ALMATERRA COMPIE 20 ANNI!!!

Almaterra compie 20 anni, vogliamo raccontarne la storia dai suoi inizi, perchè riteniamo che questa realtà sia unica anche a livello nazionale.
In questo speciale anniversario, ripercorrere questi 20 anni, con le amiche che hanno contribuito a farla nascere e crescere, è stato emozionante e arricchente specialmente per chi non l’ha vissuta in prima persona.
Pubblichiamo quindi la relazione di una delle sue prime Presidenti : Maria Abebù Viarengo, che insieme a tante altre amiche hanno costruito con passione, competenza e convinzione questa splendida realtà.

RACCONTARE ALMATERRA IN POCHI MINUTI RESTITUENDONE L’ESSENZA, EVITANDO SEMPLIFICAZIONI ECCESSIVE PER NON BANALIZZARNE GLI SFORZI COMPIUTI IN QUESTI VENTI ANNI NON E’ FACILE. MOLTE COSE RIMARRANNO NECESSARIAMENTE FUORI DA QUESTO INTERVENTO .
Vi parlerò di come è nata l’associazione, sul terriccio sul quale ha messo le sue radici e da quale humus è stata alimentata
Il contesto
ASSISTIAMO NEGLI ANNI OTTANTA A TORINO A UN INCREMENTO DEI FLUSSI MIGRATORI . SONO DONNE E UOMINI PROVENIENTI DA DIVERSE AREE GEOGRAFICHE DEL MONDO SPINTI DA MOTIVAZIONI SOCIALI,POLITICHE ED ECONOMICHE.
NEL CONTESTO INIZIALE L’ ASSENZA DI UNA POLITICA MIGRATORIA NAZIONALE FAVORISCE LA COSTITUZIONE DI ASSOCIAZIONI ETNICHE SPONTANEE CON LO SCOPO DI TUTELARE LE ESIGENZE PRIMARIE DEI PROPRI CONNAZIONALI.
SUCCESSIVAMENTE ,LA PRESA DI COSCIENZA DA PARTE DEGLI STESSI IMMIGRATI DELLE ANALOGIE TRA LE DIVERSE AGGREGAZIONINI SUGGERI’ LA COSTITUZIONE DI ASSOCIAZIONI INTERETNICHE CHE OFFRIVANO IL VANTAGGIO DI APRIRE IL DIALOGO, LO SCAMBIO CULTURALE TRA I MIGRANTI DI DIVERSE PROVENIENZE E VERSO LA REALTA’ OSPITANTE.
È IN QUESTO CONTESTO CHE NASCONO ANCHE NUOVI 0RGANISMI, L’UFFICIO MIGRANTI CARITAS, L’UFFICIO STRANIERI E NOMADI DELLA CITTA’ DI TORINO.
IN PARTICOLARE – PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA – RICERCATORI ITALIANI E STRANIERI INSIEME AL L’ISTITUTO DI RICERCA L’IRES-CGIL – INDAGANO IL MONDO MIGRATORIO AL DI LA’ DELLA DIMENSIONE STATISTICA, ANALIZZANDO GLI ASPETTI CULTURALI, LE RETI DEI RAPPORTI,LE ATTIVITA’ SVOLTE DAI MIGRANTI NON EUROPE I. LAVORO CHE SFOCIA NELLA PUBBLICAZIONE DI UN LIBRO DAL TITOLO- UGUALI E DIVERSI- RICCO DEI VISSUTI , DELLE ASPETTIVE E DELLE STORIE DI TANTE DONNE E UOMINI .1988/89
NON SI PUO’ AFFERMARE CHE QUESTA GRANDE ATTENZIONE PER IL FENOMENO MIGRATORIO IN GENERALE FOSSE RIVOLTO VERSO LE DONNEI MIGRANTI, CHE RESTANO I SOGGETTI PIU’ ESPOSTI , E CHE RAPPRENSATAVANO PIU DEL 50% della popolazione immigrata. PARALLELAMENTE, A TUTTO Ciò CHE SUCCEDEVA A TORINO RISPETTO AGLI IMMIGRATI, NELL’UNIVERSO FEMMINILE TORINESE GRUPPI DI DONNE FEMMINISTE SI INTERROGANO SULLA CONDIZIONE DELLA DONNA IN ITALIA SCOPRENDO CHE LE LORO ISTANZE DI INCLUSIONE, DIGNITA’ E PARI DIRITTI HANNO UNA RADICE COMUNE CON LE ISTANZE DELLE DONNE MIGRANTI, CHE RIVENDICANO INCLUSIONE ,DIGNITA’ E PARI DIRITTI NELLA SOCIETA’ OSPITANTE.
