“Non frignare”. “Non fare la femmina”. “Sii uomo”. “Mostra le palle”. Quanto è difficile essere maschi?

di Paola Casella – La 27 ORA

«The mask you live in è più di un film: è un movimento» asserisce Jennifer Siebel Newsom, la regista che ha già al suo attivo Miss Representation, un documentario che correlava il modo in cui le donne vengono rappresentate nei media con la loro scarsa presenza in posizioni di potere.

Questa volta Siebel Newsom parla di uomini, e si chiede: in che modo stiamo sabotando i nostri ragazzi?

«Non risolveremo mai il problema della disparità fra i sessi se non ci fermiamo a valutare l’impatto delle aspettative culturali su quei bambini che un giorno diventeranno uomini», dice la regista. A cominciare da suo figlio Hunter, un bel bimbo biondo filmato sulla voce fuori campo della mamma che si chiede:

«Diventerà un essere umano sensibile e compassionevole, o una parodia della mascolinità, limitato da stereotipi culturali che faranno di lui un uomo solo e depresso?»

The mask you live in non è ancora un documentario completo: mancano i finanziamenti per portare a termine l’opera e la regista, dal sito di Kickstarter, si rivolge agli internauti perché la aiutino a mettere insieme i denari necessari per completare le riprese e procedere al montaggio finale, secondo il modello di crowdfunding che oggi va per la maggiore fra i cineasti indipendenti.

Riuscirà Jennifer a raggiungere l’obiettivo degli 80mila dollari (da lei ritenuti) necessari entro la data stabilita dell’8 agosto? Molto dipende da quanto il trailer del film riuscirà a convincere i navigatori della validità del suo progetto. Un trailer che mostra il montaggio di volti maschili di ogni razza ed età sopra il voice over di alcune delle frasi che un maschio americano (e non solo) si sente ripetere fin dall’infanzia. “Non frignare”. “Non fare la femmina”. “Sii uomo”. “Mostra le palle”.

«Abbiamo costruito un’idea di mascolinità che fa sentire i ragazzi insicuri della propria virilità e li spinge a doverla continuamente dimostrare», dice il sociologo Michael Kimmel, uno dei tanti esperti intervistati da Siebel Newsom. «Per questo l’emozione dominante nel maschio americano è oggi l’ansia».

«Ogni giorno i ragazzi indossano una maschera per andare a scuola», aggiunge l’insegnante Ashanti Branch. «Alcuni non sanno più come togliersela, e finiscono per tenersela addosso per sempre».

I ragazzi, mostra il documentario, covano rabbia e frustrazione, e non riescono ad esprimere la loro sofferenza interiore, perché

«la nostra cultura ha svalutato ciò che definisce femminile: affetto, empatia, capacità di relazionarsi con il prossimo, istinto di cura. Così alcuni ricorrono alla violenza verso gli altri o verso se stessi perché provano vergogna e umiliazione, e temono che verranno ulteriormente umiliati se non si dimostreranno veri uomini», dice lo psichiatra James Gilligan. «Dobbiamo dare ai ragazzi il permesso di esprimere i loro sentimenti», aggiunge lo psicologo Michael Thompson.

«La mascolinità non è non avere mai paura, ma avere paura e sapere che si può superarla»

«Bisogna ridefinire la forza maschile non come un potere da esercitare sugli altri ma come una forza per difendere la giustizia», conclude l’educatore Jackson Katz. “Se insegniamo agli uomini ad essere tali integrando nella loro forza la cura e la compassione, facciamo loro un regalo».

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