Lampedusa

da Terra Nuova 15 ottobre 2013

Quanto accade a Lampedusa riguarda tutti noi. E’ un monito al nostro modello economico e al furore di certi razzismi stretti intorno a idee che per un pò abbiamo immaginato confinate in chissà quale lontano passato. Leggendo libri come “se questo è un uomo”, probabilmente ci sarà capitato di domandarci come fosse stato possibile tacere e accettare un simile abominio, dimenticando che ancora oggi esistono lager a cielo aperto e migliaia di morti innocenti.
Pubblichiamo una toccante poesia di Awa Meite Van Til, maliana, Coordinatrice dell’Associazione Routes du Sud e direttrice del Festival “Daoulaba” perché non si smetta di parlare di Lampedusa e si cerchino soluzioni.

Lampedusa
Andrò
Lontano dal mio paese
Con le sue colline che profumano l’alba
Con le sue rive schizzate dai risi
Con le sue savane dal cuore palpitante di silenzio
Andrò
Lontano dai miei
E queste melodie che cullano l’intero universo
E questi corpi che s’intrecciano come liane
E queste donne dalle labbra orlate di luce
E nostri figli con nello sguardo la dolcezza del miele
Andrò
Lontano da me
Per esservi vicino
Per far si che i nostri cuori cantino all’unisuono
Perchè sparisca la paura e spariscano i dubbi
Perchè si prosciughino le lacrime
Sicuramente svaniro’ in mare
Per dar vita in voi
A l’eterna speranza di una nuova alba

Commenti chiusi.