Quello che gli uomini non fanno di Stefanella Campana

La Stampa blog – 9 aprile 2014

Perché l’Italia è “maglia nera” nell’Eurozona per il lavoro delle donne: è il Paese con la più forte disuguaglianza di genere nella divisione del lavoro famigliare

“Quello che gli uomini non fanno”, è un saggio prezioso di Lorenzo Todesco, sociologo ricercatore dell’università di Torino, che cerca di dare risposte a interrogativi più che mai attuali sul lavoro familiare, sia dal punto di vista economico che del benessere psichico e della stabilità di coppia. Insomma analizza tutta la complessità di una questione data per scontata e invece gravida di conseguenze per il percorso professionale di quanti compongono la vita familiare e per i risvolti nella società in termini di pari opportunità. Vi si legge tra l’altro che il tempo dedicato dalle donne italiane al lavoro familiare è in Europa (dati Eurostat) il più alto in assoluto (5h20 al giorno contro 3h42 delle svedesi, il più basso). E, insieme alla Spagna, sempre secondo Eurostat, l’Italia è il Paese con la disuguaglianza di genere nella divisione del lavoro famigliare più forte: le donne impegnano il 200% in più del tempo degli uomini. Dati evidentemente noti a Christine Lagarde, direttore FMI, che recentemente ha bacchettato l’Italia perché “maglia nera in Eurozona per il lavoro della donna”, ricordando che un cambiamento di rotta porterebbe benefici sulla produzione di reddito e quindi per uscire dall’attuale stagnazione. Un parere autorevole che conferma quanto ripetono alcune economiste da tempo: il lavoro delle donne favorisce l’aumento del Pil. Non è di poco conto in questo difficile momento economico. Ma è chiaro che se i compiti familiari ricadono ancora così pesantemente sulle donne non se ne esce. Senza scuole materne e asili nido in numero adeguato e servizi sociali di supporto alla vita familiare, ma anche un diverso modo di calcolare tasse e tariffe, congedi assicurati e orari lavorativi più flessibili sia per madri che per padri… una svolta sembra difficile. Chissà se tra le tante riforme annunciate, il governo Renzi, composto da metà donne, si ricorderà che tra l’altro il 2014 è l’anno della conciliazione – meglio sarebbe parlare di armonizzazione tra lavoro e impegni familiari – e che l’Italia è l’unico paese europeo che non ha una legge quadro sulle politiche familiari. L’aveva promessa a fine 2013 l’allora premier Letta. Renzi confermerà? Certo, la scelta di sua moglie Agnese di rinunciare volontariamente all’insegnamento per seguire la famiglia non è solo un privilegio che non tutte le donne potrebbero permetterselo, ma nemmeno un esempio e una soluzione da seguire.

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