Le commesse scrivono alle leader “Fornero e Camusso venite in Rinascente”

di Ilaria Ciuti da La Repubblica, 27 aprile 2012

«GENTILISSIMA ministro». «Carissima Susanna». Un´intestazione ufficiale, una più confidenziale. Ma il discorso è comunque tra donne. «Vogliamo coinvolgere tutte le donne di questo paese», dicono le commesse della Rinascente che hanno scritto due lettere. Una, alla «Gentilissima ministro del lavoro Elsa Fornero», e l´altra, alla «Carissima Susanna Camusso, segretario generale Cgil». Sotto, la firma è identica: «Le lavoratrici de La Rinascente di Firenze». A Camusso aggiungono «con affetto». Ma a tutte e due le commesse, che hanno denunziato come un´offesa alla loro dignità la spilla sessista «Facile averla. Chiedimi come», chiedono la stessa cosa: che vengano a incontrarle. Per parlare di spille sessiste, ma non solo. Vogliono discutere di lavoro e di «diritti negati. Perché da noi vige un regime di terrore», spiega Francesca.

«E´ andata dai metalmeccanici. Venga anche da noi che siano donne come lei», dice ancora Francesca a proposito di Fornero. Tradotto in lettera: «La sua disponibilità a incontrare i lavoratori metalmeccanici di Alenia ci spinge oggi a scriverle per chiedere di dimostrare la stessa disponibilità con noi, lavoratrici del commercio». Prima di arrivare alla questione spilla, spiegano al ministro del lavoro come sia difficile lavorare oggi in Italia, in particolare da commesse e nel loro negozio. «Vorremmo parlare con lei di liberalizzazioni, orari e diritti e vorremmo renderla partecipe degli ultimi accadimenti». Questi si riferiscono alla spilla «lesiva della nostra dignità». Ma prima spiegano a Fornero che una cosa è parlare dall´alto, e magari senza rendersi conto, e altro l´esperienza della vita e del lavoro che potrebbe aiutare chi governa e il paese intero.

«Da 16 anni noi lavoriamo 52 domeniche l´anno – scrivono – Conosciamo bene che tipo di ricaduta può avere una liberalizzazione senza tutela per le lavoratrici». Dicono di volere fare conoscere al ministro questa loro realtà «perché il risanamento di un paese parte dalla conoscenza delle necessità di chi lavora e dalla comprensione delle loro capacità di compiere i sacrifici che il governo chiede loro»: perché ricadranno sulle loro spalle. Venga qui Fornero, in sostanza per conoscere, sapere e migliorare le cose. Stesso discorso per la spilla sessista: «Noi amiamo il nostro lavoro, è un bene prezioso e il fondamento di un paese. Ma riteniamo che lavorare serenamente sia produttivo anche per l´azienda». Eppure, protestano, perché le nostre segnalazioni, quelle della stampa e di varie personalità di rilievo non hanno fatto cambiare idea all´azienda? Terminano chiedendo a Fornero la sua disponibilità per una data, in cui indiranno un´assemblea tra le lavoratrici.

Sono andate a Milano, hanno parlato della spilla con l´azienda. Hanno ricevuto un no a un immediato cambiamento della campagna pubblicitaria. Anzi l´azienda ha negato che fosse offensiva. Ma le commesse della Rinascente non si sono rassegnate e hanno raddoppiato. «La sfavillante vetrina in cui lavoriamo, che con luci e colori evoca atmosfere leggere e di svago, nasconde ben altre miserie dove la spilla rappresenta la punta dell´iceberg (e non vorremmo essere il Titanic)», scrivono a Camusso ringraziandola calorosamente per avere parlato di loro quando è venuta a Firenze per il convegno sull´«Italia di mezzo». Vogliono discutere con lei di «orari, diritti, tutele». Francesca spiega che, siccome il negozio sta aperto tutte le 52 domeniche dell´anno e solo la metà delle 80 commesse ha il contratto per cui le domeniche sono obbligatorie con una ridicola maggiorazione salariale di circa 16 euro, sono solo queste ultime a dover lavorare per le feste e dunque sempre, senza fare quei turni che sarebbe possibili se si avvicendassero con le colleghe che hanno il vecchio contratto: domenica facoltativa e assai più costosa.

Turni per cui, se già era difficile combattere, ora lo è molto di più. «Le liberalizzazioni del governo Monti – scrivono le donne alla segretaria Cgil – per noi non sono una novità. A Firenze per noi c´erano già. Non sappiamo quale turno avremo domani, ma è sicuro che lavoreremo di domenica. Siamo le precarie del tempo indeterminato. Ma le liberalizzazioni ci hanno pesantemente precluso la possibilità di una trattativa con l´azienda per ridurre il numero di domeniche obbligatorie». A questo punto le commesse attendono Camusso «in assemblea sindacale». A ognuno il suo ruolo.

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