Parigi, l’asilo che cancella le differenze tra i sessi

Prima ed unica scuola in Francia dove i maschi possono giocare con bambole e le femmine con Lego. L’esperimento di Saint-Ouen per formare adulti meno violenti

Lunedì 10 Settembre 2012 11:23

GiULiA Giornaliste

Adriana Terzo

Parigi, 7 settembre – Maschietti che giocano con le bambole e femminucce che si divertono con lego e macchinine: è l’esperimento di un asilo francese di Saint-Ouen, alle porte di Parigi, per lottare sin dall’infanzia contro gli stereotipi sessisti. Proprio oggi le ministre delle Pari opportunità, Najat Vallaud-Belkacem, e della Famiglia, Dominique Bertinotti, hanno fatto visita a questa scuola pilota – prima ed unica in Francia – che seguendo l’esempio della Svezia (tra i primi Paesi a mettere in atto programmi a scuola per combattere il sessismo e le diseguaglianze legate al genere), conduce da oltre tre anni un lavoro “per favorire l’uguaglianza tra i sessi”, già dalla tenera età.

Niente rosa o blu sulle etichette degli armadietti, né poster di principesse e pirati alle pareti, e nemmeno case delle bambole e mini-cucine per future casalinghe: “La lotta contro gli stereotipi sessuali non è qualcosa che si vede – spiega la direttrice della scuola materna Bourdarias, Haude Constantin -. Non si vede ma è un processo lungo e delicato che necessita di riflessioni e piccole trasformazioni. Ma funziona!”. Anche i genitori sono invitati a contribuire alla formazione: vengono educati al significato di ‘genere’, si spiega loro quali sono le rappresentazioni culturali legate al sesso e il rapporto sociale tra maschi e femmine.

“All’inizio eravamo sorpresi – spiega un papà, Arnaud, 43 anni -. Non capivamo bene che cosa c’entrasse il sessismo con dei bimbi di meno di tre anni. Poi ci siamo resi conto che noi stessi perpetravamo dei cliché. Nostro figlio era un ometto, forte e coraggioso. Mai gli avremmo detto: ‘Sei carino'”. Anche gli educatori hanno dovuto imparare a non cedere alle diseguaglianze di base: niente complimenti sui vestitini alle femmine e guai a esortare i maschi a non piangere perché “i duri non versano lacrime”. Dalla Svezia è arrivata una studiosa di pedagogia che ha formato il personale che sta conducendo l’esperimento. Tra le regole: fare gli stessi complimenti a tutti e, se non lo fanno spontaneamente, esortare i piccoli a giocare con tutti i giochi. “Non si tratta di forzarli ma di offrire loro la possibilità di scegliere – spiega uno degli educatori -. E’ sorprendente scoprire che le bambine impazziscono per gli atelier di bricolage mentre i bambini adorano gli atelier sulle emozioni, un gioco per imparare a esprimere gioia, tristezza, rabbia o paura. Perché se non si sanno verbalizzare le proprie emozioni si usa la forza o si alza la voce”. Lo scopo dell’esperienza è formare adulti meno violenti e senza stereotipi.

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