FINALMENTE STESSI DIRITTI FRA FIGLI NATURALI E LEGITTIMI

da:  Diritto in Rosa Adnr

Diritto di famiglia, scatta la rivoluzione stessi diritti per figli naturali e legittimi.
La Camera dà il via libera alla nuova legge.
Questo significa che il bambino nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto dalla madre e dal padre anche se già sposati con altri al momento del concepimento. In più, il testo riconosce ai figli naturali (poco più di 100 mila l’anno, circa il 20%) un vincolo di parentela con tutti i familiari e non solo con mamma e papà. In caso di morte dei genitori, il minore verrà affidato ai nonni, agli zii o ai cugini e non dato in adozione come, invece, avviene oggi. Diventa un membro della famiglia a tutti gli effetti.

NIENTE FIGLIASTRI
Conseguenze pratiche anche per l’asse ereditario: nessuna differenza. In tutti gli articoli del codice le parole «figli legittimi» e «figli naturali» sono, infatti, sostituite semplicemente da «figli». Stesso discorso per gli adottivi. Per loro, però, il vincolo di parentela non c’è nei casi di adozione di persone maggiorenni.
In un giorno è stato cancellato tutto quel passato, reale e legale, fatto di «ragazze madri», «figli esposti», «figliastri» guerre a suon di carte bollate, vergogna e dolore.

Di leggi fondate su un’etica ormai incompatibile con la vita di tutti i giorni. L’equiparazione del vincolo di parentela stabilisce che tutti i figli «hanno lo stesso stato giuridico» («E figlie so’ figlie e so’ tutt’eguale!» ripete Filumena Marturano di Eduardo De Filippo nel suo monologo del ’46) e che, in caso di riconoscimento postumo da parte del padre, il cognome della madre non sarà mai cancellato.
Sulla carta di identità sarà possibile affiancare i due cognomi. Entro un anno dovranno essere pronte le norme di attuazione. Il ministro per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi ha istituito una commissione ad hoc. Uno dei decreti attuativi riguarda proprio la disciplina delle successioni e delle donazioni per l’eredità.

Il testo è stato approvato con 366 voti a favore, 31 contrari e 58 astensioni. Contrarietà dell’Udc, condivisa anche da alcuni deputati Pdl, sulla norma che estende la possibilità di riconoscimento anche ai figli nati da un incesto. I centristi avevano chiesto lo stralcio di questa parte ma non è stato accettato. «Così si sdogana l’incesto» è stato il commento di Paola Binetti dell’Udc.

«Come si può impedire ad una madre stuprata di riconoscere il proprio figlio?», ha ribattuto Alessandra Mussolini relatrice del testo. Approvazione da parte degli ex ministri per le Pari opportunità dei governi Berlusconi e Prodi. «Una prova di grande civiltà» per Mara Carfagna, «una legge di umanità e civiltà» per Livia Turco. «Un risultato storico capace di eliminare le profonde discriminazioni che esistono ancora nel nostro Paese» sono le parole di Giulia Bongiorno, portavoce Fli.

I PARENTI
Il codice civile oggi vieta che possano essere riconosciuti i bambini nati da persone unite da vincoli di parentela (padre-figli o fratello-sorella) la nuova disposizione, invece, prevede che in questo caso il figlio può essere riconosciuto «previa autorizzazione del giudice». Che deciderà per il bene del minore e per «evitare qualsiasi pregiudizio».

Una legge, quella approvata ieri, che ha fatto i conti con una realtà fatta da 134mila nati da genitori non coniugati. Nel 2010 erano il 23,6% al 24,5% la percentuale è salita al 24,5%. Uno su quattro ha genitori che non si sono sposati, uno su tre al Centro-Nord.

IL MATRIMONIO
L’incidenza del fenomeno, secondo i dati dell’Istat, è triplicata rispetto al ’95 quando, solo l’8,1% delle nascite avveniva al di fuori del matrimonio». Un grande balzo soprattutto nelle regioni, come il Veneto, caratterizzate da comportamenti familiari più tradizionali. Proprio lì, nel ’95 i bambini nati da genitori non sposati rappresentavano il 6,8% mentre nel 2011 sono arrivati al 26,2%. Nel Lazio la cifra, in pochi anni, è schizzata al 28,6%.

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