Donne, 4 su 10 sacrificano il lavoro per la famiglia

l’ Unità  10 dicembre 2013

Più di quattro donne su dieci (il 44, 1%) ha fatto rinunce lavorative per accudire la famiglia. Sorte toccata a meno di un uomo su cinque (il 19,9%). È quanto si legge nel rapporto dell’Istat e del dipartimento per le Pari opportunità su «Stereotipi, rinunce e discriminazioni di genere», presentato ieri pomeriggio a palazzo Chigi.

Il quadro che emerge, basato su un campione di 7.725 famiglie distribuite in 660 Comuni, dà conto delle tante contraddizioni sul mondo del lavoro e degli ostacoli che, ancora nel 2013, vengono posti di fronte alle lavoratrici. Una situazione che è sotto gli occhi di tutti, se è vero che il 43,7% degli italiani ritiene che nel nostro Paese le donne siano discriminate, cioè trattate meno bene degli uomini. Poco più della metà egli intervistati, poi, pensa che le donne siano meno pagate degli uomini, e vivano una condizione maggiormente precaria sul posto di lavoro. Non tutti la pensano così: un uomo su tre (il 33,7%) e una donna su quattro (il 24,4%) non vede discriminazioni.

«Se da un lato nella rappresentazione delle percezioni sulla situazione delle donne il mondo è cambiato e c’è una grande apertura – commenta Maria Cecilia Guerra, viceministro per il Welfare – continuano però ad emergere retaggi dal passato. I dati oggettivi ci dicono che in Italia la divisione dei ruoli domestici è sperequata, eppure la percezione delle donne stesse parla di una situazione di equilibrio».

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