Per parlare di violenza, la parola alla danza

 di Claudia Allasia – Repubblica, 27 maggio 2012

La Giselle di Mats Ek, per generazioni di donne e per Pompea Santoro che la frequenta da quarant’ anni, non è solo un bel ruolo ma un vessillo femminista, una bandiera rosso sangue.

 

Anche la Giselle originale, ideata nell’ Ottocento da Theophile Gautier, era un’ ingenua ragazza di campagna che si innamora senza riserve di un bel tipo sbucato dal nulla.

 

Nella versione di Ek però, il dramma è più esplicito: quando Giselle scopre che il suo bello è promesso a un’ altra, non solo impazzisce per il dolore ma scopre di essere incinta e di dover affrontare l’ evento da sola.

 

Nel secondo atto di Ek, Giselle, anzichè morta d’ infarto, é viva e imbottita di tranquillanti in una casa di cura. Imprigionata nella camicia di forza, insieme ad altre ragazze disperate, arrabbiate e deluse. Le Willi.

 

Oggi, al Teatro Vittoria alle ore 20, 30, la torinese Pompea Santoro, per ventisei anni émigrée in Svezia dov’ è stata effigiata in francobollo proprio nel ruolo di Giselle come étoile del Cullberg Ballet di Stoccolma – dove ha danzato le coreografie di Brigit Cullberg (accanto a Nureyev)  e di suo figlio Mats Ek ma anche di Kylian, Nacho Duato, Ohad Naharin e Carolyn Carlson – manda in scena le sue bravissime allieve nel secondo atto della Giselle di Mats EK. Una scelta di volontariato militante per difendere la libertà di scelta delle donne e protestare, insieme a Laura Onofri  e al gruppo torinese di  “Se non ora quando?”  contro il quotidiano femminicidio.

 

“Una scelta che compio con il plauso dell’ autore”  sottolinea Pompea che lo conosce  da quand’ era una sedicenne piena di sogni e paure, arrivata a Stoccolma grazie all’ ingaggio di Giuseppe Carbone, allora vice della grande Birgit  alla guida della maggiore Compagnia di danza svedese.

 

“Era il 1978 – spiega Pompea – e Mats Ek iniziava allora la sua carriera di coreografo, così originale e ricca di comunicativa. Posso dire di averlo accompagnato nel suo percorso fino ad oggi, prima come interprete dei suoi lavori, poi come sua assistente, insegnante e rimontatrice dei balletti (specie Giselle, Carmen e il Lago) nei teatri di tutto il mondo.

 

Le coreografie di Mats descrivono sempre una situazione concreta e lui chiede ai ballerini di  trasferire nei movimenti le loro emozioni profonde. Il suo lavoro, al contrario della danza classica che esige leggerezza ed eleganza, richiede pesantezza di movimenti, posizioni aperte e radicate nel grounding. Anche la schiena dev’ essere sempre morbida e coinvolta”.

 

Nessuno lo sa meglio di Pompea che. per volontà di Birgit e Mats, è diventata la preziosa ripétiteur dei loro balletti per star come Sylvie Guillem, Roberto Bolle, Tamara Rojo, Manuel Le Gris e Marie Claude Pietragalla. Nonchè insegnante di tante brave ballerine di talento.

 

www.senonoraquando-torino.it; www.pompeasantoro.it)

 

 

 

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