CHI SONO LE PERSONE CHE DANNO VITA AL DIBATTITO DAL QUALE PRENDE FORMA ALMA MATER? IN AMBITO ITALIANO C’ERA L’ASSOCIAZIONEE “PRODURRE E RIPRODURRE” DELLA CASA DELLE DONNE E C’ERANO LE FEMMINISTE TORINESI PROVENIENTI DALLO SCIOGLIMENTO DELL’INTERCATEGORIALE DONNE CGL-CISL-UIL. . IN AMBITO STRANIERO DONNE CON UN LIVELLO ALTO DI ISTRUZIONE PROVENIENTI DALL’ASSOCIAZIONISMO ETNICO TORINESE.
SIMBOLICAMENTE LA STORIA DELL’ALMA MATER INIZIA L’8 MARZO DEL 1990 DALL’INCONTRO DI QUESTI DUE GRUPPI, DURANTE UN CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA REGIONE PIEMONTE. IN QUESTA OCCASIONE LE DONNE STRANIERE ESPRIMONO IL PROPRIO DISAGIO RISPETTO AL CONTESTO GENERALE IN CUI SI TROVANO A VIVERE LE MIGRANTI.
MARIA TERESA BATTAGLINO DESCRIVE COME HA VISSUTO QUELLA SITUAZIONE- DICE- “ QUEL GIORNO I LORO INTERVENTI CI SONO CADUTI ADDOSSO COME UN MACIGNO.”
LE DONNE STRANIERE AVEVANO ESPRESSO IL BISOGNO DI VOLERE ASSUMERE DELLE RESPONSABILITA’ NEL CAMBIAMENTO CHE STAVA AVVENENDO NELLA SOCIET’A CON L’ISERIMENTO DI NUOVI MIGRANTI/ RIVENDICAVANO UN RUOLO ATTIVO NEL GUIDARE UN PROCESSO DI MUTAMENTO PER SE’, E VOLEVANO DARE UN CONTRIBUTO ALL’INTERA SOCIETA’ CIVILE TORINESE AFFINCHE’ QUESTA POTESSE ARRICCHIRSI, DIVENTARE Più APERTA,Più DINAMICA PIù MULTICULTURALE PER REALIZZARE CIO’ RECLAMAVANO “UN LUOGO”, ” UNO SPAZIO” ,“UNA CASA” .
IL COINVOLGIMENTO NELLA DISCUSSIONE E’ RECIPROCO E INTENSO.
DA QUESTO MOMENTO IN POI FERVE IL DESIDERIO DI MATERIALIZZARE IL BISOGNO DI “FARE INSIEME.” SI COMINCIA A PENSARE A DIBATTERE A IMBASTIRE UN PROGETTO . L’INCUBATORE CHE HA FORNITO I LUOGHI E SCANDITO I TEMPI PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO E’ STATA LA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ DELLA REGIONE PIEMONTE ALL’INTERNO DELLA QUALE OPERAVANO LE FEMMINISTE DELLA CASA DELLE DONNE. LA COMMISIONE PARI OPPORTUNITA’ E STATA LA SEDE UFFICIALE DEL COMITATO PROMOTORE PER LA NASCITA DELLA FUTURA ASSOCIAZIONE.
LA SEDE INFORMALE DOVE MIGRANTI E NATIVE SI INCONTRAVANO E’ STATA LA CASA DELLE DONNE. ALCUNE DONNE STRANIERE SI ERANO ISCRITTE ALL’ASSOCIAZIONE PRODURRE E RIPRODURRE.
