Media e violenza sulle donne, Fornero: «inflessibili sull’uso di immagini offensive»

25 Luglio 2012 ore 16:50

IlSole24Ore

Per Elsa Fornero, ministro del welfare ed una delle tre componenti femminili del governo, «su temi come quello della violenza sulle donne non credo all’azione dirompente, servono passi costanti e continui», anche sul fronte culturale. Per esempio, «occorre lavorare sull’utilizzo dell’immagine femminile nella pubblicità», tema delicato ma su cui non si può far finta di nulla: «bisogna essere inflessibili rispetto a certe immagini offensive».

Tavolo tecnico e risoluzione Ue
Alla commissione Affari sociali della Camera, che l’ha sentita oggi per fare il punto sulle politiche ministeriali sul contrasto delle violenze femminili, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali (con delega alle Pari opportunità), ha ricordato come oggi «la comunicazione commerciale usa spesso corpo della donna trattandola come mero oggetto del desiderio maschile», citando una risoluzione del Parlamento europeo del 2008 che sollecita i paesi europei «a intensificare gli sforzi per il rispetto della dignità umana nella pubblicità». Da parte sua, il ministero «sta progettando un tavolo tecnico per elaborare un codice di autoregolamentazione per il rispetto dell’immagine femminile nei media».

Aiuti ai Centri antiviolenza
Nel suo intervento, il ministro ha fatto anche un bilancio aggiornato delle azioni messe in campo dal dicastero per le Pari opportunità nel contrasto alla violenza sulle donne, dal primo Piano nazionale al sostegno ai centri antiviolenza e alle case rifugio per le vittime. In particolare, Fornero ha citato i tre avvisi pubblici: per costruire e potenziare le reti antiviolenza locali (3 milioni di euro); un secondo (10 milioni di euro) per finanziare direttamente ai centri antiviolenza e il numero verde 1522, che finora ha dato assistenza a 80mila vittime, il 10% delle quali straniere; il terzo bando da 1,7 milioni di euro per la formazione degli operatori dei centri, delle forze dell’ordine e degli avvocati. Prossima poi l’istituzione di corsi di formazione per medici, infermieri, operatori socio-sanitari, volontari e l’istituzione di un registro nazionale delle associazioni che assistono le vittime.

Fornero: «cambiare il nostro modo di pensare»
Sulle politiche antiviolenza, ha aggiunto Fornero, «si tratta di non perdere di vista l’obiettivo, che è quello di affermare i diritti delle persone, uomini o donne che siano». Occorre, ha concluso, «che l’attenzione non venga meno, che non ci sia tolleranza né ammiccamento, che cambi il nostro modo di pensare».

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