Una proposta per la nuova legge elettorale: fifty fifty ovunque si decide

“La politica ci piace, l’antipolitica non ci appartiene vogliamo essere protagoniste della nuova stagione che si sta aprendo e assumere responsabilità dirette” (Snoq)

14 Aprile 2012
La 27 ora
 
Il tetto di cristallo. Donne e rappresentanza politica: Milano e Lombardia
(di Camilla Gaiaschi e Rita Musa per “GiULiA”)
 

C’è tanto che non va nella politica italiana. E in questo “tanto” c’è anche la scarsa presenza delle donne. Le cose andrebbero meglio se nei partiti, in parlamento, nelle giunte e nelle assemblee elettive ci fossero più donne?

Tutto da vedere. Ma varrebbe la pena provare. Alcuni studi arrivano a dimostrare come una maggiore presenza delle donne in politica e nella gestione della cosa pubblica porti risultati positivi per la collettività. Ma la prima ragione per chiedere una rappresentanza più equilibrata è legata alla compiutezza di una democrazia che, in quanto tale, non dovrebbe marginalizzare non un una minoranza (e sarebbe già grave) ma addirittura il 50 per cento della popolazione.

Il dibattito su una nuova legge elettorale è in fase avanzata. E molte donne sono convinte che sia questo il momento di farsi valere. D’altra parte la legge impone già una presenza minima di donne nei cda. Perché allora non estendere lo stesso principio alla politica?

Queste ed altre domande si sono fatte le donne di Snoq Milano, la costola ambrosiana di Se non ora quando. Il movimento (a cui aderiscono numerose organizzazioni vicine al centrosinistra Amiche di ABCD, ArcilesbicaMilano, DiNuovoMilano, DonneInQuota, DonneInRete, UsciamodalSilenzio) ha elaborato alcune linee d’azione condivise che saranno presentate oggi, sabato 14 aprile, durante un convegno che si terrà a Milano.

“Tutti i nostri sforzi partono dal presupposto che la politica ci piace, l’antipolitica non ci appartiene vogliamo essere protagoniste della nuova stagione che si sta aprendo e assumere responsabilità dirette”, dicono le organizzatrici. Il loro obiettivo è la presenza fifty fifty “in ogni luogo in cui si decide”. Niente male, se si pensa che oggi in parlamento le donne sono ferme a quota 19%.

Il dato, insieme ad altri numeri significativi, compare anche nel video “Il tetto di cristallo. Donne e rappresentanza politica: Milano e Lombardia” di Camilla Gaiaschi e Rita Musa, prodotto dall’associazione “Giulia” (giulia.globalist.it),  che raccoglie interviste sul percorso ad ostacoli della democrazia paritaria.

Snoq Milano, per cominciare, chiede che, in un eventuale sistema di tipo proporzionale con lista bloccata, le liste elettorali siano paritarie e prevedano la stretta alternanza di candidati uomini e donne. In un sistema di tipo maggioritario, invece, il meccanismo di individuazione dei collegi uninominali dovrebbe garantire un’equa rappresentanza di genere. Non solo: una nuova legge elettorale dovrebbe contemplare sanzioni per chi non rispetta i criteri a tutela della rappresentanza di genere. Sanzioni che potrebbero arrivare a imporre, nei casi più gravi, l’inammissibilità delle liste.

Ma se, invece, restasse il Porcellum, che non prevede alcuna “sanzione”? In questo caso, secondo Snoq, la “pena” consisterà nell’indicazione di voto proposta dal movimento. In altre parole, Snoq chiederà di votare solo le liste “virtuose”. Ma le donne di Snoq hanno l’ambizione di condizionare con il loro voto anche le candidate (e poi le elette) con cui dovrebbero essere creati dei veri e propri “patti di genere” perché le agende politiche contengano la declinazione di tutti i temi cari alle donne. “In questo quadro generale – concedono le animatrici di Snoq – ben venga anche la costruzione di patti analoghi con uomini disponibili e sensibili”.

Molti gli spunti su cui ragionare nel “manifesto” delle donne di Snoq. Partendo sempre dal presupposto che l’istanza di fondo ­­– la maggiore presenza delle donne in politica – non può che essere condivisa. E chi ha ancora qualche dubbio non ha che da leggere Dove batte il cuore delle donne? Voto e partecipazione politica in Italia scritto per Laterza da Assunta Sarlo e Francesca Zajczyk.

Certo, si può davvero pensare che le donne possano considerare la presenza femminile come il valore assoluto, mettendo in secondo piano i contenuti della proposta politica? E poi: la “battaglia” per il coinvolgimento delle donne non dovrebbe essere un capitolo della più generale pretesa di un maggiore riconoscimento del merito, sia in politica che in economia?

Su questi temi riflettono in molti. Donne e uomini. “Come animatrice del gruppo “Due euro per dieci leggi” posso dire che da questa esperienza ho imparato due cose ­– interviene Stefania Boleso, ex dirigente con la passione per le questioni di genere -. Prima di tutto mi sono convinta che i risultati arriveranno solo a fronte di un movimento che coinvolga gli uomini al pari delle donne. Basta guardare le giunte fifty fifty oggi presenti nel nostro Paese. Spesso, come succede a Milano, sono il frutto dell’iniziativa di un uomo”.

 

Alleghiamo qui il documento conclusivo di MAI PIÙ SENZA LE DONNE

 

http://27esimaora.corriere.it/articolo/una-proposta-per-la-nuova-legge-elettorale-fifty-fifty-ovunque-si-decide/

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