Italicum, non basta il 50% di donne in lista di Stefanella Campana

La Stampa – BLOG – 24 gennaio 2014
Solo l’alternanza di genere uno a uno nelle liste e la medesima alternanza nei capilista può garantire una democrazia paritaria come sancito dalla Costituzione

“Italicum”, il testo della riforma elettorale voluta da Renzi e sottoscritta da Pd, Forza Italia e dal nuovo centrodestra, che prevede il 50% delle donne in lista, attua finalmente il principio di parità sancito dagli articoli 3 e 51 della Costituzione?

“Deludente, uno specchietto per le allodole”, è il commento di Laura Onofri, di Senonoraquando:

“Stando così le cose, per rendere realmente efficace il principio di pari opportunità nella rappresentanza politica è necessario introdurre un vincolo all’alternanza di genere uno a uno nelle liste e la medesima alternanza nei capilista. Immaginiamo, infatti, che andando a votare con questa legge risulteranno eletti soltanto i primi due nomi in lista, se non addirittura solo il primo. Insomma, quella presentata ieri è una formula del tutto inadatta con la quale rischiamo di perdere l’occasione di un cambiamento profondo: una democrazia realmente paritaria attraverso una legge elettorale che garantisca l’equità di genere”. Renzi e le forze politiche vogliono perdere questa occasione e deludere ancora una volta l’elettorato femminile?

Tra l’altro, va ricordato che la legge n. 215 del 23 novembre 2012 introduce già disposizioni volte a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali. Alcune regioni vi si sono adeguate con la doppia preferenza di genere mentre si rischia di andare a votare per le regionali piemontesi senza la norma antidiscriminatoria della doppia preferenza. Si vuole continuare a ignorare la Costituzione?

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