Con SNOQ Sanità per difendere la legge 833

«In qualità di garante dei valori della Costituzione, ci aiuti a riprenderci la legge 833/1978». Le donne (e gli uomini) di “Se non ora quando Sanità”, costola tematica del movimento “Se non ora quando”, hanno lanciato una petizione al capo dello Stato in occasione dei 35 anni della riforma che istituì il Servizio sanitario nazionale. E sono già più di 500 le firme raccolte.

«È passato un tempo forse troppo lungo perché tutti la possano ricordare», si legge nella petizione. «Eppure quella riforma – nata da una straordinaria stagione di conquiste e di lotte di emancipazione e di liberazione, di costruzione di soggettività e di cultura critica, di pratiche e di pensiero soprattutto del movimento delle donne – resta un faro nelle nebbie per chi difende i diritti e le libertà delle persone, di ogni persona, italiana e straniera».

La coordinatrice di Snoq Sanità, Maura Cossutta, denuncia il «continuo e strisciante smantellamento del modello pubblico e universalistico» della sanità. «Noi vogliamo ricordare che il Servizio sanitario nazionale è una conquista irrinunciabile per tutti, ma soprattutto per le donne». Ostaggio di un welfare familiare che le inchioda all’interno delle mura domestiche. In prima linea quando la drammatica assenza di attenzione alla salute si traduce in emergenze sociali come è avvenuto a Taranto e nella Terra dei fuochi. Costrette a difendere ogni volta diritti che si considerano acquisiti, come quello all’autodeterminazione.

«Il diritto alla salute – continua Cossutta – è il “diritto forte” che riconosce e promuove tutti gli altri diritti, economici, sociali, civili, che parla dei nostri corpi, delle nostre vite, delle nostre differenze, del modo di vivere e di pensare di ciascuno di noi, del lavoro che c’è e che non c’è, dell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo, delle relazioni umane tra le persone e nella comunità, della relazione tra le donne e gli uomini. Lo Stato deve assumersene la responsabilità: non smantellare, non impoverire, ma invece portare la salute in tutte le politiche».

Snoq Sanità ripete l’appello già lanciato prima dell’estate. E rilancia. «Per il 14 dicembre stiamo organizzando tante iniziative, grandi e piccole», annuncia Cossutta. «Per dimostrare, da cittadine e cittadini, quanto sia sbagliata e pretestuosa l’idea secondo cui la sanità pubblica non è più sostenibile. E per ricordare, insieme agli artisti, che “sanità pubblica è bello”».

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