavoro nero nell’agricoltura. E’ necessario assumere una dimensione europea . La precarieta’ disgrega la famiglia.

 

Barabara Pectinari

E’ necessario uscire dal convegno con un giudizio preciso espresso da SNOQ sulla crisi, sul fatto che l’Italia è una nazione sessista con le donne, chiedendo di ripristinare la legge 188, esprimendo un giudizio sull’aumento dell’ et° pensionabile per le donne. Chiedendo il ripristino di beni comuni , come gli asili, esprimendo l’esigenza di una piattaforma per raccordarsi con le donne delle istituzioni, e organizzando una grande manifestazione nazionale.

Maria Carla Baroni: E’ necessario assumere una posizione su una politica che distrugge le possibiliàa di ripresa economica. Propone una manifestazione nazionale contro I tagli che violano I diritti delle donne.

Francesca Izzo: Le caratteristiche del movimento SNOQ sono tenere insieme le donne della società civile, dei sindacati, delle associazioni. La domanda che bisogna porsi e’se si sta insieme per convergere su alcuni obiettivi o per produrre un punto di vista comune della donna sulla società e cambiarla per costruire una società dove possano vivere I due sessi. La donna che entra nel mercato del lavoro si porta dietro la vita

Gigliola Tessari:Nelle donne si riscontra spesso un desiderio di mantenere il lavoro di cura che confligge con l’autonomia

Una relazione su una tavola rotonda tenutasi a Verona ha documentato come le imprese delle donne , piccole e caratterizzate da un basso rischio di impresa, nella crisi resistono meglio.

Paola Bottoni: proposte legge 188, congedi parentali, convergere su obiettivi comuni ed acquisizione di risultati, SNOQ deve essere un movimento federativo di tipo democratico che riconosce la leadership e sa costruire la democrazia.

Conclusioni di Raffaella Lamberti :

Sono sotto esposti i temi che sono stati più sottolineati

  • nel convegno e’ stato analizzato il nesso esistente tra la dimensione lavorativa e la dimensione esistenziale  (produzione/ riproduzione) che mette in discussione il modello sociale del rapporto genitoriale esistente ed i rimedi proposti per risolvere la crisi..
  • E’ necessario cogliere il forte nesso tra vita e lavoro  per elaborare delle proposte
  • molte proposte sono strettamente connesse con la riforma del lavoro in atto come i diritti e le tutele ed e’ particolarmente necessario affrontare  il tema della rappresentanza delle donne e del rapporto con le istituzioni
  • e’ stato ribadita che e’ vitale per le donne la difesa del welfare e dello stato sociale
  • necessità di un’organizzazione del lavoro che tenga conto della vita delle donne nella coscienza che migliorare le condizioni di lavoro delle donne significa migliorare le condizioni di lavoro di tutti e che i tempi di conciliazione devono servire sia agli uomini che alle donne
  • necessità di costruire un’ agenda nazionale delle donne
  • necessità di una sinergia tra donne che appartengono a contesti differenti come istituzioni, partiti ecc,
  • necessità di affrontare simultaneamente una dimensione locale, nazionale ed europea. La dimensione europea e’  una dimensione che in questo specifico periodo viene vissuta come impositiva, ma e’ anche una dimensione di potenzialità. L’ Europa e’ anche da vedere come un momento unificante per quanto riguarda I diritti, appoggiandosi alle risoluzione europee sulla precarietà come condizione di genere.
  • Altre problematicità individuate sono che  siamo all’inizio di un processo, che il sistema dei partiti non ha retto, che la rappresentanza non basta e che e’ necessario trovare delle forme politiche innovative.
25 marzo 2012 |

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