MEDICINA E VIOLENZA CONTRO LE DONNE di Patrizio Schinco

Il 3 aprile sì è svolto nell’Aula Magna del Presidio CTO, il “3° Convegno del coordinamento regionale della rete sanitaria per l’accoglienza e presa in carico delle vittime di violenza sessuale e domenistica del Piemonte”
Pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore, il Dott. Patrizio Schinco Dirigente Medico Responsabile Centro Supporto ed Ascolto Vittime di Violenza domestica DEMETRA A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino, un’interessante relazione del Convegno

• Il numero di Vittime di maltrattamenti e abusi sessuali – prevalentemente donne – che si rivolgono ai servizi di emergenza della Rete Sanitaria Ospedaliera e Territoriale è in aumento.

• Nella Violenza rientrano le azioni che procurano sofferenze o danni fisici, mentali o sessuali, nonché la minaccia di tali azioni, la coercizione e la privazione della libertà”. Tali azioni possono portare fino all’omicidio che comporta in Italia una morte ogni tre giorni.

• La Violenza compromette o nullifica il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compreso il diritto al più alto livello possibile di salute fisica e mentale.

• La Violenza su donne in gravidanza ha una frequenza molto importante e la sua prevenzione e riconoscimento diventano di importanza fondamentale per prevenire gravi danni alla salute della donna e dei nascituri.

• I maltrattamenti e la violenza sessuale hanno un impatto sulla salute delle persone e sulla sanità pubblica, che va oltre il singolo evento violento, ma che ha conseguenze a breve e lungo termine fisiche, psichiche e sociali.

EFFETTI SULLA SALUTE FISICA E MENTALE DELLE VITTIME:

Depressione , Perdita fiducia in se stesse ed dell’autostima . Sensazione d’impotenza .

Disturbi del sonno . Ansia . Difficoltà concentrazione . Dolori ricorrenti . Difficoltà a gestire i figli .

Emicrania, cefalea . Dolori articolari e muscolari . Invalidità permanente .

Asma. Malattie cutanee croniche.

Sindrome di irritabilità intestinale e Disturbi gastroenterici cronici .

Patologia infiammatoria pelvica e Dolore pelvico cronico .

Neoplasie ovariche, mammarie, del corpo e del collo dell’utero.

Ferite, lacerazioni, fratture, danni agli organi interni.

Gravidanze non desiderate, aborti indotti .

Disfunzioni sessuali. Disturbi ginecologici. Malattie sessualmente trasmesse compreso HIV.

Aborto spontaneo.

Comportamenti autolesionisti (alcolismo, tabagismo, Sesso senza protezione).

Disturbi del comportamento alimentare.

Bulimia. Anoressia. Disturbi ossessivi compulsivi.

Disturbo da stress postraumatico. Suicidio . Omicidio (del partner o dei figli). Mortalità materna.

IL MANAGEMENT DELLA VIOLENZA IN EMERGENCY ROOM.

• Il non riconoscimento della violenza come causa di malattia è uno dei fattori che favorisce l’incidenza degli esiti a distanza.

• Il nome e la relazione dell’autore delle lesioni con la vittima solo raramente viene annotato dal sanitario che assiste le vittime e questo contribuisce ad occultare la reale consistenza del fenomeno e spesso ciò ostacola la promozione dello stesso ed il procedere di una efficace azione giudiziaria.

• Il Pronto soccorso è uno dei luoghi dove, oltre a praticare l’intervento sanitario sull’emergenza della violenza di genere, si può favorire l’emersione della violenza nelle relazioni intime e si può avviare una organica risposta, anche sul piano psico-sociale, costruendo la rete con il territorio, distretti, i medici di medicina generale, le forze dell’ordine, i consultori, coinvolgendo anche il privato sociale e le Associazioni delle donne impegnate contro la violenza.

Il Piano Nazionale contro la Violenza di genere ritiene opportuna l’apertura di sportelli dedicati negli Ospedali e la promozione di una formazione capillare del personale sanitario per riuscire a gettare un ponte fra il modello sanitario di accoglienza e la cultura giuridica che è alla base di un modello integrato di assistenza alle donne che comprende azioni sanitarie e azioni finalizzate all’ottenimento del rispetto dei diritti ad una giusta assistenza legale e sociale.

• Particolare importanza va data alla preparazione di Personale Sanitario che sia in grado di fornire informazioni corrette e in grado di instaurare una relazione d’aiuto mirata a prevenire con la presenza di un aiuto mirato il disagio individuale e sociale, e a destreggiarsi nel prendere decisioni in un momento di crisi quale il ricorso alla struttura sanitaria.

Azioni necessarie al management sanitario delle vittime di violenza

• Adozione di Procedure dedicate all’accoglienza delle vittime di maltrattamenti e violenza sessuale che rispettino le esigenze di necessità cliniche incluse quelle psicologiche, di refertazione, di salute sociale e che rispettino gli standard minimi per assicurare il diritto ad un corretto procedimento giudiziario.

