“Un grande passo avanti ma le donne siano libere anche di cambiare idea”

Continuiamo a pubblicare commenti sul nuovo decreto legge sul femminicidio:

da La Repubblica 9 agosto 2013 di MARIA ELENA VINCENZI

«Credo sia un passo avanti significativo per difendere le donne». Questo il commento della scrittrice Michela Murgia. «L’unico dubbio che mi rimane è quello sulla revocabilità della denuncia ».
Per quale motivo?
«Perché spesso davanti alla ribellione della donna, e quindi davanti alla sua denuncia, si assiste a un’escalation della violenza. È una grande responsabilità che lo Stato si assume perché chi impedisce alla vittima di revocare la denuncia deve poter garantire che l’inasprimento degli abusi non ci sarà. O che se ci sarà, la donna verrà protetta. Lo dico perché nella stragrande maggioranza dei casi dal momento della querela le cose per chi ha subito violenze cominciano a peggiorare».
Quindi per lei le vittime dovrebbero poter ritirare la querela?
«Io ho sempre creduto che una donna debba avere la libertà di decidere se vuole o meno denunciare. Per questo non sono molto d’accordo con la procedibilità d’ufficio che prevede anche che possa essere il pronto soccorso a inviare una segnalazione a polizia e carabinieri. Questo vale ancora di più oggi: se una donna, a un certo punto, non se la sente di continuare l’iter processuale, deve poter fare un passo indietro. Non è giusto trasferire questo diritto alle forze dell’ordine. È un’ulteriore sottrazione che
si fa a chi di violenze già ne ha subite parecchie».
Le nuove disposizioni prevedono anche altre cose, ad esempio l’arresto in flagranza per stalking e maltrattamenti in famiglia.
«Sono d’accordissimo con tutto il resto del provvedimento approvato dal governo. Le nuove norme sono una buona cosa. Era ora».

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