“Più donne per i C.d.A. e le posizioni apicali”

E’ stato presentato stamattina a Torino  il progetto  “Più donne per i C.d.A. e le posizioni apicali” promosso  dalle Consigliere di Parità Regionali e la Commissione Pari e Opportunità Uomo Donna del Piemonte e che ha raccolto attorno a un Tavolo di Lavoro,  Istituzioni, Organizzazioni e Associazioni impegnate da anni sui temi della leadership al femminile

“Un SEGNO PIÙ dalla Commissione Europea, ma molto resta da fare.
In Piemonte via al monitoraggio. Obiettivo: una presenza femminile ogni tre componenti”

EUROPA 2020 – il Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo (novembre 2013) ha approvato una direttiva comunitaria che invita ad agevolare la presenza femminile nei posti di comando delle imprese europee: le donne dovrebbero occupare almeno il 40% dei posti nei consigli d’amministrazione delle società quotate in borsa. Per le società pubbliche si dovrebbe raggiungere l’obiettivo entro il 2018.
Se quello dell’Europa è un invito, in Italia la legge 120/2011 – Golfo Mosca (in vigore da agosto del 2012) rende obbligatorio il rispetto di un’equa rappresentanza di genere nei C.d.A. e nei Collegi Sindacali per una quota fissata al 20% per il primo mandato e al 33% per i successivi due. Si tratta di una misura temporanea per scardinare il disequilibrio di genere consolidatosi in Italia negli anni.
Ad oggi è interessante rilevare come la Legge 120/2011 abbia dato una spinta propulsiva raddoppiando nel solo arco di un anno la presenza femminile nei board delle aziende quotate. Secondo l’ultimo rapporto CONSOB, infatti, nel 2013 la percentuale delle donne nei C.d.A. raggiunge il 17% (a fine 2011 era del 7,4%) e rileva che in 198 imprese almeno una donna siede nel board (135 a fine 2011). Si stima che, in assenza dell’ intervento legislativo, sarebbero stati necessari più di 60 anni per raggiungere il 33% previstodalla legge stessa.

Se il dato è confortante per le aziende quotate, l’effetto potrebbe essere dirompente qualora le aziende a partecipazione pubblica arrivassero ad assolvere gli adempimenti di legge.
Secondo le prime stime del Dipartimento per le Pari Opportunità, sono infatti circa 10.000 le aziende partecipate (a fronte di 300 quotate). Non esiste attualmente un’anagrafica nazionale delle Società partecipate dai vari livelli di PA (Regioni, Province, Comuni, etc) ma lo stesso Dipartimento sta provvedendo.

Tipologia di società                                Numero di società         Donne da inserire nei board
Mef – controllate dirette (non quotate)                                25                            22
Mef – controllate indirette (da quotate e non quotate)          210                          199
Altre pubbliche amministrazioni                                        10000                       10000
* stime Dipartimento per le Pari Opportunità
“Più donne per i C.d.A. e le posizioni apicali”

Per una volta l’Italia, visti i rapidi miglioramenti della presenza femminile nei board, ha ottenuto un “segno più” della Commissione Europea ma molto rimane ancora da fare per raggiungere gli obiettivi EUROPA 2020.
Molte paiono le resistenze a questa legge, molti gli stereotipi, le dichiarazioni di impossibilità di individuare le donne. Eppure le donne ci sono, hanno profili interessanti ma restano invisibili.

I DATI PIEMONTESI
Ad una ad una prima ricognizione su un gruppo di 19 società a partecipazione diretta della Regione Piemonte si rileva una percentuale delle donne nei C.d.A pari al 25,5%, mentre su 74 società a partecipazione diretta delle Province la percentuale femminile nei board scende al 18,31%. Complessivamente, su 445 nomine effettuate da questo primo gruppo di 93 società partecipate, 88 sono quelle al femminile (20%), ben 357 al maschile (80%). Va detto, però, che molti C.d.A. sono in scadenza e dovranno adeguarsi a quanto previsto dalla Legge 120/2011. Il dato è ovviamente parziale, da verificare se rappresentativo, ma è indicativo del fatto che molto è cambiato in ragione dell’applicazione della legge ma molto resta da fare per poter parlare di equilibrio di genere effettivo. Sarà cura del progetto monitorare le aziende in relazione dell’applicazione della legge, costruire un’anagrafe di riferimento e avere, così, un dato chiaro e monitorabile nel tempo della rappresentanza di genere.

