13 febbraio 2011….. SeNonOraQuando?

LauraOnofri

Quattro anni fa, proprio a quest’ora, milioni di persone in oltre 200 città italiane e in un centinaio di città straniere scendevano tutte insieme nelle piazze, nelle strade, nelle vie: chi in corteo, chi su un palco, chi con striscioni, palloncini o fili colorati…
persone che forse mai avrebbero pensato di ritrovarsi fianco a fianco per manifestare insieme contro una situazione diventata insostenibile: la rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale offerta da giornali, televisioni, pubblicità, sottacendo invece il grande patrimonio  della società rappresentato dalle donne  che lavorano fuori o dentro casa, creando ricchezza,   studiando  per realizzarsi in una  professione,   prendendosi  cura delle relazioni affettive e familiari, e da quelle impegnate nella vita pubblica, nei partiti, nei sindacati, nel volontariato e nelle imprese.
Donne, oltre la metà della popolazione del nostro Paese, sottorappresentate, sottopagate, discriminate, mobbizzate sui luoghi di lavoro,  violentate o invisibili…perchè neanche nominate!

Con l’appello a scendere in piazza per  dire che il momento era giunto, era …adesso,  per porre fine a questa situazione non più sostenibile in un Paese civile, noi chiamavamo donne e uomini a difendere il valore della dignità delle donne, non in senso moralistico,  (come da molte/i è stato frainteso), ma nel senso reale e vero della parola: perchè non può esserci dignità per nessuna persona se non sei rappresentata, equamente pagata, rispettata, non discriminata, non nominata…

Che cos’è successo da quel 13 febbraio? Che cos’è cambiato?

La libertà, la forza e l’autonomia delle donne non erano  in discussione: qualità che ci sono  sempre state ma a volte erano accompagnate da una poca consapevolezza di possederle.

Forse il più grande merito di SeNonOraQuando? è stato quello di farle venire allo scoperto: di esplicitarle e rivendicarle in ogni luogo: lavoro, politica, istituzioni, mondo della comunicazione…

Il tema della effettiva parità, dell’uguglianza, della non discriminazione veniva allo scoperto, e usciva dai luoghi canonici che per decenni erano stati deputati a trattarlo: associazioni femministe, organismi di Parità e di Pari Opportunità; veniva rivendicato da tante donne, anche quelle  che per anni non si erano accostate al femminismo, non avevano partecipato alle battaglie femministe, perchè le sentivano  un pò lontane da loro, o perchè avevano ancora dentro di sè modelli culturali arcaici che si frapponevano all’esigenza di libertà autonomia e autodeterminazione.

Abbiamo ancora molta strada da percorrere per un’effettiva parità nel nostro Paese: non basta avere un Governo nazionale con il 50% di donne, è un risultato…incredibile, ma non basta! Per arrivare a non essere più al 69 posto nelGlobal Gender Gap, dietro Paese come il Kenya, la Lituania, il Madagascar e addirittura il Bangladesh  (http://reports.weforum.org/global-gender-gap-report-2014/rankings/), dobbiamo chiedere proprio alle donne che nelle Istituzioni, negli Enti, nelle imprese, nei sindacati, nei partiti, sono decisori politici e che sono in quei ruoli grazie al lavoro che tante donne hanno fatto perchè ciò fosse possibile,  di lavorare insieme alle donne, al loro fianco, con piena autonomia e indipendenza anche da chi in quei ruoli le ha nominate.

Questo è l’augurio che faccio a tutte noi nel 4° anniversario di SeNonOraQuando? che avrà ancora un lungo cammino da percorrere se saprà,  anche al suo interno, superare divisioni e visioni differenti, tenendo sempre ben presente che questa è la ricchezza che ha fatto grande quel 13 febbraio!

Per chi volesse rivivere quel giorno ecco il video di Francesca Comencini:

https://www.youtube.com/watch?v=csZM4Evbg0w

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