Cile: Due Donne candidate alla Presidenza

da UN WOMEN Italia

Michelle Bachelet, ex Direttrice Esecutiva di UN Women, e Evelyn Matthei sono entrambe candidate alla Presidenza cilena. Entrambe figlie di Generali dell’Aeronautica, entrambe amiche d’infanzia, ma quando nel 1973 il paese mutò drasticamente la propria forma di governo con il colpo di stato del generale Augusto Pinochet le loro vite si divisero, altrettanto drasticamente.
Quarant’ anni dopo, le due donne si trovano in una campagna elettorale che sembra destinata a inaugurare importanti cambiamenti in una delle economie più dinamiche del Sud America; basti citare la riforma della Costituzione, il diritto all’aborto, le riforme fiscali e quelle del sistema di istruzione.
Il momento non potrebbe essere più peculiare. Il Cile, nonostante la ricchezza crescente e la maturazione della democrazia, è ancora spesso scosso da proteste studentesche e imponenti scioperi dei lavoratori che lasciano trasparire il cammino che tale Paese ha ancora dinnanzi a sé.

Nonostante i paralleli con Evelyn Matthei, Michelle Bachelet preferirebbe che l’elezione sia letta come una gara tra diverse visioni del futuro e riconosce che il Cile ha ancora bisogno di affrontare alcune delle questioni irrisolte derivanti dal passato .
Il contrasto tra le due candidate diviene ancora più marcato se si analizza il passato delle stesse, dopo il colpo di stato del 1973. Michelle Bachelet lavorò segretamente come corriere per il movimento socialista clandestino. A seguito di tali fatti, fu arrestata, collocata in una prigione segreta, bendata e maltrattata. Suo padre fu imprigionato e torturato, morì in carcere. La Bachelet, ricordando il passato ha affermato: “Io sono dalla parte delle vittime, dal lato doloroso. Il meglio che posso fare è quello di contribuire alla costruzione di un paese più democratico . ”
La vita di Evelyn Matthei fu molto diversa. La candidata stava studiando a Londra al momento del colpo di stato e suo padre fu promosso a comandante in capo delle forze aeree; tuttavia, la Matthei, sottolineando le umili origini del padre, sostiene e difende l’immagine dello stesso: “Mio padre non poteva andare a scuola , non c’era modo di pagare per essa . Entrò nella forza aerea , che ha servito al suo meglio”.
Mentre Michelle Bachelet si impegna ad un cambiamento radicale, Evelyn Matthei costruisce la propria campagna elettorale su una promessa di continuità, per mantenere ed incrementare la crescita del Paese, particolarmente evidente sotto l’attuale presidente di centro-destra, Sebastián Piñera . “Guardando indietro, possiamo essere orgogliosi . Nessun paese in America Latina ha registrato progressi così grandi come è accaduto in Cile, in particolare riguardo alla riduzione della disoccupazione , l’aumento dei salari, la riduzione della povertà e la quasi eliminazione della povertà estrema . Siamo sulla buona strada per diventare un paese sviluppato a tutti gli effetti “.
Ma la sua associazione con Pinochet sembra destinata a minare una campagna già precaria a seguito delle scissioni verificatesi e dal ritiro, all’ultimo momento, di uno dei candidati principali. Tale associazione con il regime precedente non gioca a favore della Matthei, in un anno caratterizzato dall’ anniversario del colpo di stato di Pinochet.
In caso di vincita, Michelle Bachelet ha promesso di portare avanti l’impegno di maggiore uguaglianza per le coppie dello stesso sesso e un allentamento del divieto del Cile in materia di aborto. Inoltre, il suo programma prevede anche una revisione del codice in materia fiscale e una grande riforma costituzionale.
Il Cile è determinato a non ripetere gli errori del passato. Michelle Bachelet ne è consapevole: “C’è stato un tempo in cui ho avuto tanto dolore e rabbia. Le cose erano polarizzate. Dopo tutti questi anni , quello che voglio capire è quello che è successo nel mio paese per garantire che non accada di nuovo”.

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