Le pari opportunità non degne di un ministero? di Stefanella Campana

DONnet Stefanella Campana
26/06/2013

Snoq e le giornaliste di Giulia scrivono a Letta: sottovalutati i problemi delle italiane, serve ministra competente

Una attività secondaria da delegare, non degna di un ministero vero e proprio? Sottovalutazione e scarsa considerazione da parte del governo del forte disagio delle donne di questo paese rispetto al lavoro, ai servizi sociali, alla rappresentanza, alla violenza sessuale e al femminicidio, alle discriminazioni? Dopo le dimissioni della ministra Josefa Idem le pari opportunità sono state affidate dal premier Letta a Cecilia Guerra, attuale vice ministro al Lavoro e delle Politiche Sociali. Non è un problema di persone scelte, ma di un ministero cancellato. “E’ un errore e un passo indietro..- scrive il comitato di SenonoraQuando di Torino, insieme a tanti altri al premier Letta – Ci sta invece a cuore un ministero forte e una ministra che possa concentrarsi su un lavoro fondamentale non solo per le donne, ma per il nostro Paese”.

Il lavoro intenso già svolto della ministra Josefa Idem nel suo breve mandato, su cui c’è un unanime apprezzamento per il suo metodo dell’ascolto e del coinvolgimento della società civile, rivela quanto impegno sia ancora necessario in Italia sulla strada delle pari opportunità. Credo che Josefa Idem, oggetto di odiosi insulti sessisti, abbia fatto bene a dimettersi mostrando rispetto per il ruolo e le istituzioni (un esempio che dovrebbe essere seguito da molti, a partire da chi è pluricondannato), ma il suo lavoro avviato non deve interrompersi. Anche GIULIA (la rete delle giornaliste unite, libere e autonome), nell’apprezzare la serietà delle dimissioni della ministra – “fatto inconsueto nel panorama politico italiano” – ricordano a Letta che serve una ministra competente che abbia coscienza di genere”. Certo, se la coscienza di genere fosse un dato acquisito in ogni decisione e scelta politica non ci sarebbe bisogno di un ministero delle pari opportunità ma, purtroppo, non è ancora così in Italia.

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