SI INIZIA COSì A DISCUTERE DEL FUTURO CENTRO , LO SI PENSA UN LUOGO DI SOLE DONNE, UN “CASA” DOVE POTERE VIVERE LA QUOTIDIANITA’, DOVE POTERSI INCONTRARE,CONOSCERE,COSTRUIRE INSIEME UN PERCORSO . SE NE TRACCIANO GLI OBBIETTIVI:
UN LUOGO LAICO APERTO SIA A DONNE CREDENTI E DI TUTTE LE CONFESSIONI, SIA A NON CREDENTI.
UNO SPAZIO CHE GUIDI A PERCORSI DI AUTONOMIA ATTRAVERSO LA CONOSCENZA DEI PROPRI DIRITTI E DOVERI
UN LUOGO FUORI DA OGNI LOGICA ASSISTENZIALE
UN SOGGETTO POLITICO E SOCIALE CAPACE DI INTERAGIRE CON LE ISTITUZIONI E LA SOCIETA’ CIVILE
UNO SPAZIO INTERCULTURALE APERTO ALLA CITTA’
UN LUOGO CAPACE DI METTERE AL CENTRO LA LIBERTA’, LA PACE, LA DIGNITA’ , I DIRITTI DELLE DONNE E LA GIUSTIZIA SOCIALE.
IL PROGETTO OTTIENE L’ADESIONE DI TUTTE LE CONSIGLIERE COMUNALI DELLA MAGGIORANZA E DELL’OPPOSIZIONE (FORSE E’LA PRIMA VOLTA CHE AVVIENE?)
E IL LUOGO? LA CASA’? “ LO SPAZIO PER “FARE”? ERANO TANTE LE ASSOCIAZIONI CHE CHIEDEVANO UN LUOGO PER POTERE DARE IL LORO CONTRIBUTO ALLA SOCIETA’ CON IL PROPRIO IMPEGNO SOCIO POLITICO SUL TEMA IMMIGRAZIONE
LA CIRCOSCRIZIONE 6 ERA PRESIEDUTA DA UNA DONNA, MARISA SUINO, CHE HA ABBRACCIATO IL PROGETTO E HA CEDUTO I LOCALI DI UNA SCUOLA CHE GIA’SI CHIAMAVA ALMA MATER . I LOCALI ERANO STATI DESTINATI A PIU’ ASSOCIAZIONI POI SONO STATI DATI ALLE DONNE PERCHE’ IL LORO PROGETTO ERA INNOVATIVO. LA RISTRUTTURAZIIONE E’ AVVENUTA CON I FONDI DELLA LEGGE MARTELLI.
NEL 1993 GRAZIE ALLA COMBINAZIONE DI RETI DI DONNE CHE HANNO CREDUTO NEL PROGETTO E HANNO CAPITO CHE POTEVA ESSERE CONCRETIZZATO SI APRE IL “ CENTRO INTERCULTURALE DELLE DONNE ALMAMATER “ .
LA GESTIONE DEL CENTRO PROVVISORIAMENTE VIENE LASCIATA ALL’ASSOCIAZIONE PRODURRE E RIPRODURRE
NEL MAGGIO 1994 SI COSTITUISCE “L’ASSOCIAZIONE ALMATERRA” CHE GESTIRA’ IL CENTRO INTERCULTURALE DELLE DONNE ALMAMATER
ALMATERRA NON E’ STATO, NON E’, UN PROGETTO FACILE, MA E’ UN OFFICINA ALL’INTERNO DELLA QUALE SI SPERIMENTA CONVIVENZA CHE A VOLTE FUNZIONA E A VOLTE NO – CREANDO LEGAMI DI SOLIDARIETA’ MA ANCHE PROVOCANDO VERI E DURI SCONTRI TRA LE SOCIE, SCONTRI CHE A VOLTE NON TROVANO SOLUZIONI.
GRAZIE A VOI TUTTE/I CHE SIETE QUI E A COLORO CHE NON HANNO POTUTO VENIRE PER AVERCI CREDUTO, PER NON AVERRCI RISPOSTO, COME HA FATTO UN POLITICO LOCALE DICENDO “ A NOI NON INTERESSA L’INTERCULTURA DEL CUS-CUS”. E’ CIECA QUELLA POLITICA CHE NON COGLIE L’IMPORTANZA STRATEGICA DELLE DONNE NELL’ ANELITO DI ESSERCI CON LA LORO INTELLIGENZA ,LA LORO PECULIARE SENSIBILITA’ A INTERPRETARE I CAMBIAMENTI SOCIALI ECONOMICI E POLITICI.
