RAI: comunicati di Se non ora quando? sulle nomine nel CdA

Se non ora quando, con le altre associazioni sollecitate da Bersani, dopo la riunione di ieri hanno diffuso questo comunicato:

Libera, il Comitato per la libertà e il diritto d’informazione, Libertà e Giustizia, Se Non Ora Quando, si sono riuniti oggi a Roma per rispondere all’invito loro rivolto dal segretario nazionale del PD Pier Luigi Bersani.

La discussione è stata ispirata dalla comune volontà di sostenere il servizio pubblico radiotelevisivo come bene comune da difendere e rilanciare.

Le realtà presenti, espressione di mondi e sensibilità anche molto diverse, hanno ribadito la propria autonomia da qualsivoglia schieramento o forza politica.

Nonostante i tempi serrati e il metodo inusuale, le diverse realtà hanno colto il carattere innovativo della proposta. Si tratta di una iniziativa di emergenza che deve preludere ad un cambiamento radicale dell’intero sistema dell’informazione italiana. A questo proposito si è registrata una forte condivisione sulla necessità di difendere la libertà d’informazione contro ogni bavaglio, di superare rapidamente la legge Gasparri, di approvare una legge sul conflitto d’interessi e di dare avvio ad una nuova gestione della Rai in vista della sua riforma. Per questo chiediamo l’immediata apertura di un confronto pubblico con tutte le forze disponibili.

Il lungo elenco di personalità raccolte dalle “associazioni” in vista di questo incontro testimonia la straordinaria ricchezza di energie di cui dispone la società italiana: un patrimonio che la politica e le istituzioni devono finalmente valorizzare per dare un futuro migliore alla Rai e al nostro paese.

Libera, il Comitato per la libertà e il diritto d’informazione, Libertà e Giustizia hanno deciso di dare un segno inequivocabile di forte discontinuità col passato indicando una donna e un uomo impegnati da lungo tempo in percorsi di partecipazione democratica, di difesa e attuazione della Costituzione, di legalità e giustizia. Con questo spirito, nel rispetto delle prerogative della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, le “associazioni” hanno convenuto di proporre Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi.

Il movimento “Se non ora quando” ha illustrato la propria posizione che prevede la richiesta alla Commissione di Vigilanza di innovare la sua composizione in senso paritario e per questo invierà al Presidente Zavoli una rosa di candidate di alto profilo professionale e sensibili ai temi della cittadinanza delle donne e della democrazia paritaria.

Comitato per la libertà e il diritto d’informazione
Libera
Libertà e Giustizia
Se Non Ora Quando

Se non ora quando ha deciso di inviare al Presidente della Commissione di vigilanza Zavoli, questa lettera per offrire una rosa di nomi per il Cda Rai e per richiedere  che  si adoperi ad ottenere il consenso dei membri della Commissione ad eleggere un Cda paritario, autorevole e indipendente.

“Dacia Maraini, Chiara Saraceno, Lorella Zanardo, Flavia Nardelli, Benedetta Tobagi ed Evelina Christillin: è la rosa di nomi che “Se non ora quando” offre al presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, per il Cda della tv pubblica. “Personalità femminili – scrivono in una lettera a Zavoli – di indiscusso valore ed esperienza, che variamente contribuiscono a rendere l’Italia un ‘Paese per donne’”. Nella lettera, inviata per conoscenza anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ai presidenti e capigruppo di Camera e Senato, le donne promotrici della manifestazione del 13 febbraio 2011 esprimono “vivo apprezzamento” per la posizione esposta da Pierluigi Bersani nella lettera inviata alle quattro associazioni. Una posizione che, sottolineano, “manifesta la volontà di ripristinare la funzione del servizio pubblico, premessa indispensabile di ogni dignitosa riforma del sistema informativo”. “Per immaginare una Rai diversa che torni ad essere una grande risorsa per l’Italia – dicono poi – è necessario ripensarla al centro dello sviluppo di una nuova cultura e un nuovo senso comune. Occorre riassegnare al Servizio Pubblico Radiotelevisivo una missione: sostenere con la ricchezza dei linguaggi radiotelevisivi la piena cittadinanza delle donne nella vita pubblica e sociale del Paese. Pur nei limiti della vigente legge noi riteniamo, pertanto, che una innovazione significativa nel governo della Rai possa essere attuata. Un Consiglio di amministrazione composto per metà da donne autorevoli, di alto profilo professionale e sensibili ai temi della piena cittadinanza femminile assicurerebbe un cambiamento notevole nella configurazione del servizio pubblico, sia nell’informazione e programmi sia nel governo dell’azienda”. Il comitato si rivolge pertanto a Zavoli “perché si adoperi ad ottenere il consenso dei membri della Commissione ad eleggere un Cda paritario, autorevole e indipendente”. Dopo aver fornito la rosa di nomi, la lettera conclude: “da parte nostra ci impegniamo a sostenere le donne che saranno elette nel difficile compito di sviluppare una nuova cultura e un nuovo senso comune adeguati ad una società di donne e uomini eguali e differenti”.

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