Il capitale femminile

Giulia.globalist – 2 febbraio 2014 Giovanna Pezzuoli

“Il capitale umano” di Paolo Virzì è un film poco provinciale, poco italiano. Dove le donne, pur non essendo senza macchia, sono meno negative.

Il capitale umano di Paolo Virzì è un film poco provinciale, poco italiano sia nel ritmo incalzante che alterna tre punti di vista creando una sorta di thriller psicologico, sia nello sguardo disincantato, anzi quasi feroce sulla volgarità morale e la prepotenza finanziaria di oggi.

Al di là delle sterili polemiche leghiste sulla Brianza vituperata (in realtà il film si ispira a un romanzo americano di Stephen Amidon), mi è capitato di trovarmi in mezzo ad accesi dibattiti che scaturivano proprio da una differente valutazione dei protagonisti, nient’affatto caricaturali come vorrebbe qualche critico un po’ snob. Uno dei giochi preferiti era decidere quale fosse il personaggio peggiore. Una bella gara, in effetti: chi metteva senza indugio al primo posto il meschino agente immobiliare parvenue Dino Ossola (Fabrizio Bentivoglio), chi invece sceglieva il ricchissimo e spregiudicato finanziere Giovanni Bernaschi (Fabrizio Gifuni), chi additava l’amante intellettuale Donato Russomanno (Luigi Lo Cascio) o il rampollo-bene Massimiliano dalla sbronza continua (Guglielmo Pinelli), senza dimenticare un personaggio minore, ma non per questo meno sgradevole, ovvero lo zio profittatore dello sfortunato Luca Ambrosini (Giovanni Anzaldo).

Tutti uomini, in fondo, e dunque noi vorremmo porre lo sguardo sui personaggi femminili, che pur non essendo senza macchia ci sembrano meno negativi. A cominciare dalla più controversa, ovvero Carla Bernaschi (Valeria Bruni Tedeschi), la moglie al tempo stesso vulnerabile e corrotta del finanziere, che si fa scarrozzare in giro dall’autista ma spera di salvare un teatro e dice con amarezza la frase chiave del film: “Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto”, rivolta al marito che tuttavia giustamente la corregge (“abbiamo vinto”). Dunque Carla, il cui punto di vista mette altri tasselli alla storia iniziata con un ciclista investito nella notte da un Suv nero, non è innocente. È complice anche se cerca una sua dimensione dentro l’ovattato mondo borghese, anzi forse è solo una “dilettante”, come le grida con rabbia l’amante mentre viene scartato con nonchalance. Ed è sempre lei la prima a tentare di discolpare il figlio e ad accettare qualsiasi compromesso pur di salvarlo. E in questo frangente almeno l’algido marito Giovanni, dagli scatti di rabbia inesplosa, sembra meno accomodante di lei.

C’è poi la psicologa Roberta Morelli (Valeria Golino), ancora decisamente dotata di un cuore e di una sensibilità, capace di vedere le persone al di là delle apparenze, l’unica che si pone il problema di trasmettere ai giovani qualcosa di più del denaro (ma come farà a stare con l’orrendo Dino.).

In realtà, tra i personaggi femminili, colpisce soprattutto Serena Ossola (l’esordiente Matilde Gioli), la figlia di Dino, che lascia scoprire a poco a poco un’insospettata verità. E se all’inizio sembra soltanto una ragazzetta risucchiata dai privilegi di scuole esclusive e ville con parchi e campi da tennis, che frequenta peraltro vergognandosi di quel padre un po’ cafone, si dimostra poi capace di lasciarsi alle spalle tutto quel mondo luccicante. Di cui coglie tutta la vacuità e l’alterità rispetto a quello che lei è. E resta saldamente ancorata ai suoi sentimenti anche quando difende il suo innamorato, nascondendo la verità alla polizia. E la nota di speranza del finale è proprio l’incontro con questo ragazzo che ha sbagliato ma conserva uno sguardo limpido, mentre tutto il marciume e le malefatte scompaiono sotto la coltre pesante di un’amorale opulenza.

Il capitale umano REGIA: Paolo Virzì, INTERPRETI: Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni,Luigi Lo Cascio, Bebo Storti,Gigio Alberti, Giovanni Anzaldo, Matilde Gioli,Guglielmo Pinelli DISTRIBUZIONE: 01 DURATA: 109″ Italia 2013

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