• Adozione di Piano formativo per sensibilizzare gli operatori sanitari ospedalieri e territoriali per il riconoscimento ed una adeguata accoglienza delle vittime, nonché una cultura che contrasti il fenomeno. Sono indispensabili Corsi di Aggiornamento obbligatori per tutto il personale sanitario, in particolare per chi opera all’interno dei DEA, avvalendosi di formatrici e formatori provenienti dalle realtà istituzionali (sanitarie, giudiziarie, sociali) già operanti e dai Centri Antiviolenza, dall’associazionismo femminile e dal privato sociale.

Occorre introdurre l’argomento specifico nei corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie, nei Corsi di Specializzazione nei Corsi di Laurea Specialistica.

• Riconoscimento nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA) dell’assistenza alla donna, al bambino e all’adulto in condizioni di fragilità e identificazione di un codice DRG (Diagnosis Related Groups) per la violenza specifico e unico su tutto il territorio nazionale.

• Organizzazione dei Servizi: deve essere adeguatamente fornito, all’interno degli ospedali di maggiori dimensioni o forniti di un Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA), un Centro Ospedaliero Integrato dedicato all’assistenza alle vittime che operi in accordo con la rete dei Pronto Soccorso e con il 118. Devono essere aperti negli Ospedali Sportelli in cui siano presenti operatrici/operatori (medici, infermiere/i, ostetriche/ci, psicologhe/i e assistenti sociali) riconosciuti e dedicati alla presa in carico delle vittime di violenza, in collegamento con la rete territoriale e che ne costituiscano il punto di riferimento nell’emergenza.

E’ stato pubblicato il Report 2013 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità danno una drammatica misura della violenza subita dalle donne: il 35% delle donne nel mondo è vittima di violenza fisica e/o sessuale da parte del partner o di sconosciuti; il 38% dei femminicidi avviene per mano del proprio compagno; il 30% dei maltrattamenti alle donne ha inizio in gravidanza e 1 donna su 4 è oggetto di violenza in questa fase della vita.

Per rispondere a questa realtà che è una vera “emergenza sanitaria globale “, l’Oms ha pubblicato nuove Linee Guida per una formazione specifica degli operatori sanitari, in maniera che possano adeguatamente accogliere le donne, riconoscere i segni della violenza e incoraggiare alla denuncia.

Le violenze domestiche , quando non portano alla morte, producono danni fisici e psichici gravi che si ripercuotono anche sui figli: i bambini che crescono in un ambiente violento hanno maggiori probabilità di sviluppare comportamenti di abuso di alcool e droghe, un rischio di suicidio 6 volte maggiore e spesso da adulti sono a loro volta oggetto e soggetto di violenza.

La situazione in Italia non è meno preoccupante: 124 femminicidi nel 2012 e 130 nel 2103, mentre, secondo l’indagine Istat del 2006, si stima che ci siano 6.743.000 donne tra i 16 ed i 70 anni vittime di abusi fisici o sessuali e che circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri.

Il governo italiano ha recentemente ratificato la Convenzione di Istambul contro la violenza domestica ma a questo dovrebbero seguire atti e forme di organizzazione per sostenere le donne vittime e la loro prole.

Le ragioni della violenza contro le donne risiedono nel persistere delle disparità di genere anche nel mondo del lavoro oltre che negli stereotipi culturali non sufficientemente contrastati: una vera azione di prevenzione deve muovere da un profondo ripensamento dei ruoli e delle relazioni tra i sessi.

Il recente rapporto di Intervita ha quantificato in oltre 600 milioni di € l’anno il solo costo degli interventi urgenti di Pronto Soccorso mentre il costo dovuto alle sequele della violenza nelle relazioni intime è stimato 17,4 miliardi di € all’anno.

Esiste in particolare il fenomeno degli abusi in gravidanza: “Se la violenza domestica sulle donne è sempre inammissibile, lo è ancor di più in gravidanza. I dati la indicano come la seconda causa di morte nelle donne tra i 15 e i 44 anni. Il 30% dei maltrattamenti ha inizio proprio durante il periodo della gestazione e 1 donna su 4 è tuttora vittima di abusi in questa fase della vita. Le conseguenze vanno dal distacco di placenta a disturbi alimentari, da infezioni a problemi psichici, come disturbi d’ansia e del sonno, dall’abuso di alcol e farmaci a tentazioni suicidarie.

Il Coordinamento della Rete Sanitaria per l’accoglienza e l’assistenza alle vittime di violenza domestica e sessuale del Piemonte di cui alla DGR 14-12159 del 21 Settembre 2009 lavora per creare una rete di supporto e assistenza attraverso l’integrazione ospedale-territorio e la Regione Piemonte è la Regione Italiana a più elevata copertura del fenomeno.

L’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino è la realtà sanitaria italiana meglio strutturata per accogliere le vittime di violenza attraverso il Centro Supporto ed Ascolto Vittime di Violenza domestica DEMETRA delle Molinette , il Soccorso Violenza Sessuale dell’Ospedale Sant’Anna, il Centro BAMBI dell’Ospedale Infantile Regina Margherita con notorietà a livello nazionale .

Allegata è la proposta di Deliberazione sul Management della Violenza nel Dipartimento di Emergenza .

L’11 di Aprile si svolgerà a Reggio Emilia la prima iniziativa Nazionale Medica della FNOMCEO sulla rilevanza della figura medica e sull’intervento nella Violenza nelle Relazioni Intime.

Commenti chiusi.