Noi e loro

di Giovanna Cambiano – Caratteri Liberi 5 ottobre 2013

La tragedia umanitaria relativa al barcone carico di “persone”, andato a fuoco in mezzo al mare, e il bailamme istituzionale che ne deriva, con tanto di dichiarazioni tanto solenni quanto ipocrite, riflette ancora una volta l’incapacità politica di dare vita a delle politiche in grado di gestire l’immigrazione. Del resto dopo anni di “propaganda della paura” da parte di politici ignoranti e scellerati, non ci si può aspettare che le cose vengano affrontate nella loro reale dimensione.

Il razzismo istituzionale racchiuso nel “reato di clandestinità” è il riflesso di una nuova, radicale asimmetria tra “noi e “loro”, concepita dalle attuali politiche dell’Occidente, orgoglioso di celebrare i propri trionfi e la propria superiorità rispetto al resto del mondo.

La materializzazione di questa asimmetria attraverso le legislazioni contro l’immigrazione, la possiamo chiaramente riconoscere nel nostro “bisogno di sicurezza”, nella nostra incontaminabile “identità culturale”, anche a costo di far finta di nulla di fronte alla morte di milioni di esseri umani, che avvertiamo come “diversi”, e che in quanto tali, nemici, o comunque inferiori.

La costruzione di questo immaginario, è servito inoltre a cambiare il senso comune rispetto al concetto di devianza e al diritto penale, creando allarme sociale non già contro i delitti dei potenti – le corruzioni, i peculati, le grandi bancarotte, le devastazioni ambientali, le mafie, che a detta di qualcuno, la “magistratura politicizzata” si ostina a voler perseguire, bensì gli scippi, i delitti di strada le violenze sessuali commesse da immigrati (quelle degli italiani passano in secondo piano anche se sono numerose e all’interno delle famiglie), che non a caso riempiono le cronache televisive, e ancor più le carceri italiane.

Il razzismo, disse Michel Foucault, consiste precisamente “nell’introdurre una separazione, quella tra ciò che deve vivere e ciò che deve morire”. Questo è esattamente quello che si ottiene con i respingimenti in paesi dove gli immigrati verranno uccisi, nell’indifferenza della cosiddetta civiltà occidentale.

La cosa sconcertante è lo psicodramma che va in scena in questi giorni da parte delle istituzioni, che rischia di essere il solito piagnisteo ipocrita, salvo poi dimenticarsi di tutto in breve tempo, e in base a quanto ne sappiamo nelle altre città, i rifugiati politici potrebbero essere tranquillamente alloggiati sotto i ponti o sui marciapiedi, mentre secondo la Convenzione di Ginevra, il protocollo di New York e la Costituzione Italiana, avrebbero diritto di asilo.

Lo scottante tema dei respingimenti dei barconi carichi di immigrati, tematica più volte dibattuta in questi anni, e il modo concitato e paranoide con cui il si è sempre affrontata la questione, mette in evidenza il vero focus di un problema che ha origine in una politica di scellerato razzismo, che ha origini antiche ma, purtroppo, sempre attuali. Dello strazio a cui stiamo assistendo, ha responsabilità la Lega che ha fatto di tale razzismo una bandiera nazionale.

Del resto gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della discriminazione come salvezza dalla contaminazione delle “culture altre”.

I luioghi comuni abbondano. Chi di noi non ha mai sentito dire “ci portano via il lavoro”, “portano malattie”, negli altri paesi non hanno questa invasione.

Ma mai nessuno che parli della necessità di mettere in atto dei corridoi umanitari, di attuare delle profilassi contro le malattie infettive, di creare dei veri centri di assistenza anziché dei lager. Sarebbe utile ricordare che la stragrande maggioranza di queste persone, scappa da paesi dove ci sono guerre, fame e morte. Paesi spesso governati da feroci dittature di cui nessuno parla, totalmente ignorate e lasciate proliferare perchè confacenti ai nostri interessi. Se non si spiega “coram populo” che ciò che accade è la conseguenza di politiche internazionali che per anni sono andate in direzioni sbagliate, si continuerà a confondere la causa con l’effetto e a non pretendere che i governanti italiani ed europei trovino le soluzioni adeguate.

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