La Giunta della Città di Biella vota l’appoggio alla manifestazione contro l’aborto e per la difesa della famiglia naturale

16 marzo 2014 Riceviamo dal Comitato SNOQ di Biella e volentieri pubblichiamo

Veniamo a conoscenza che la Giunta della Città di Biella, ha votato all’unanimità dei presenti (assenti Ass. Delmastro e Ass. Milani), con deliberazione n.78 del 10/03/2014, di appoggiare la manifestazione “Seconda Marcia per la Vita” che si proclama “in difesa della vita e della famiglia naturale”,organizzata dal Movimento per la vita di Biella il 21 e 22 marzo 2014.

Nella deliberazione la Giunta si esprime come segue:

“Considerato che l’obiettivo di questa marcia è quello di mobilitarsi contro l’aborto; Considerato che l’evento prevede un programma che avrà inizio venerdì 21 marzo con una preghiera presso la Chiesa della S.S. Trinità, per poi proseguire il sabato 22 marzo con una conferenza presso la Chiesa di S. Biagio e con la marcia, nel pomeriggio, per le vie del centro” la Giunta ritiene opportuno” l’intervento dell’Amministrazione Comunale, tenuto conto che l’iniziativa è aperta a singoli, famiglie, associazioni o gruppi che vorranno riunirsi indifesa di tali valori universali” e delibera la “promozione della manifestazione ed in particolare veicolando la comunicazione dell’iniziativa attraverso i propri canali”.

Come Associazioni e Movimenti femminili del territorio biellese siamo esterrefatte che l’organo primo di governo dell’Amministrazione locale della Città di Biella abbia sentito il bisogno di appoggiare una manifestazione così partigiana che sicuramente non rappresenta buona parte delle cittadine e dei cittadini di Biella e che, sicuramente, non rappresenta valori universali, come prepotentemente viene dichiarato nella deliberazione.

Nostra opinione è che questo appoggio abbia fini anche elettorali, viste le imminenti elezioni amministrative.

Basta utilizzare il corpo delle donne a fini elettorali!

Basta utilizzare il controllo sul corpo delle donne come strumento di controllo sociale e delle coscienze!

Chiediamo alla Giunta se ha valutato che, proprio grazie a 35 anni di legge 194 gli aborti sono dimezzati.

Provocatoriamente chiediamo alla Giunta se veramente ritiene che la realtà delle donne e degli uomini fosse meglio prima della legge 194 del 1978 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.
Quando le donne abortivano clandestinamente alimentando un mercato nero terribile e quando non si parlava di maternità come scelta e non si parlava di autodeterminazione delle donne?
Quando le donne non potevano dire niente a riguardo del proprio corpo, della propria sessualità, ma potevano/dovevano far figli e occuparsene, esaurendo esclusivamente in questa attività il loro scopo esistenziale e la loro funzione sociale?
I dati dimostrano che le donne non usano l’aborto con leggerezza, come fosse un anticoncezionale, ma che è comunque e sempre una scelta complessa che, quando viene presa, viene comunque portata a termine che ne dica la legge o meno.
Le donne poi abortiscono perché inserite in un contesto sociale (famigliare, ma anche più allargato) che spesso non permette loro di avere un figlio e che ancora giudica le gravidanze indesiderate o fuori dal matrimonio come uno stigma. Come cento anni fa! Oppure perché sono talmente sole da non credere che potranno maicrescere un figlio (es. donne straniere che sono sole in Italia).
Per fermare gli aborti bisogna sostenere l’istruzione (come l’insegnamento curriculare dell’educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado, perché il sindaco Gentile, preside, non ne fa menzione? Si propone invece di partecipare in prima file ad una bella messa!), il lavoro e l’affermazione alla pari delle donne.

Per quanto riguarda la manifestazione del 22 marzo, promossa dal Movimento per la vita, proponiamo alcune considerazioni.

Non serve a molto organizzare una messa, una conferenza e una manifestazione, ciò che serve veramente per fermare l’aborto e per rispettare la vita è educare donne e uomini (e ragazze e ragazzi) ad una sessualità e genitorialità consapevole (vedi uso degli anticoncezionali), che sia voluta e cercata da entrambi i genitori e non imposta a nessuno.

Non serve far terrorismo psicologico sulle donne (mostrando feti torturati e abortiti al settimo mese, spacciandoli per feti di poche settimane e chiamando assassine le donne).

Bisognerebbe chiedere a chi organizza questa manifestazione quanti figli ha!
Due, tre,quattro, cinque? Perché non ha fatto tutti quelli che potevano venire? Perché non ha una vera “famiglia naturale”? Come quella che la Giunta della Città di Biella vuole difendere?
Ecco queste domande, che sono inopportune perché entrano nel privato e nell’intimità di una persona e di una coppia, il Movimento per la vita, e la Giunta di Biella con l’appoggio alla manifestazione del 22 marzo, si permettono di farle continuamente alle donne, pretendendo di entrare da giudici nelle loro vite e nei loro corpi.

Infine,ci chiediamo cosa abbia di “naturale”la famiglia che, per definizione, è una costruzione culturale e sociale che cambia di forma, composizione, significato da cultura a cultura, di epoca inepoca. La famiglia è quel nucleo di persone che si prende cura di noi, che ci ama, che ci fa crescere con affetto e dedizione.

Su questo, poco conta chi la compone!

Coofirmatari

ComitatoSeNonOraQuando?Biella

Associazione VocidiDONNE

Non Sei Sola

Donne Nuove

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