Stolen Girls…Ma anche un paese perso.

di Rosanna Paradiso – Tampep onlus – Torino

Penso alla tragedia nigeriana delle ragazze rapite, conosco la Nigeria perché ci sono stata tante e tante volte,i rapimenti delle giovani o dei bambini e bambine non sono una novità e accadono in molti paesi africani, ma non solo.
“In principio c’era un fiume. Il fiume diventò una strada , e la strada estese le sue ramificazioni sul mondo. E poiché, a quel tempo,la strada era il fiume,la sua fame era insaziabile”. (Ben Okri,The Famished Road, 1999).

Basterebbe una manifestazione per fermarli? Per cambiare? Per comprendere che stanno distruggendo il loro presente, che annientano l’anima frammentandola in migliaia di piccoli pezzi come fosse polvere…da spazzare via con un soffio?
Solo pochi anni fa quando con l’associazione eravamo molto attivi in Nigeria, siamo stati contattati da numerose famiglie alla ricerca delle figlie e dei figli scomparsi.Chiunque sia stato a Lagos (ex capitale della Nigeria) potrebbe aver avuto occasione di recarsi in un luogo estraneo persino alle Organizzazioni Internazionali e alle Istituzioni, un luogo dove abbandono, nascita e morte, si intrecciano tra loro come un unico momento tragico della vita: lì ho incontrato, nella notte, centinaia di bambine e bambini sfruttati nella prostituzione, nell’accattonaggio…. nello spettacolo grottesco e crudele creato di proposito per attirare quelle ombre di uomini che nel buio rumoroso e maleodorante si recano per una manciata di “distrazione”.
Quanto vale? Più o meno il costo di un caffè.
La Nigeria è un paese non solo di emigrazione, ma anche di immigrazione da altri paesi africani, dilaniati da guerre continue e lotta per la sopravvivenza. Si incontrano spesso donne e bambini dal vicino Niger vivere tra le discariche e morire tra gli scarti dei rifiuti stessi; nei primi shelter (case rifugio per vittime di tratta) che ho visitato, per rendermi conto delle modalità di accoglienza delle “vittime di tratta”, ho trovato solitamente ragazzi e ragazze, bambini e bambine, rapiti alle famiglie, venduti dalle famiglie e trasportati in Nigeria per essere ancora usati nello sfruttamento lavorativo e quello sessuale. Già negli anni 90 la cronaca parlò di un caso eclatante che riempì i giornali: bambini rapiti in Togo, Camerun, Benin Republic e portati a destinazioni imprecisate. Ma vogliamo parlare anche dei giovani che ogni giorno vengono allontanati dai villaggi e spinti ad attività illecite, solo per sopravvivere? Nelle strade delle città nigeriane è facile vedere bambine povere, vestite di stracci a fare le serve in famiglie a loro volta povere ma numerose; promiscuità ed abuso sono all’ordine del giorno e non si ha certo la possibilità di denunciare.
L’impegno del Mondo non può, non deve ridursi ad un Manifesto!!! Da anni Tampep (2000-2010) denuncia una situazione grave che uno sguardo lungimirante avrebbe saputo prevedere che si sarebbe aggravata ulteriormente. Si ripetono gli errori di sempre, non si ascolta, soprattutto chi si è dedicato al problema, approfondendo ed acquisendo esperienza . Azzardo un’ipotesi, che i rapimenti delle ragazze sono in linea con i trafficanti di esseri umani, che contrattano lo scambio di “carne umana da macello” con armi, strumenti per continuare a mantenere il controllo di un paese che non viene “severamente” considerato poiché rappresenta uno dei più grandi fornitori di gas e petrolio.
Certo qui lo spionaggio segreto italiano è talmente misero che non è in grado di muoversi in quei territori, ci vorrebbe una task-force che avrebbe un costo troppo alto, per affrontare un problema così delicato, e poi non si tratta mica di ingegneri italiani?! Il momento non è propizio per via della crisi in Europa e tra Russia e Usa, si tratta di tutelare il benessere dei cittadini occidentali in cambio di quello di una manciata di ragazze nigeriani.
La Nigeria è ancora un paese classista e le donne non contano niente. A uno sguardo più attento sarebbe d’obbligo domandarsi come mai è stato “creato il rapimento”come mezzo per attirare l’attenzione. Il mondo occidentale fa grandi proclami di sostegno e tutela dei minori , ma chi è in grado davvero di tutelare il diritto essenziale alla vita , in un paese che usa senza scrupoli ogni strategia per “commuovere “ l’occhio occidentale?
Lottiamo, facciamoci sentire ma non solo per le ragazze rapite, ma anche per tutto un paese che è nelle mani di un governo corrotto e complice di alleati da cui riceve sostanza per mantenere il proprio livello di ricchezza a discapito del 90% della popolazione che rappresenta un fiume affamato e insaziabile.
A Maggio di un anno fa incontravo il grande scrittore, drammaturgo, poeta e professore Wole Soyinca (premio nobel per la letteratura), nigeriano, si esprimeva con determinazione quando diceva che le generazioni nigeriane sono perse. Cito con affetto dedicando a tutti un suo pensiero:
– L’uomo muore in tutti coloro che tacciono di fronte alla “tirannia”- .

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