Società civile e indignazione

Abbiamo ricevuto  la  lettera di un’ amica che esprime bene il senso di indignazione che in molti proviamo in questi giorni.
Grazie a Piera e a tante/i che come lei mantengono intatti   la passione civile e il desiderio di lottare per  una compiuta democrazia nel nostro paese;  purtroppo troppi delusi decidono di abbondanare l’impegno civile scoraggiati dalla situazione tragica in cui è stato portato questo Paese.
“Questa mattina ascoltavo “Tutta la città ne parla” trasmissione su radio3: oggi l’argomento, introdotto da una precedente telefonata di un’ascoltatrice alla rubrica “prima pagina” sempre di radio3, verteva sul perchè la società civile non manifesti l’indignazione dalla quale siamo pervasi quando, come in questi giorni, abbiamo notizie attendibili di abusi, di sprechi, di uso illecito di denaro pubblico. Le possibili considerazioni sono state molte. Tra queste la mia, di una 70enne che ha sempre seguito la politica con grande interesse, senza iscriversi a partiti, ma votando sinistra o centro-sinistra, è causata non dalla mancanza di indignazione che spesso anzi mi riempie di dolore e di rabbia, ma da un esaurimento profondo dopo almeno 20 anni di ignobili farse e teatrini, di personaggi impresentabili e delinquenziali di ogni provenienza, di consociativismi ed inciuci. Esorto i giornalisti a fare inchieste come quelle sulla Lega, su Lusi, su Penati, in tempi non sospetti, invito i movimenti d’opinione quali Libertà e Giustizia, Se non ora quando, ed altri a tenere sempre alto uno stato di agitazione, informazione, manifestazione, cioè indignazione, semipermanente. Sono indignata non solo per i nani e le ballerine che abbiamo visto nelle loro miserie, ma anche per le chiacchiere televisive finte tra persone che hanno promulgato una legge elettorale infame, che si sono votati in una notte il finanziamento pubblico ai partiti, dopo il referendum che lo aveva abolito, arrivando a 500 milioni di Euro di disponibilità, con bilanci non controllati da nessuno. Sono indignata per chi ci ha rappresentati senza competenza, capacità, serietà, anche della sinistra, e che continuano con arroganza, affettazione, menzogne e buonismi, a non capire la realtà in cui vivono gli italiani, a non cercare di cambiare le leggi che permettono gli abusi, i privilegi, la corruzione, che sono fonte di profonda ingiustizia sociale. Certo, la politica e la democrazia necessitano anche di denaro pubblico, ma il modo deve essere valutato ed organizzato. Uno dei pochi politici in cui sento di avere ancora fiducia sia per la sua storia, per le sue capacità, che per la sua concretezza, è la Senatrice Emma Bonino e propongo che sia messa a capo di una commissione piccola e competente che disegni una nuova maniera di finanziare i partiti, e possibilmente la riforma elettorale. “
Piera Vallauri – Torino
11 aprile 2012 |

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