Una mail per Reyhaneh

Come sapete, il 25 ottobre l’Iran ha eseguito l’impiccagione di Reyhaneh Jabbari, “colpevole” di aver ucciso il suo stupratore.
Ieri sera una delegazione di parlamentari ha espresso sofferenza e sdegno in una lettera inviata all’ambasciatore iraniano a Roma e ha manifestato di fronte all’ambasciata. La delegazione chiederà alla nuova/o ministra//ministro degli esteri italiana/o di convocare l’ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran.

L’ azione deve allargarsi ed è’ quindi necessario mandare una mail all’ambasciatore dell’Iran in Italia, all’indirizzo: ambasciata.iran@gmail.com con il testo qui di seguito.
Vi suggeriamo di inviarlo non come allegato ma come testo della vostra mail.
Grazie
SeNonOraQuando? Torino

Signor Ambasciatore,
risuonano nel mondo, risuonano “di fronte al tribunale di Dio” le ultime parole di Reyhaneh Jabbari, la giovane donna impiccata all’alba di sabato 25 ottobre nel suo Paese per ordine della Corte Suprema.
Risuonano nel nostro cuore, risuonano nel cuore delle donne di tutto il mondo, le sue parole così cariche di forza e di dignità, come un appello perché mai più il corpo di una donna sia violato, mai più il potere se ne impadronisca, mai più la legge sia usata contro la sua libertà, contro la sua vita.
Il popolo italiano che noi rappresentiamo, le donne italiane di cui sentiamo tutto il dolore e l’indignazione per il supplizio a cui è stata sottoposta Reyhaneh Jabbari, alzano la voce davanti al suo Paese. Sappiano, le autorità dell’Iran, che i diritti umani fondamentali, i diritti delle donne, sono inalienabili sotto tutti i cieli: il diritto alla vita, il diritto alla libertà. Sappiano, le donne dell’Iran, che noi le sosteniamo contro ogni violazione della loro dignità.
Sappia, signor Ambasciatore, che l’Italia considera l’uccisione di Reyhaneh Jabbari un colpo inferto al sentimento profondo di umanità che tutti ci unisce su questa terra.
Noi ci aspettiamo ora un segno di cambiamento di quelle leggi e di quella cultura del suo Paese che hanno consentito l’uccisione di Reyhaneh Jabbari di fronte alla coscienza del mondo.
Dica al suo popolo, signor Ambasciatore, che noi siamo le sorelle di Reyhaneh Jabbari, decise a difendere con ogni mezzo la libertà e la dignità delle donne, nella vita sociale, nelle leggi, nelle scelte della politica.
Reyhaneh Jabbari vive. La sua testimonianza alimenta il nostro impegno e l’impegno delle donne di tutto il mondo per una umanità libera dalla paura e dalla schiavitù della violenza.

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