POTERE ALLA PAROLA – La Pazienza – Rassegna dell’Ordine degli Avvocati di Torino

di Laura Onofri – da La Pazienza – Rassegna dell’Ordine degli Avvocati di Torino

Quale professione, più di quella de­ gli avvocati ha nella parola il suo strumento principale? E il progetto “POTERE ALLA PAROLA” ideato da “Se Non Ora Quando?” insieme al Salone Internazionale del Libro di Torino e ad Amnesty lnternational, nasce dall’esigenza di recuperare il valore della pa­rola e di farla diventare mezzo efficace per sensibi­lizzare i giovani e lavorare con loro sul tema della violenza di genere.

La parola, o meglio le parole da ricercare insieme agli studenti vorremmo che fossero uno strumen­to, un antidoto per restituire dignità e autorevo­lezza al linguaggio che spesso, quando si parla di violenza, o quando questo tema è oggetto della comunicazione dei media, è pieno di stereotipi, preconcetti e luoghi comuni che trasmettono una visione della realtà parziale o distorta e che non aiutano a superare modelli di possesso, di dominio e di forza di un genere sull’altro, purtroppo ancora presenti nel nostro Paese e in tutto il mondo.
L’ambizione di questa nostra idea è quella di far riflettere i giovani che il sogno di una società di­ versa, costruita sulla solidarietà tra generi e gene­razioni, in cui convivano differenze ed eguaglianze, è possibile e che proprio il recupero del valore del­ la comunicazione in tutte le sue forme espressive, la riscoperta dell’infinite potenzialità dell’uso della Parola, è mezzo fondamentale, imprescindibile per poterlo realizzare.
L’intento non è quello di concorrere ad essere uguali, ma di rafforzare l’idea che un mondo è dav­vero giusto se esistono pari opportunità e pari di­ ritti,esaltando le differenze come una ricchezza del nostro tempo.
Il progetto, coordinato da Cinzia Ballesio e Albertina Bollati è rivolto a studenti e insegnan­ti delle Scuole Medie Inferiori, Superiori e delle Agenzie Formative e si articola in due fasi.
La prima, che si è già conclusa, si è avviata due mesi prima dell’inizio del Salone Internazionale del Libro: è stato richiesto ai ragazzi delle scuole di selezionare, e inviare tramite il Bookblog, paro­le legate al concetto di violenza di genere: quelle utilizzate dai media, quelle che evocano anche in­ direttamente il tema, termini usati e abusati,parole che possono suggerire “antidoti” o alternative (ad esempio amore,follia, rispetto…).
Le parole più significative presentate al Salone, in un Bookstock Village gremitissimo, sono sta­te le protagoniste di interventi, approfondimenti, “incursioni” da parte degli studenti che hanno par­tecipato all’iniziativa, insieme a scrittori, giornalisti e artisti tra i quali: Cristina Comencini, Lella Costa, Cristina Obber, Margherita Oggero, Alessandro Perissinotto, Lidia Ravera, Rossella Palomba, Valter Malosti, Marino Sinibaldi, Alessandra Comazzi, Sahar Delijani presentati da un’appassionata Loredana Lipperini
Il percorso ora continua: la seconda fase inizierà ad ottobre e si concluderà a marzo 2013 nelle classi che hanno deciso di aderire all’iniziativa.
Gli studenti potranno organizzarsi sotto la guida degli insegnanti per realizzare lavori che propon­gano, con linguaggi diversi, relativi ai differenti perorsi scolastici, forme espressive­ contro la violenza. Potranno nascerne produzioni letterarie, teatrali o musicali, filmati, performa­nce artistiche, fotografie, indagini giuridico-economiche: i lavori migliori verranno presentati nell’edizione 2014 del Salone Iternazionale del Libro. Agli insegnanti che aderiranno con le loro classi al progetto è richiesta la partecipazione a tre incontri di formazione di circa tre ore ciascuno, che si terranno nese di ottobre con cadenza settimanale e che affronteranno il tema della violenza dal pun­to di vista giuridico-economico, dell’ascolto e dell’accoglienza
e da quello culturale e della co­ municazione. Il progetto ha ot­tenuto il Patrocinio della Città e della Provincia di Torino, nonché quello dell’Ordine degli Avvocati, alcuni dei quali ci supporteranno nell’organizzazione degli incon­ tri formativi, in ambito giuridico e che ringraziamo per la sensibi­ lità e la disponibilità dimostrata. La violenza di genere non è un affare “femminile” e ci riguarda tutte e tutti: è una questione di democrazia negata che si com­ batte con il cambiamento dei modelli culturali e quindi quale Istituzione più della Scuola può aiutare questo processo?
Le discriminazioni di cui le donne sono ancora fatte oggetto sono ancora tante e gravi; ed è evi­ dente il nesso fra il tema della violenza e tutte le altre discrimi­ nazioni subite ancora oggi così come pesa la loro mancanza nei luoghi decisionali dell’ economia, della politica, dei media e della produzione culturale.
Quando riusciremo a diffondere e a trasmettere alle nuove ge­ nerazioni l’affermazione della legalità, dei diritti, delle libertà, del rispetto e del reciproco rico­noscimento dei generi, un buon pezzo del cammino sarà fatto.
Il resto, ci auguriamo, seguirà grazie alla forza delle donne.

Commenti chiusi.