IN QUESTI ANNI NON SI E’ PRETESA L’ASSUNZIONE COMLPLETA DEL PROGETTO DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA , INVECE SI VOLEVA CHE NE VENISSE (A NOI E A TUTTE LE ASSOCIAZIONI CHE COME NOI LAVORANO NEL SOCIALE) RICONOSCIUTO IL RUOLO STRATEGICO, LA FATICA QUOTIDIANA, E NEI MOMENTI PIU’DIFFICILI AVREMMO VOLUTO ESSERE STIMOLATE INCENTIVATE A PROCEDERE, A PROGREDIRE.
A QUEL TORTO HA RIMEDIATO L’ALLORA MINISTRA LIVIA TURCO CHE RINGRAZIAMO PER AVERE FINANZIATO IL PROGETTO: “ALMAMATER: PERCORSI CONTRO L’ESCLUSIONE SOCIALE E PER L’AUTONOMIA DELLE DONNE”. GRAZIE!
SIAMO STATE UN OSSERVATORIO PRIVILEGIATO DEI FLUSSI MIGRATORI NEL PAESE. OGNI VOLTA PRIMA E DOPO LO SCOPPIO DI UNA GUERRA ,UN CONFLITTO APPRODAVANO NEI NOSTRI CENTRI DONNE, CHE SE PURE DI PASSAGGIO IN ITALIA, SOSTAVANO DA NOI E AVEVAVO UN APPIGLIO CON IL LUOGO IN CUI SI TROVAVANO. LE ACCOGLIEVAMO . LE ACCOGLIAMO . L’ACCOGLIENZA E’ STATO UNO DEI SERVIZI CHE FINO AL SUO NASCERE HA ACCOMPAGNATO L’ASSOCIAZIONE. SONO LE MEDIATRICI CULTURALI CHE SVOLGONO TUTT’ORA QUEL DELICATO COMPITO DI ACCOGLIENZA E SOSTEGNO A PERCORSI IN DI INTEGRAZIONE E AUTONOMIA.
AL FINE DI PROMUOVERE L’AUTONOMIA A QUELLE DONNE STRANIERE CHE AVEVANO UN PROGETTO LAVORATIVO DA SVILUPPARE “ in proprio” MA CHE NON ERANO IN GRADO DI REALIZZARLO PER MANCANZA DELLA CONOSCENZA DELLA LEGISLAZIONE ITALIANA L’ASSOCIAZIONE HA PRESENTATO ALL’UNIONE EUROPEA- PROGRAMMA NOW- NEW OPPORTUNITY FOR WOMAN- UN PROGETTO DI FORMAZIONE CHE PERMETTESSE LORO DI REALIZZARE I PROPRI SOGNI.
SULLE ESIGENZE CHE MAN MANO SI ANDAVANO DELINEANDO, SONO NATI, STRADA FACENDO ALCUNI SERVIZI UTILI- IL CUNSULTORIO GIURIDICO CHE OFFRE CONSULENZA LEGALE ALLE DONNE CHE NE HANNO BISOGNO- /LO SPAZIO BINBI CHE HA PERMESSO A MOLTE DONNE DI CERCARE PRIMA E MANTERE POI UN LAVORO./ LE CLASSI DI LINGUA ITALIANA ,CONOSCENZA IMPRESCENDIBILE PER POTERE VIVERE NEL PAESE, GRAZIE ALLE INSEGNATI IN PENSIONE.
TRA I NOSTRI OBBIETTIVI SI INSERIVA LA DIMENSIONE CULTURALE COSI’ E’ NATO ALMA TEATRO UN GRUPPO TEATRALE MULTIETNICO. LA COMPAGNIA SI E’ INTERROGATA SU, QUALI SONO, ANCORA OGGI, I PROCESSI DI TRASMISSIONE DELLA STORIA DELLE E/ DEI MIGRANTI DAL COLONIALISMO AD OGGI. ERA UNA DOMANDA CHE CI BRUCIAVA DENTRO. VOLEVAMO ROMPERE LA FILIERA ATTRAVERSO CUI TUTTORA E’ ALIMENTATA LA SOCIETA’ ACCOGLIENTE. PER QUESTO ABBIAMO MIRATO A FARE EDUCAZIONE INTERCULTURALE NELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO PER FAR SI CHE LA CONOSCENZA DELL’ALTRA/O SCONFIGGESSE LE PAURE, GLI STEREOTIPI.
