Basta differenze tra maschi e femmine. Rivoluzione culturale a scuola in Francia

di Stefano Montefiori da la 27 ora 22 giugno 2013

Dal 2009 c’è un asilo in Francia che offre ai bambini un’educazione «non differenziata secondo il sesso». Cioè, alla scuola materna Marcel Bourdarias di Saint Ouen, vicino a Parigi, si combattono gli stereotipi in base ai quali sono le femmine a giocare con le bambole, e i maschi con le macchinine.

Al rientro a scuola di settembre, per volontà dei ministri dell’Istruzione Vincent Peillon e dei Diritti delle donne Najat Vallaud Belkacem, quell’esperimento sarà esteso a circa 500 istituti della scuola primaria francese. Migliaia di famiglie saranno coinvolte. Il programma «Abcd de l’égalité» è la nuova frontiera dello scontro ideologico che oppone il governo socialista ai francesi più conservatori, e che ha visto scendere in piazza nei mesi scorsi centinaia di migliaia di persone contro la legge sul matrimonio degli omosessuali.

La teoria del genere torna a riaffacciarsi nella vita pubblica francese: secondo i promotori dell’esperimento gli stereotipi sono culturali, non naturali.

Se le bambine giocano con le bambole e da grandi sceglieranno più facilmente facoltà umanistiche invece che scientifiche, lo si deve non a una predestinazione biologica ma al fatto che la società le indirizza verso quella direzione. «Il mio scopo è lottare contro le disuguaglianze profonde che resistono nella società francese – dice la ministra Belkacem – e per fare questo bisogna agire sin dai primi anni di vita. Dobbiamo evitare che i bambini interiorizzino la disuguaglianza come un fatto evidente. Non è così».

La ministra ha fatto visita all’asilo di Saint Ouen, e alcuni deputati dell’opposizione Ump chiedono la creazione di una commissione d’inchiesta sulla diffusione della teoria del genere negli asili. «È giusto combattere le disuguaglianze, ma negare le differenze sessuali a questo scopo è una follia», dice Xavier Breton. Le organizzazioni di estrema destra che si sono mobilitate contro la legge sul mariage pour tous sono già pronte a tornare alla carica contro «una antropologia distruttrice che va all’assalto della famiglia, come tutti i totalitarismi», dicono alla fondazione Polémia.

Le cifre in mano al governo indicano, per esempio, che in linea di massima le ragazze sono più brave a scuola dei ragazzi, eppure finiscono per scegliere i percorsi accademici meno prestigiosi. Per esempio, la filiera «S», quella riservata a chi ha ottimi voti in matematica e che apre poi tutte le possibilità per i migliori istituti universitari: a parità di profitto, la scelgono 8 maschi su 10, e solo 6 femmine su 10.

Nell’istruzione professionale, sono il 94% le ragazze che hanno scelto la specializzazione «parrucchiera, estetista e altri servizi alle persone», e il 98% i ragazzi che si sono iscritti a «meccanica e elettricità», anche se – fanno notare al ministero – i mestieri manuali si sono molto evoluti e non richiedono più particolare forza fisica.

Il ministero dell’Educazione nazionale ha cominciato a formare gli insegnanti per l’«Abcd de l’égalité», per l’autunno si annunciano nuove battaglie.

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