C’è ancora bisogno di scendere in piazza!

di Laura Onofri

L’8 marzo non dobbiamo scendere in piazza solo in appoggio alle donne spagnole e per contrastare un ‘Europa che arretra sui diritti delle donne e sull’autodeterminazione bocciando la risoluzione Estrela , un testo che avrebbe impegnato gli stati membri alla tutela dei diritti riproduttivi e dell’autonomia delle donne su questioni come la contraccezione, l’accesso all’interruzione di gravidanza, la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili e l’educazione sessuale.
No, l’8 marzo dobbiamo scendere in piazza perché anche a casa nostra, nella nostra Regione, nella nostra città, continuamente vengono messi in atto tentativi di attacco all’autodeterminazione delle donne!
Il 24 gennaio, il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO, ospiterà il convegno “l’inizio della vita, luci ed ombre” organizzato dalla FEDERVITA PIEMONTE, un insieme di associazioni facenti parte del movimento pro-life, un movimento fondamentalista cristiano dichiaratamente “anti-abortista” e “anti-gay”. http://www.aigoc.it/index.php/scuola-itinerante/18-in-evidenza/77-l-inizio-della-vita-luci-ed-ombre-torino-24-gennaio-2014.html
Per la partecipazione a questo convegno, aperto a professionisti del settore, e volontari del movimento per la vita, saranno riconosciuti 5 crediti ECM, crediti obbligatori per l’aggiornamento professionale.
La sala dove si svolgerà il convegno è l’aula Bocci, all’interno dell’Ospedale San’Anna, al piano terreno con gli ambulatori davanti e i reparti nei piani superiori.
Il collettivo di Altereva , che sta organizzando una mobilitazione (per la quale hanno indetto un’ assemblea pubblica – giovedì 23 gennaio alle ore 21:30 salone dell’Antico Macello, via Matteo Pescatore 7  https://www.facebook.com/events/201563056709641/201759936689953/?notif_t=like
si chiedono:
“La REGIONE PIEMONTE inoltre ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa che sarà del tutto gratuita. Sorgono spontanee alcune domande: In un sistema socio-sanitario piegato da licenziamenti, blocco del turn-over, blocco delle assunzioni, mancanza di personale e personale sovraccaricato, nel quale l’aggiornamento obbligatorio richiesto da profilo professionale è tendenzialmente molto caro, come mai questo convegno è gratuito? Dove sono stati trovati i finanziamenti?
E soprattutto:
Come può un ente pubblico riconoscere valore formativo e scientifico a questa tipologia di propaganda? Questo è l’emblema degli abusi della politica nella regione Piemonte. In questo momento di degradante caduta del governo Cota, la dinamica dei favori e dei tornaconti si fa ancora più arrogante. Queste iniziative, volte ad assecondare le istanze di un “bacino di voti”, vanno a discapito della laicità del sistema universitario e sanitario, a discapito della formazione degli operatori e delle operatrici, a discapito della salute e libertà delle donne. La libertà di scelta è un diritto di autodeterminazione sui propri corpi e sulla propria vita, la 194 è una legge che abbiamo conquistato con la lotte delle nostre madri e delle nostre nonne.”

Il dottor Silvio Viale responsabile del servizio per la 194 del Sant’Anna ci spiega che “la Direzione Sanitaria dell’Ospedale aveva rifiutato la sala, che è stata poi concessa dall’ Università. Stupisce che le responsabili del Dipartimento Universitario e della Scuola di Specializzazione di ginecologia del Sant’Anna che sono due donne, (penso che siano le uniche professoresse ordinarie di ginecologia in Italia), ed entrambe non obiettrici, abbiano concesso la sala”
Viale continua sottolineando che :” si tratta ovviamente di una provocazione contro l’Ospedale della RU 486 , che ha condotto la battaglia e che fa 3500 IVG ogni anno, dei quali 1/3 con la RU 486 . Io ho dovuto rinviare un corso di Aggiornamento sulle procedure e sulle tecniche per le ivg (il primo della storia della 194 per medici “obiettori” e “non obiettori”), che avrebbe dovuto tenersi il 31 gennaio, perché nei reparti universitari i docenti, che avrebbero dovuto tenere il corso(che è stato spostato al 7 marzo), erano stati collocati in turni di servizio…
A tutto questo si aggiunga che il servizio di IVG è l’unico per il quale non è prevista la frequenza degli studenti e degli specializzandi …
Tutto ciò, conclude Viale, ti fa capire il clima in cui debbo operare, nonostante gli attuali 4 primari, il direttore di dipartimento e il direttore sanitario non siano obiettori … “

Molte Associazioni e singole donne si stanno mobilitando facendo circolare l’informazione e la Casa delle Donne di Torino ha inviato oggi una lettera al Rettore dell’Università di Torino, chiedendo di revocare la disponibilità della struttura.
Noi di se Non Ora Quando? riteniamo che il prossimo 8 marzo sia importante essere in tante a mobilitarci, per respingere questi attacchi, ma anche per dare risposte a tante giovani come Ilaria, baby sitter “in nero” che ha scritto la sua testimonianza al blog “Incroci degeneri” http://incrocidegeneri.wordpress.com/2014/01/14/lettera-di-ilaria-libere-di-scegliere-non-equivale-a-libere-di-abortire/ affermando che :
“Libere di scegliere non significa solo libere di portare avanti o meno una gravidanza imprevista, libere di scegliere non equivale a libere di abortire, ma significa anche e soprattutto avere i mezzi materiali per poter diventare madre e/o padre quando e come lo si desidera. Parlo di un reddito e non semplicemente di un lavoro, perché io il lavoro ce l’avrei pure, ma questo non mi dà nessuna garanzia, nessun diritto, mi è sufficiente appena per sopravvivere e fortuna che non devo pagare l’affitto. Libertà di scelta significa reddito con cui vivere dignitosamente e poter mantenere un figlio, significa casa, significa diritti sul lavoro, come la maternità, le ferie retribuite, la malattia, significa servizi a cui poter accedere, come gli asili nido, appunto. Senza casa, senza reddito, senza diritti e senza servizi, non esiste nessuna libertà di scelta.
Scendiamo in piazza l’8 marzo per Ilaria e per tante come lei!
Per organizzare la mobilitazione della rete europea ci ritroveremo sia come associazioni che come singole donne, all’Antico Macello – via Matteo Pescatore 7 –
martedi 4 febbraio alle ore 21

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