“Codice rosa” in ospedale per le donne aggredite

Al Maria Vittoria scatta l’intervento di un’équipe specializzata

La Stampa.it Cronaca
03/06/2012
Marco Accossato
Torino
 

Rosa. Come il colore simbolo della donna. Da venerdì scorso, al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria, accanto ai tradizionali codici «rosso», «giallo», «verde» e «bianco» per la valutazione della gravità dei casi è stato introdotto il «codice rosa». Verrà assegnato alle donne vittime di violenza, per garantire loro attenzioni e un percorso dedicato. Un progetto pilota voluto dal direttore sanitario, Paolo Mussano, e dalla dottoressa Teresa Emanuele, medico di direzione sanitaria e coordinatrice dell’iniziativa. Il «codice rosa» sarà assegnato non soltanto alle donne per le quali la violenza è evidente, ma anche nei casi in cui vi sia soltanto il sospetto: «Molte tra chi ha subìto abusi – osserva infatti la dottoressa Emanuele – di fronte al medico non ha poi il coraggio di denunciare e raccontare che cosa è davvero accaduto, e riferiscono magari di essere cadute in casa o di essersi ferite per loro disattenzione, inciampandosi».

I dati allarmano. Negli ultimi sei mesi, soltanto al pronto soccorso del Maria Vittoria, sono stati 60 i casi di violenza accertata su donne: 15 delle aggredite erano incinte, puerpere, o madri di figli minorenni.

«Siamo purtroppo convinti prosegue la dottoressa Emanuele – che il fenomeno sia sottostimato. Per questo, nei prossimi giorni, in pronto soccorso appenderemo alcuni poster per invitare le donne a farsi coraggio: «Se hai avuto una violenza dillo subito al triage». L’assegnazione del «codice rosa» – che non sostituisce ma affianca gli altri codici di gravità – farà sì che la paziente sia portata in un’area protetta del dipartimento di emergenza (eventualmente allontanando l’aggressore che in qualche caso accompagna la vittima in ospedale) e che venga attivata un’équipe specializzata composta da assistenti sociali, psicologi, ginecologi, pediatri e chirurghi ortopedici. «L’assegnazione del codice rosa – proseguono al Maria Vittoria – farà scattare immediatamente anche un controllo sulle cartelle cliniche precedenti, per accertare se e quando la donna è stata già visitata in pronto soccorso in passato per analoghe violenze».

L’iniziativa, totalmente dalla parte delle donne, punta non solo a garantire la migliore assistenza medica e psicologica, ma anche a mettere al riparto da nuovi pericoli: nel caso la vittima non possa tornare a casa, dopo le dimissioni dal pronto soccorso sarà ospitata in una struttura protetta.

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