CI SIAMO DODATE DI UN CENTRO DI DOCUMENTAZIONE CHE RACCOGLIE MATERIALI RIGUARDANTI TEMATICHE SULL’IMMIGRAZIONE, TESTI SULLE PRATICHE INTERCULTURALI IN ITALIA E ALL’ESTERO, TESTI RELATIVI AL PENSERO DELLE DONNE.
TRA LE ESPERIENZE LAVORATIVE DI IMPATTO SOCIALE SI ENUMERA LA CREAZIONE DELLA COOPERATIVA SOCIALE “LA Talea” COMPOSTA DA DONNE MIGRANTI. QUESTA COOPERATIVA PRIMA DI SOCCOMBERE ANCH’ESSA ALLA CRISI, HA GESTITO PER 20 ANNI DIVERSI SERVIZI TRA CUI IL PRIMO “BAGNO TURCO” IN ITALIA, CONSIDETRATO DAI PIU’ PER IGNORANZA, LUOGO DI PERDIZIONE. CON FATICA SUED BENKHDIM SPIEGAVA CHE ERA UN LUOGO PER LA PULIZIA DEL CORPO, DA SEMPRE UTILIZZATO NEI PAESI MAGREBINI E IN QUELLI DEL MONDO ARABO.
UN ALTRO PROGETTO SPIAZZANTE E DI GROSSO IMPATTO SOCIALE CHE AVEVA, TRA GLI ALTRI, L’INTENTO DI DARE UN VISIBILITA “DIVERSA” ALLE DONNE STRANIERE CHE VOLEVANO USCIRE DALLA NICCHIA LAVORATIVA NELLA QUALE LO STEREOTIPO LE AVEVA RELEGATE, E’ STAT0 : “STORIA DI UN PERCORSO DI PARI OPPORTUNITA’- MIGRANTI IMPIEGATE IN BANCA “ CHE HA VISTO L’INSERIMENTO DI 12 (+ 12) DONNE IMMIGRATE NELLE BANCHE DELLA CITTA’: SAN PAOLO IMI -E LA CASSA DI RISPARMIO DI TORINO .
COME DICEVO ALL’INIZIO MOLTE ATTIVITA’ SONO RIMASTE FUORI DA QUESTO INTERVENTO!..MA NOI LE ABBIAMO RACCONTATE TUTTE ALLE NUOVE GENERAZIONI
SCHEHERRAZAD, CORAGGIOSA EROINA E FINE STRATEGA DI STRAORDINARIA INTELLIGENZA CI HA ISPIRATE,RESE AUDACI PIU SICURE. COME LEI ABBIAMO CONTINUATO A RACCONTARE LA NOSTRA ESPERIENZA LA NOSTRA STORIA ALLE GIOVANI DONNE CHE SONO PASSATE DALL’ALMAMATER PER FARE IL TIROCINIO , A QUELLE CHE HANNO DATO LE LORO TESI DI LAUREA SUL CENTRO, ALLE RICERCATRICI STRANIERE , ALLE SCOLARESCHE CHE VENIVANO A FARCI VISITA, ALLE RAGAZZE DEL SERVIZIO CIVILE, A QUELLE GIOVANI DONNE CHE IN SINTONIA CON LE NOSTRE PULSIONI SI SONO FERMATE A LAVORARE CON NOI. LORO SIAMO CERTE FARANNO PROPRIA LA NOSTRA STORIA , ARRICCHENDOLA, E LA RACCONTERANNO A CHI VERRA’ DOPO.
PRIMA DI CHIUDERE VOGLIO RICORDARE ALCUNE DELLE PERSONE A NOI CARE CHE CI HANNO LASCIATE LUNGO IL PERCORSO : MARIATERESA BATTAGLINO ,SUED BENKHDIM, STARLIN CHABDI HARUSH. E OGGI 6 DICEMBRE 2013 E’ MANCATO NELSON MANDELA.

TORINO 6 DICEMBRE 2013 a cura di Maria Abebù Viarengo

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