IL PROGETTO
A partire da queste considerazioni le Consigliere di Parità Regionali e la Commissione Pari e Opportunità Uomo Donna del Piemonte, unitamente a Città di Torino, l’Università degli Studi di Torino – CIRSDE, Federmanager Torino con il Gruppo Minerva Torino,  AIDDA, Soroptimist International d’Italia Club di Cuneo, Consiglio Ordine degli Avvocati di Torino, Consiglio Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Ivrea, Pinerolo, Torino, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, Associazione ApEF- OR e Cooperativa Orfeo – da oltre due anni insieme impegnate sui temi della leadership al femminile hanno:
Costituito un Tavolo di Lavoro
Sottoscritto un Protocollo di Intesa
Ideato e promosso il Progetto “Più donne per i C.d.A. e le posizioni apicali”, Azione Positiva che valorizza le candidature femminili ed accompagna il loro ingresso nelle stanze del comando.

“Più donne per i CDA e le posizioni apicali” mira a creare un “canale privilegiato di accesso per le donne” capace di valorizzare le loro competenze professionali, renderle visibili e a facilitare il loro incontro con le Aziende soggette all’applicazione della Legge.
A quali problemi vogliamo far fronte?
1.    Difficoltà di accesso delle donne nei CDA e nelle posizioni apicali

*riequilibrare i CDA attraverso l’inserimento di donne

*monitorare i CDA e raccogliere le indicazioni utili a promuovere le donne nei CDA e nei ruoli apicali attraverso un               lavoro di ricerca-attiva

2.    Difficoltà per le donne di essere visibili nel mercato del lavoro e per le posizioni apicali

* rendere visibile la competenza femminile, evitando il rischio che pochissime donne vengano prese in

considerazione

*creare una formula/strumento/luogo che permetta alle donne con alta professionalità di promuovere la propria

candidatura

3.    Difficoltà di realizzazione di una RETE forte per le donne

*creazione di un networking propulsivo per le donne
  “Più donne per i C.d.A. e le posizioni apicali”
Come?
dare continuità al lavoro realizzato dalla Consigliera di Parità Regionale e dalla Commissione Pari Opportunità (premialità ad aziende che investono al femminile in organico e nelle dirigenza, promozione delle donne nella politica) e che ha visto coinvolti numerose istituzioni di parità locali, associazioni femminili, parti sociali

valorizzare delle donne attraverso la costituzione di una RETE fattiva

divulgare l’esperienza ed estenderla al territorio regionale e nazionale

Il progetto mira a realizzare un mix di attività che vanno dalla ricerca-azione alla comunicazione, dalla sensibilizzazione all’informazione e alla condivisione delle competenze utili all’ingresso nei C.d.A. e nelle posizioni apicali delle imprese pubbliche e private.

1.    Ricerca-azione tramite analisi desk ed interviste a stakeholder:
a.   Monitorare i CDA e i collegi sindacali in scadenza e rilevare i criteri di selezione adottati per individuare i profili da   inserire nelle posizioni apicali
b.    “promuovere” la legge e rilevare le posizioni delle aziende

2.    Raccolta e analisi dei curricula di donne interessate a investire professionalmente in un’esperienza di direzione di impresa attraverso il contributo delle Associazioni femminili, degli Ordini Professionali, delle Istituzioni di Parità. I CV saranno visonati e inseriti in un DB che ne permetta una facile consultazione e preselezione.

3.    Organizzazione e realizzazione di cicli formativi finalizzati a rinforzare le competenze, analizzare le criticità e gli aspetti positivi legati al ricoprire ruoli apicali.

4.    Realizzazione di iniziative di sensibilizzazione .

EVENTI finalizzati al lancio del progetto e alla diffusione dei risultati.
comunicazione tramite SOCIAL NETWORKS ed il WEB

Le iniziative nell’immediato:

Febbraio 2014: invio alle società partecipate Piemontesi di una lettera di invito all’applicazione della Legge 120/2011

Marzo/Aprile 2014: convegno di lancio del progetto; avvio della raccolta dei CV; presentazione del data base aziende e monitoraggio composizione e scadenze dei C.d.A.

Aprile/Maggio 2014: primo ciclo formativo

Segnalazione delle Aziende Partecipate inadempienti al Dipartimento Pari Opportunità e segnalazione delle
Aziende quotate inadempienti alla CONSOB.

NON È SOLO UNA QUESTIONE DI PARITÀ MA DI OPPORTUNITÀ’
E’ ormai noto e evidenziato da numerose ricerche che le aziende che hanno una rappresentanza significativa di donne nei board e nella dirigenza hanno migliori performance. La questione della presenza equilibrata fra le donne e gli uomini nelle posizioni apicali non è “solo una questione di parità” ma di “opportunità” per il nostro paese. L’Europa ne parla in termini di vantaggio competitivo, la lettura economico-manageriale ha da tempo rilevato che le opportunità offerte dalla “diversity” rappresentano un elemento significativo di successo per le organizzazioni. È’ così che la Legge Golfo-Mosca può offrire un’importante e generale chance di cambiamento per il miglioramento delle aziende, del mercato del lavoro e delle politiche nei confronti delle donne (e degli uomini).

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