“Riforma del mercato del lavoro per le donne occasione perduta” di Stefanella Campana

di Stefanella Campana da La Stampa.it 10.04.2012

 

La riforma del mercato del lavoro va in Parlamento tra non pochi malumori. Un giovane piccolo imprenditore mi dice che non capisce tutta questa gran perdita di tempo per l’articolo 18 mentre vede chiudere una a una aziende anche sane, comprate da investitore stranieri che  si sbarazzano di possibili concorrenti o prendono il loro know how e poi chiudono e fanno terra bruciata, nell’indifferenza più totale, con nessun  piano per il rilancio produttivo per contrastare la competizione globale. Ma anche dalle donne arrivano critiche. Avevano ben sperato sentendo al suo esordio il presidente  del Consiglio Monti parlare di un vero rinnovamento del Paese attraverso l’ingresso massiccio delle donne nel mercato del lavoro per allineare l’Italia all’Europa. “L’occasione è andata perduta”, scrive Senonoraquando, ricordando che l’occupazione   delle donne aumenterà solo se ci sarà una ripresa degli investimenti privati e pubblici nel welfare.  La strada – ricordano – poteva essere il risparmio ottenuto con l’innalzamento dell’età pensionabile, di cui non c’è traccia. Le stesse misure antidiscriminatorie escludono di fatto le giovani con contratti e collaborazioni precarie. Le misure sulla maternità sono giudicate insufficienti, addirittura “quasi offensivo” quel congedo sperimentale parentale per i padri di tre giorni. Scrive l’economista Elisabetta Addis: “Se non si risolve in maniera positiva per le donne il nodo lavoro/maternità si condannano alla frustrazione generazioni di donne a cui  è stato giustamente insegnato che maternità e carriera non devono essere alternative”. A meno che si voglia azzerare le nascite in Italia o risolvere il problema del welfare costringendo le donne a un’unica strada, quella delle casalinghe. Il Parlamento terrà conto anche della prospettiva di genere dettata dalla tanto invocata Unione Europea?   

10 aprile 2012 |

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