Capelli grigi e madri al lavoro Scatti di verità per raccontare le donne

La 27 ora – 16 febbraio 2014 di Jessica Bennet

Attraverso le foto della collezione Lean In/Getty vogliamo mostrare ragazze dotate di vere capacità e in ruoli di comando e famiglie nelle quali regna l’uguaglianza

Jessica Bennett è l’ideatrice e curatrice della nuova collezione fotografica lanciata dall’organizzazione di Sheryl Sandberg ”Lean In” insieme all’agenzia Getty, nel tentativo di mostrare immagini più autentiche e meno stereotipate delle donne di oggi. A colloquio con “La 27esima Ora” racconta come è nato il progetto.

Ho sempre scritto su tematiche femminili e ho riflettuto a lungo sulla rappresentazione della donna nei media, ma solo quando ho conosciuto i responsabili della Getty è nata l’idea di una vera e propria raccolta di immagini con il “sigillo di approvazione” di “Lean In”. Ho lavorato per anni a Newsweek e ricordo distintamente quante volte la responsabile dell’archivio fotografico mi chiamava al suo tavolo per ridere delle immagini che saltavano fuori a ogni ricerca di illustrazioni per un pezzo sulle “donne che lavorano”. Di recente un’amica ricordava quando, alla ricerca di una foto di una “donna idraulico”, non aveva trovato altro che immagini patinate di donne in biancheria intima e tacchi a spillo con una chiave inglese in mano.
Credo che troppo spesso vediamo emergere rappresentazioni stereotipate come la recente copertina della rivista Time su Hillary Clinton per illustrare l’idea delle “donne al potere”. Il fatto che non ci sia altra opzione che quella di usare un’immagine – così Anni Ottanta – di una gigantesca gamba in pantalone che schiaccia un minuscolo uomo per illustrare una storia su una donna in corsa per la presidenza ci mostra quanto disperatamente abbiamo bisogno di cambiare la narrazione visiva che circonda le donne e il potere.
La nuova raccolta fotografica di Lean In/Getty è composta sia da nuove foto che dalle immagini estratte dall’archivio Getty, ed è dotata di meccanismi che facilitano la ricerca. A mio avviso, l’accessibilità è altrettanto importante della creazione di nuove immagini.

Tutte le ricerche oggi dimostrano quanto sia potente l’impatto esercitato dalle immagini sulle aspirazioni di coloro che le guardano. Se alle ragazze oggi vengono proposte immagini in cui le donne sono rappresentate unicamente come oggetto sessuale, o in attività di sostegno all’uomo, quale messaggio trasmettiamo su un loro possibile ruolo nel mondo? Noi vogliamo mostrare donne e ragazze autentiche, dotate di vere capacità e in ruoli di comando, e lo facciamo attraverso un linguaggio del corpo incisivo, che sappia rappresentare età diverse, corpi diversi, razze e occupazioni diverse. In questa raccolta vedrete donne con le rughe e i capelli grigi, corporature diverse, ragazze che fanno sport, uomini che intrecciano i capelli e donne che aprono convegni.

Abbiamo voluto mostrare famiglie diverse nelle quali regna l’eguaglianza, pertanto abbiamo incluso anche gli uomini. Se vogliamo raggiungere la parità dei sessi, alle donne spetta la metà delle posizioni di comando mentre agli uomini e ai compagni la metà dei compiti di cura.
Ci siamo sforzate di evitare ogni stereotipo… segretarie, donne oggetto, donne con i guantoni da pugile, donne che ridono da sole davanti a un’insalata, ragazzi e ragazze, uomini e donne ingabbiati nei tipici ruoli di genere.

Sì, molte foto della nostra raccolta mostrano donne che usano tablet e computer. Certo, sono convinta che la tecnologia sia in grado di dare potere alla gente ma sappiamo anche per esperienza che immagini di questo tipo si vendono bene. Tutto sommato, queste foto avranno successo solo se verranno utilizzate dalle redazioni fotografiche e dalle direzioni artistiche, e per questo motivo abbiamo messo a disposizione immagini che forniscono un modello femminile positivo e si prestano alla diffusione tramite i media, il marketing e le agenzie.

Testo raccolto da Viviana Mazza, tradotto da Rita Baldassarre

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