“L’impegno delle donne per la trasparenza e la legalità” di Anna Carabetta

Pubblichiamo  l’intervento   di Anna Carabetta del Comitato Prmotore Nazionale Se Non Ora Quando al Seminario Nazionale sulla Rappresentanza (Milano, 14 aprile):

“L’impegno delle donne per la trasparenza e la legalità”

Desideriamo ringraziare Snoq Milano per aver previsto in scaletta un intervento su trasparenza e legalità, intervento quanto mai opportuno dopo la vicenda di Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace. Monasterace è uno dei 42 paesi che formano la Locride, un territorio calabrese che quando guadagna il centro della cronaca è sempre per eventi legati alla criminalità organizzata, oggi si guadagna il primo posto nella politica alta per la scelta coraggiosa della sindaca che giovedì scorso ha ritirato le sue dimissioni. La novità importante che ha determinato la scelta di Lanzetta è stata la solidarietà manifestata dalle donne di tutto il Paese, dalle donne di Se Non Ora Quando, dalla stampa, da tutti i sindaci della Locride che hanno minacciato di dimettersi in massa, dall’appello accorato di Monsignor Morosini, vescovo di Locri, al presidente Monti.

E’ una novità di grande rilievo che apre una breccia nel muro di omertà: in passato episodi come l’attentato alla sindaca Lanzetta venivano confinati nella cronaca locale, non uscivano dai confini regionali, e con l’ipocrisia delle forze politiche e della Chiesa, dopo pochi giorni, venivano relegati nell’oblio, per invocare un ritorno alla normalità e alla pace di facciata.

Come Comitato Promotore Nazionale siamo già state a Monasterace a Novembre scorso, dopo il primo attentato alla sindaca Lanzetta, e abbiamo organizzato un incontro nazionale su Rappresentanza e Legalità con interventi di Snoq Locride, Snoq Milano, Snoq Reggio Calabria, Rete per la Parità ed esponenti dell’Antimafia. Per riprendere il discorso già avviato in quella occasione ci sembra significativo lo spunto che ci offre il libro “Lettere di ragazzi da un paese che non si rassegna” del magistrato Nicola Gratteri e dello storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicasio. Questo è il testo di una lettera scritta da Matteo, 17 anni:

“La ‘ndrangheta è un problema del Sud, così è stato sempre detto. Ma ultimamente ho visto che molti ‘ndranghetisti sono stati arrestati in Lombardia, Liguria e Piemonte. Nella zona dove vivo io, a Busto Arsizio, vivono molti calabresi. I miei genitori sono sospettosi e dicono che forse hanno parenti con gli ‘ndranghetisti e bisognerebbe evitarli. Ma il mio amico calabrese che viene a scuola con me, anche se non parla mai di ‘ndrangheta, mi sembra una persona buona. Al Nord bisogna fare di più per combattere i mafiosi. Molta gente continua a sostenere che il problema sono i calabresi, ma poi scopriamo che anche i lombardi fanno affari con gli ‘ndranghetisti. Un imprenditore che aveva costruito molte case a Buccinasco è stato condannato assieme ad alcuni boss della ‘ndrangheta. Non era calabrese, ma lombardo, a dimostrazione che i soldi dei mafiosi fanno comodo a tutti, anche se i politici non lo vogliono ammettere e continuano a pensare che i criminali vengono solo dal Sud e, invece, non ci sono territori definiti entro i quali operano gli ‘ndranghetisti. Questi uomini senza scrupoli vanno dove c’è ricchezza e la nostra regione è ricca. Ma dovrebbe aprire gli occhi, e soprattutto essere meno prevenuta. Gli ‘ndranghetisti si schierano sempre con chi detiene il potere e qui da noi comanda la Lega, non tutti i leghisti sono disonesti, ma ci sono leghisti che fanno affari anche con i disonesti e i mafiosi. Bisogna avere il coraggio di ammetterlo.“

I giovani sono la speranza del Paese, il carburante di ogni battaglia, ma questo non esonera gli adulti, noi donne, dalle responsabilità: tenere gli occhi aperti come suggerisce Matteo e smetterla di fare finta di non vedere; anche il Nord ha perso l’innocenza. Cosa possiamo fare? Così risponde in un’altra lettera Margherita che frequenta la III Media:

“Per sconfiggere la ‘ndrangheta bisognerebbe votare le persone che non sono compromesse con questa organizzazione criminale.”

Dunque la prima garanzia contro corruzione e malaffare è la scelta delle funzionarie e dei funzionari pubblici, è la scelta delle amministratrici e degli amministratori politici. Chi ha il compito di rappresentare i propri concittadini, di amministrare il bene pubblico o governare, dovrebbe vantare un curriculum di specchiata onestà. Ma non è sempre così. A ogni consultazione elettorale, esponenti di primo piano dei vari schieramenti politici fanno a gara nel proporsi come garanti della legalità, impegnandosi a presentare liste “pulite”. Promesse che, però, vengono smentite dalle cronache giudiziarie. Di fronte all’ennesimo reato emerso a carico di un candidato o di una candidata, quegli stessi leader si giustificano, sostengono di essere all’oscuro di tutto, prendono le distanze e raramente scaricano il personaggio diventato scomodo. Sta di fatto che i candidati e le candidate “impresentabili” sono sempre più frequenti, e non solo a livello locale o nelle regioni del Sud, ma anche al Nord e nel Parlamento. Su certe elezioni aleggia il sospetto che qualcuno fra i candidati “impresentabili” abbia potuto beneficiare di metodi illeciti per assicurarsi un voto certo, come la compravendita di preferenze attraverso il denaro o la promessa di un lavoro e di favori futuri. Si chiama “voto di scambio” e può condizionare i risultati elettorali, può fare la differenza nelle competizioni in cui le distanze fra coalizioni sono minime, oppure può permettere l’elezione nelle amministrazioni locali di quei consiglieri che si rivelano fondamentali per il malaffare. Da cittadine dobbiamo tenere gli occhi aperti ed esigere dalle donne e dagli uomini che si candidano trasparenza e competenza, e tutte insieme dobbiamo fare pressione per spingere la politica a fare scelte che finora non ha avuto interesse a fare.

Corrado Alvaro, scrittore e vanto della Locride ci lascia un monito:

“La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile.”

17 aprile 2012 |

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