SOGNANDO PARITA’ di Rossella Palomba

Vogliamo iniziare un nuovo appuntamento: la segnalazione di libri, saggi, opere che vanno a scandagliare l’universo femminile. Iniziamo con questo saggio di Rossella Palomba SOGNANDO PARITA’ Ed. Ponte delle Grazie, che abbiamo presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Partendo dalle tante conquiste delle donne nel Novecento e dalle Leggi che più hanno inciso sulla vita delle donne in quest’ultimo secolo, (Nel 1950 entrò in vigore la Legge sul congedo di maternità; dodici anni dopo ci fu l’abolizione del licenziamento per matrimonio; nel 1975 fu promulgato il nuovo diritto di famiglia, cioè fu abolito il ruolo del capofamiglia e cancellato lo Ius corrigendi ossia il diritto del marito di picchiare la moglie. Nel 1981 è la volta del delitto d’onore, mentre nel 1996 con la nuova legge sulla violenza sessuale lo stupro diventa un reato contro la persona e non più contro la morale.) , Rossella Palomba in “Sognando parità” (ed.Ponte delle Grazie) fa un’analisi, suffragata da dati, della condizione della vita delle donne in vari ambiti:
Dal Report sul Global Gender Gap 2011 si evince che l’Italia è al 74esimo posto per emancipazione femminile. Il nostro Paese è novantesimo per occupazione femminile, centoventunesimo per parità salariale, novantasettesimo per incarichi al vertice. L’Italia ha il più basso tasso di occupazione femminile (46 per cento), dopo Malta e Grecia, peggio di Romania e Bulgaria. In Italia la disoccupazione femminile è più alta di quella maschile; il divario retributivo fra uomini e donne in Italia è del 10 per cento. La parità salariale fra uomini e donne, sancita per legge, rimane un miraggio. Una donna su due non lavora se ha un figlio. Le donne italiane detengono il record europeo per carico di lavoro non pagato per la famiglia: lavorano 5 ore e mezzo al giorno. In Italia il 35,7 per cento delle mamme che lavora sceglie di lasciare il bimbo alle cure della nonna. Il “lavoro dei nonni” è stimato 18 miliardi l’anno, cioè 1,2 per cento del PIL. Secondo l’Istat, oltre la metà delle interruzioni dell’attività lavorativa dopo la nascita di un figlio sono imposte dai datori di lavoro. In banca solo lo 0,36 per cento ha qualifica di dirigente, contro il 3 per cento degli uomini. Ed ancora: che la prima causa di morte per le donne italiane tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio da parte del coniuge, ex coniuge o ex fidanzato. In Italia 14 milioni di donne hanno subito violenza fisica, sessuale o psicologica. Il femminicidio è in aumento, con il 6,7 per cento in più negli ultimi due anni.
Questi e tanti altri dati raccontano meglio la condizione della donna oggi, più di tante parole, ed evidenziano che la parità è spesso solo sulla carta. Le leggi nel nostro Paese ci sono e sono buone leggi, ma non riescono ad incidere in modo decisivo per annullare le discriminazioni ancora presenti:
Le donne italiane sono in attesa di trovare spazi di occupazione, di crescita professionale, di avere potere e ruoli decisionali nelle imprese, in politica, nella scienza, di vedere riconosciuto nel mondo del lavoro il loro talento e gli investimenti fatti nell’istruzione.
Una fotografia attuale di un Paese sviluppato ed evoluto dal punto di vista delle leggi e del diritto, ma che in realtà la parità sostanziale è un traguardo lontano almeno un paio di secoli.
L’autrice – Rossella Palomba, demografa sociale, associato dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche, è esperta di problemi di genere e di lavoro femminile. Autrice di numerosi articoli, libri e rapporti sulle politiche sociali e le problematiche femminili, è stata anche ambasciatrice europea per le pari opportunità nella scienza.
“Sono una statistica qualitativa, con il numero non ci si fa niente se non sono letti in una maniera complessiva e con un po’ d’immaginazione.”

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