Interventi umanitari ad personam?

di Laura Onofri

Quando si è insediato il Governo Monti, noi non siamo state tra quelle che hanno esultato per la presenza di qualche donna a capo di Ministeri, seppur importanti. Abbiamo sempre ribadito che era necessario che, oltre alla democrazia paritaria, dovevano essere privilegiate donne che portassero una visione di genere nella politica e che si occupassro concretamente dei problemi delle donne.
Certo non pensavamo ad interventi ad personam!

Cosa è successo?
Il nome di Anna Maria Cancellieri compare nell’inchiesta di Torino che riguarda Fonsai e la famiglia Ligresti.
Il ministro della Giustizia si è interessata – su sollecitazione della famiglia Ligresti, (di cui il Guardasigilli è amica, mentre il figlio Piergiorgio Peluso ha lavorato per Fonsai) alle condizioni di salute di Giulia Ligresti che era stata posta in carcerazione preventiva, successivamente mutat in arresti domiciliari.
«In cella non mangiava più, l’ho fatto per ragioni umanitarie», ha spiegato al pm Vittorio Nessi la Cancellieri, che non è indagata, ma che è stata ascoltata dai Magistrati poichè da alcune intercettazioni telefoniche risultano
alcuni contatti della famiglia Ligresti con il ministro della Giustizia. «Ho ricevuto una telefonata da Antonino Ligresti (fratello di Salvatore, ndr), preoccupato per la salute della nipote Giulia», che aveva sofferto di anoressia e che in cella rifiutava il cibo. Ma la Cancellieri parla anche con Gabriella Fragni, la compagna di Salvatore Ligresti
«Conta su di me» – «Se tu vieni a Roma, proprio qualsiasi cosa adesso serva, non fate complimenti, guarda non è giusto, non è giusto». Così il Ministro si rivolge alla compagna di Ligresti. Nella telefonata del 17 luglio scorso agli atti dell’inchiesta di Torino su Fonsai,la Cancellieri esprime la sua vicinanza alla famiglia Ligresti.

La stessa Cancellieri non avrebbe negato l’interessamento. «Ho sensibilizzato il Dap perché venisse fatto quanto di loro competenza per la tutela della salute dei carcerati», spiega ai magistrati il Guardasigilli.

Ma ci chiediamo il Ministro si occupa personalmente delle condizioni di ognuno degli oltre 63.000 detenuti? o forse questo è un intervento ad personam? E tutti quei detenuti che non hanno un rapporto privilegiato con chi deve amministrare la Giustizia cosa possono fare?
Crediamo che la Cancellieri si debba dimettere oltre che chiedere scusa.
E’ una questione di correttezza e di rispetto per la legalità e per le Istituzioni.
Non possiamo più tollerare che chi amministra la cosa pubblica, usi ed eserciti il potere a proprio vantaggio o per privilegiare o favorire parenti e amici.
Dalle donne deve levarsi forte la richiesta che nel nostro Paese si pretenda, da chi amministra la cosa pubblica, la massima correttezza, trasparenza e responsabilità.

Commenti chiusi.