non basta un abito bianco

Laura Onofri

Alla rabbia e allo sgomento, alla tristezza e alla delusione provate in queste ore per la bocciatura degli emendamenti che inserivano dei correttivi per garantire la democrazia paritaria nella nuova legge elettorale e per garantire non “quote rosa” , come erroneamente si sente dire, ma per dare attuazione, finalmente, al Dettato Costituzionale che prevede all’ art 51 “>Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine, la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”., si aggiunge un senso di sconfitta.
Sconfitta perchè ancora una volta in Parlamento le donne non sono riuscite a fare squadra, anche se 90 Parlamentari ci hanno provato in modo trasversale. Sconfitta anche per il movimento di donne che, fuori dal Parlamento, ha lavorato per anni alla promozione della democrazia paritaria.
E questa situazione sembra ancora più assurda ed inaccettabile se si pensa che il Parlamento che sta varando la legge elettorale è il Parlamento con la più elevata presenza femminile e il Governo, che tira le fila di questa legge, è il primo Governo paritario della storia della nostra Repubblica.
Ma le neo Ministre hanno dimostrato un’assoluta indifferenza al tema, come se la cosa non le riguardasse, se non quasi un fastidio talvolta! Lo stesso dicasi per le giovani parlamentari cresciute alla scuola di Matteo Renzi! Significativo l’intervento di Simona Bonafè ieri sera a Piazza Pulita,ha cercato di arrampicarsi sui vetri, senza peraltro riuscire a risponedre alle domande incalzanti di Curzio Maltese, e sostenendo che pur di far passare l’Italicum
si può anche sacrificare la democrazia paritaria, e che poi in fondo “Il Pd prevede nello statuto l’alternanza di genere nelle liste”, non rendendosi nenache conto che proprio qui sta la discrepanza e la credibilità di un partito: se il principio della democrazia paritaria nel PD è così importante e ineludibile, tanto da inserirlo nello Statuto del Partito, non si capisce come sia stato possibile sacrificarlo sull’altare del compromesso con Berlusconi!
Molte delle Parlamentari elette in questa Legislatura, lo sono grazie alla battaglia che da anni i movimenti di donne che promuovono la democrazia paritaria portano avanti. Non basta un abito bianco per guidare questa battaglia! Ci vuole coraggio…il coraggio di non votare questa legge!

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