Lunedì 25 Novembre giornata di protesta proclamata dall’ONU

di stefanella campana

Lunedì 25 Novembre sarà la Giornata contro la violenza sulle donne proclamata dalle Nazioni Unite e ovunque sono in programma eventi e manifestazioni. In Italia sarà anche la giornata dello sciopero generale delle donne “per fermare la cultura della violenza, perché senza di noi non si va da nessuna parte”.
L’appello lanciato a giugno da due giornaliste Barbara Romagnoli e Adriana Terzo e da Tiziana Dal Pra presidente dell’associazione interculturale “Trama di Terre” ha raccolto adesioni in tutt’Italia. Le donne non sono una categoria ma svolgono spesso due lavori anche se uno dei quali è sempre scontato, il vero welfare. Se si fermassero davvero 24 ore chissà se il valore di quello che fanno sarebbe finalmente calcolato nel Pil di questo Paese. Lunedì 25 Novembre le italiane si fermeranno solo 15 minuti, minuti simbolici per uno sciopero provocatorio per dire basta a stalking, percosse, minacce, ricatti, femminicidi, uno ogni due giorni, in nome di una cultura che non rispetta le donne, che non chiama in causa le responsabilità degli uomini, dei padri. Violenze che ancora spesso ci si ostina a chiamarle amore. Anche la migliore legge non basta – è comunque un passo avanti il dl anti-femminicidio, sia pure migliorabile – se non cambia profondamente la cultura maschilista e patriarcale ancora diffusa nel nostro paese. Fermiamoci 15 minuti anche per dire basta alle disparità sul lavoro, agli stereotipi che umiliano. E vestiamoci con qualcosa di rosso il 25 Novembre, colore simbolo contro la violenza sulle donne. Possono farlo tutti, donne e uomini perché la violenza riguarda tutti.

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