“La forza delle donne è la parola” di Cristina Comencini

Un breve commento di Cristina Comencini su Ingrid Loyau-Kennett, la donna che ha affrontato uno dei due attentatori di Woolwich (Londra)

25 maggio 2013

Ma lei ha avuto paura? “No, ho pensato meglio me che un bambino e, anche, vabbè, questo qui è piuttosto agitato, non resta che parlargli, un tempo ero insegnante perciò so essere a volte severa.”

Poche parole per esaltare il proprio ruolo, molte per calmare l’uomo armato di un macete. La donna inglese ha parlato a lungo, guardando la violenza negli occhi dell’uomo che le stava davanti, trasformando altre possibili uccisioni in parole scambiate. Questa è la forza possibile delle donne, la grande opportunità per la società degli uomini di averle di fronte alla pari e di ascoltare le loro parole nuove. Bambini, severità, domande, ascolto, concretezza, coraggio, forza, ragionamento contro la paura e la violenza, tenerezza. Sì, anche la tenerezza di un’altra donna che era lì, a pochi passi dai due che si fronteggiavano con le parole e accarezzava il soldato a terra, morente. Non amo descrivere le donne come vittime della violenza, anche se lo sono molto, trovo più appropriato dire che quello che si vuole fare sparire ammazzandole è la forza e la libertà delle loro parole nuove. Le due donne inglesi, nell’emergenza di quegli attimi, hanno manifestato il meglio della loro storia, della loro cultura, della loro differenza. Hanno indicato una strada a tutti. Fatica la forza delle donne a farsi largo nella cultura, nei pensieri, nel modo di intendere la vita, eppure questa rivoluzione è a portata di mano, è vicina, non potrà essere fermata.

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