“Vogliamo più donne” la sfida femminista sul Panthéon di Parigi

la Repubblica 24 gennaio 2014 – ANAIS GINORI

Voltaire, Rousseau, Zola o ancora Victor Hugo. Una lunga sfilata di nomi maschili. Per i turisti che entrano nel Panthéon, mausoleo della République, è impossibile non accorgersi della vistosa assenza di nomi femminili. Tra i settantuno eroi della patria ci sono solo due donne: il premio Nobel Marie Curie e Sophie Berthelot, ma quest’ultima in qualità di moglie del chimico Marcellin. A scanso di equivoci, sulla facciata del monumento è scolpito: «Ai grandi uomini la Patria riconoscente». «Ma siamo sicuri che siano tutti grandi uomini?» si chiede polemicamente sul
New York Times Robert Zaretsky, professore di Storia all’università di Houston, non convinto che tutti siano al postogiusto.L’accademico americano ha scritto un lungo commento per denunciare l’assenza di parità nel Panthéon ricordando che nell’abbazia di Westminster sono state invece sepolte molte donne, prima fra tutte la scrittrice Jane Austen.La mancata parità del mausoleo francese non scandalizza solo il New York Times.
Da mesi, è in corso un dibattito per “panthéoniser”, come si dice, una personalità femminile. Lo hanno chiesto a gran voce gruppi femministi ed è un impegno di François Hollande. Il presidente socialista deve decidere una nuova personalità che si sia particolarmente distinta per la Nazione. Una tradizione che fa parte della Quinta Repubblica e alla quale non vuole sottrarsi. Il suo predecessore, Nicolas Sarkozy, è stato al centro di polemiche per la scelta di Albert Camus, rifiutata dalla famiglia dello scrittore. Alla fine, ha dovuto ripiegare sul romanziere della Martinica, Aimé Césaire.
Questa volta la decisione dovrebbe essere più consensuale, anche perché si è svolta in autunno una consultazione online, lanciata proprio sul sito ufficiale del Panthéon. In cima alla popolarità sono finite appunto due donne: la rivoluzionaria Olympe de Gouges e la partigiana Germaine Tillion. Anche se in modo diverso, servirebbero a bilanciare la memoria nazionale. Nel Panthéon
sono sepolti molti grandi protagonisti della Rivoluzione del 1789, ed è qui che è stato inumato l’eroe della Resistenza, Jean Moulin.
Un rapporto della Sovrintendenza raccomanda al Presidente di scegliere una “donna del ventesimo secolo” che si sia distinta per il suo “coraggio” e “l’impegno repubblicano”. Tra gli altri nomi proposti sulla consultazione online, sono apparse anche le scrittrici George Sand, Colette e Simone de Beauvoir. Alcuni gruppi del Nord e dirigenti dell’ex partito comunista hanno avanzato la candidatura dell’operaia tessile ed eroina delle lotte sindacali Marthe Desrumaux. Lo scrittore Regis Debray ha caldeggiato la “nomina” la cantante Joséphine Baker. Il Presidente, che dovrebbe presto pronunciarsi, ha l’imbarazzo della scelta. Per entrare davvero nella Storia, suggerisce il professore americano, dovrebbe “panthéoniser” non una, ma due donne. Tanto per cominciare.

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