Bollino rosa: nasce la guida “michelin” degli ospedali “woman friendly”

di Giorgio Fiorentini blog Corriere della Sera.it 26 luglio 2013

“Il genere è un fattore determinante essenziale per la salute in quanto lo stato di salute, il benessere e la sua percezione, la promozione della salute, l’insorgenza delle malattie e il loro decorso, gli approcci terapeutici e la loro efficacia sono diversi tra le donne e gli uomini” (Ministero della Salute). Anche per questo è nato il programma BOLLINI ROSA che non è una nuova raccolta di punti da incollare su una cartolina per avere un premio fedeltà di un supermercato, ma è una BUONA NOTIZIA per la salute delle donne.

Il programma BOLLINI ROSA premia gli ospedali che dimostrano di offrire servizi sanitari orientati alle donne. La non profit O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna),dal 2007, individua ,valuta e premia gli ospedali che sono “vicini alle donne” (gli americani li chiamano anche woman friendly).

E’ un modo efficace per fare medicina di genere senza cadere nei facili proclami e nel tanto diffuso effetto annuncio. Oggi sono 224 gli ospedali italiani che possono fregiarsi di uno o due o tre BOLLINI ROSA nella logica di una dimensione di rating da offrire come garanzia per le donne che chiedono prevenzione, diagnosi e cura per le loro patologie. Si potrebbe anche pensare alla creazione di qualche “ospedale delle donne” che possa specializzarsi in modo approfondito sulla “medicina di genere”. Il dibattito è aperto. Ma cosa contraddistingue questi 224 ospedali che hanno conseguito i BOLLINI ROSA? In primo luogo devono dimostrare che hanno servizi di maggior rilievo clinico ed epidemiologico per la popolazione femminile (Diabetologia, Dietologia e Nutrizione Clinica, Endocrinologia,Ginecologia e Ostetricia, Malattie e disturbi dell’apparato cardiovascolare, Medicina della riproduzione, Neonatologia, Neurologia, Oncologia, Psichiatria Reumatologia, Senologia, Violenza sulla donna). Si valutano le unità operative specifiche per le patologie al femminile.

Un secondo criterio di valutazione è l’appropriatezza del percorso diagnostico terapeutico,applicando livelli di cura in cui si dimostra non solo l’orientamento alla domanda di genere, ma anche la conoscenza della diversità terapeutica fra maschio e femmina. Un terzo e fondamentale criterio è la valutazione di quanto la donna sia al centro dell’attività ospedaliera, il livello di umanizzazione e di tutela della dignità della donna nell’ospedale e quanto l’approccio olistico e psico-fisico tuteli la paziente. Vengono somministrate 120 domande con relativo punteggio e peso, stabilito secondo criteri definiti da una commissione di esperti in accordo con le linee guida del Ministero della Sanità e delle Società Scientifiche. In una recente indagine si è notato che uomo e donna hanno reazioni differenti al manifestarsi della malattia ed allo stress psicologico provato dallo stato di malattia individuale. Per esempio nel caso della donna vi è anche la preoccupazione per l’assenza della propria figura all’interno della famiglia durante i giorni del ricovero. Un ulteriore stress per la paziente può essere, infine, legato alla possibilità che il manifestarsi di una patologia provochi un qualche mutamento del proprio aspetto. Pensiamo ad esempio al caso di tumore al seno quando si necessita l’asportazione: in queste situazioni la celerità tra la diagnostica e l’intervento risulta fondamentale per diminuire l’impatto psicologico della malattia sulla donna. L’integrazione organizzativa di genere di servizi ospedalieri offre la soluzione di questo problema.

Per “dare le gambe” a questa BUONA NOTIZIA basta cliccare su www.bollinirosa.it oppure telefonare a ‘Info Bollini Rosa’: 895.895.0814.
[Esplora il significato del termine: “Il genere è un fattore determinante essenziale per la salute in quanto lo stato di salute, il benessere e la sua percezione, la promozione della salute, l’insorgenza delle malattie e il loro decorso, gli approcci terapeutici e la loro efficacia sono diversi tra le donne e gli uomini” (Ministero della Salute). Anche per questo è nato il programma BOLLINI ROSA che non è una nuova raccolta di punti da incollare su una cartolina per avere un premio fedeltà di un supermercato, ma è una BUONA NOTIZIA per la salute delle donne. Il programma BOLLINI ROSA premia gli ospedali che dimostrano di offrire servizi sanitari orientati alle donne. La non profit O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna),dal 2007, individua ,valuta e premia gli ospedali che sono “vicini alle donne” (gli americani li chiamano anche woman friendly). E’ un modo efficace per fare medicina di genere senza cadere nei facili proclami e nel tanto diffuso effetto annuncio. Oggi sono 224 gli ospedali italiani che possono fregiarsi di uno o due o tre BOLLINI ROSA nella logica di una dimensione di rating da offrire come garanzia per le donne che chiedono prevenzione, diagnosi e cura per le loro patologie. Si potrebbe anche pensare alla creazione di qualche “ospedale delle donne” che possa specializzarsi in modo approfondito sulla “medicina di genere”. Il dibattito è aperto. Ma cosa contraddistingue questi 224 ospedali che hanno conseguito i BOLLINI ROSA? In primo luogo devono dimostrare che hanno servizi di maggior rilievo clinico ed epidemiologico per la popolazione femminile (Diabetologia, Dietologia e Nutrizione Clinica, Endocrinologia,Ginecologia e Ostetricia, Malattie e disturbi dell’apparato cardiovascolare, Medicina della riproduzione, Neonatologia, Neurologia, Oncologia, Psichiatria Reumatologia, Senologia, Violenza sulla donna). Si valutano le unità operative specifiche per le patologie al femminile. Un secondo criterio di valutazione è l’appropriatezza del percorso diagnostico terapeutico,applicando livelli di cura in cui si dimostra non solo l’orientamento alla domanda di genere, ma anche la conoscenza della diversità terapeutica fra maschio e femmina. Un terzo e fondamentale criterio è la valutazione di quanto la donna sia al centro dell’attività ospedaliera, il livello di umanizzazione e di tutela della dignità della donna nell’ospedale e quanto l’approccio olistico e psico-fisico tuteli la paziente. Vengono somministrate 120 domande con relativo punteggio e peso, stabilito secondo criteri definiti da una commissione di esperti in accordo con le linee guida del Ministero della Sanità e delle Società Scientifiche. In una recente indagine si è notato che uomo e donna hanno reazioni differenti al manifestarsi della malattia ed allo stress psicologico provato dallo stato di malattia individuale. Per esempio nel caso della donna vi è anche la preoccupazione per l’assenza della propria figura all’interno della famiglia durante i giorni del ricovero. Un ulteriore stress per la paziente può essere, infine, legato alla possibilità che il manifestarsi di una patologia provochi un qualche mutamento del proprio aspetto. Pensiamo ad esempio al caso di tumore al seno quando si necessita l’asportazione: in queste situazioni la celerità tra la diagnostica e l’intervento risulta fondamentale per diminuire l’impatto psicologico della malattia sulla donna. L’integrazione organizzativa di genere di servizi ospedalieri offre la soluzione di questo problema. Per “dare le gambe” a questa BUONA NOTIZIA basta cliccare su www.bollinirosa.it oppure telefonare a ‘Info Bollini Rosa’: 895.895.0814. ]

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