La misoginia degli onorevoli: paura delle donne in politica? ddi Stefanella Campana a

La Stampa.it 7 febbraio

Violenze verbali sessiste, aggressioni fisiche alla Camera e su Internet rivelano una subcultura machista

Si rischia lo sconforto dopo quello che è successo alla Camera e l’uso volgare di internet. Una violenza trasversale contro le donne con parole sessiste e machiste e anche con aggressioni fisiche. E’ sconfortante la misoginia espressa dai deputati del Movimento 5 stelle, anche giovani, che pure si fanno paladini del nuovo, e nel silenzio delle loro colleghe, emuli del loro leader Grillo che si è distinto nel linciaggio contro la presidente Boldrini a cui esprimo tutta la mia solidarietà.
Il dissenso politico deve potersi esprimere in tutta libertà ma quando lo fa con violenze verbali sessiste in tutte le sue forme, anche mediatica e virtuale, rivela povertà di idee e di cultura, incapacità al confronto, mancanza di rispetto dell’altro-a. Ma mostra anche una debolezza maschile di fronte a donne di potere che non a caso si vuole ridurre a oggetto del piacere sessuale maschile, a un ruolo di sottomissione. Il Parlamento italiano ha ratificato, con voto unanime, nel giugno 2013 la Convenzione di Istanbul dove tra l’altro si legge che “la violenza nei confronti delle donne è una violazione di diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, e comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano, o sono suscettibili di provocare, danni o sofferenze di natura fisica, sessuale , psicologica, economica, comprese le minacce di compiere tali atti”. Dopo il voto, magari essere anche coerenti nei comportamenti e nel linguaggio?

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