Contro lo stalking, un’App che rivela i numeri nascosti

Corriere della sera – La 27 ora 18 febbraio 2015 / Luca Zanini

Laura, che ha ricevuto 168 sms di minacce. Oksana, violentata e uccisa con una mannaia da un 35enne ospite della casa in cui lavorava come colf. Claudia, perseguitata e picchiata dall’ex marito, che si è poi tramutata in carnefice della di lui nuova compagna. Nadia, che si è vista puntare addosso una pistola dall’uomo respinto per mesi. Francesca e Giulia, madre e figlia, tenute in ostaggio da un marito-padre padrone, armato di pistola e munito di alcune taniche di benzina… Sono centinaia le storie di donne che hanno subito, affrontato e talvolta pagato con la vita le attenzioni di uomini ossessivi e violenti. Eppure ci sono anche tante altre che ce l’hanno fatta, che sono uscite dal tunnel, hanno superato l’incubo e si sono liberate dei loro persecutori. Perché lo stalking si può vincere. Magari con l’aiuto della tecnologia, come dimostra il successo di una App gratuita nata in Italia e ormai diffusa in 4 Paesi: il nostro, Francia, Spagna e Gran Bretagna.

Se c’è chi viene tormentata via web, c’è anche chi nella Rete ha trovato modo di difendersi: con l’applicazione gratuita antistalking Whooming , un gruppo di volontari gestisce circa 1 milione e 500 mila chiamate al giorno in tutto il mondo, da 800 mila utenti attivi (l’80% in Italia), e altri 200 mila che l’hanno scaricata e usata con successo. E molte delle storie raccontate tramite questa specie di telefono amico sono a lieto fine.
Lanciata un anno fa dagli sviluppatori della start up italiana Defcontwelve srl e spesso consigliata anche dalle forze dell’ordine, Whooming (il nome è un acronimo di who might be: chi potrebbe essere?) permette di vedere in tempo reale chi ti chiama da numero anonimo e – grazie ai nuovi servizi – di registrare la chiamata che infastidisce per usarla poi come eventuale prova da mettere agli atti. Tra le ultime novità anche la funzione «Parla con lo stalker» che permette di richiamare automaticamente il numero anonimo: un deterrente per i malintenzionati che si vedono subito scoperti.
Così, se da un lato il nuovo Rapporto Eurispes 2015 segnala un’impennata del fenomeno stalking in Italia (un ragazzo/a su 10, tra i 18 e i 24 anni, confessa di esserne stato/a vittima), complici anche i nuovi mezzi di comunicazione e i social network, dall’altro Whooming sembra costituire un valido strumento di contrasto e repressione se usato in collaborazione con le forze dell’ordine. «Da sei mesi la notte mi arrivavano chiamate anonime la notte, anche al telefono di casa – rivela A.A., 18enne della periferia di Milano – . Da quando arrivavano sul numero di casa, perché spesso spengo il cellulare la notte, è intervenuta anche mia madre e mi ha obbligato a rivolgermi ai carabinieri. Quando siamo andate in caserma è stato proprio chi mi faceva il verbale che mi ha detto che prima di ogni intervento, potevo scaricare Whooming. Mi ha suggerito che mi avrebbe fatto risparmiare tempo: per capire se era solo un cattivo gioco tra amici. Come poi si è infatti rivelato. A chiamarmi era un tipo della segreteria della palestra. Quando lo abbiamo individuato, ci ha parlato mia madre e io ho cambiato palestra. Ora anche lei si è scaricata la app».
Ma a volte non c’è neppure bisogno dell’intervento delle forze dell’ordine: «Ero esasperata da un uomo sconosciuto. Parlando con un’amica mi ha consigliato Whooming, e ho deciso di scaricare l’applicazione. Alla prima telefonata anonima dopo aver installato l’app e ho visto il numero e ho capito chi fosse – racconta Giulia A., 35 anni – ; non mi sono scoraggiata né spaventata. Tramite Facebook sono riuscita a contattare la sua fidanzata e le ho chiesto un incontro per raccontarle tutto. Anche lei è rimasta basita nello scoprire che genere di persona aveva a fianco. Da quel momento, non mi sono più arrivate telefonate e ho saputo che dopo varie discussioni anche loro si sono lasciati».

Un’esperienza simile è quella di una ragazza napoletana: «Mi arrivavano almeno 40 telefonate al giorno da numero privato. A volte anche sms da numeri diversi. Ad ogni ora: appena accendevo il telefono, cominciavano. Non sapevo come facesse a conoscere le mie abitudini. E chi fosse. Ma avevo timore a denunciare, perché pensavo potesse essere un mio parente con cui ho dei problemi da anni. Per sette mesi ho resistito, ma la fatica psicologica era tanta . – ricorda Simona D.G. –. Non sapevo come fare: cambiare numero per me sarebbe stato un problema. Poi su internet ho letto dell’esistenza di Whooming e ho scaricato l’applicazione. Il giorno stesso ho atteso con ansia che arrivasse la chiamata anonima. Ho respinto la chiamata come chiede di fare Whooming e ho visto apparire il numero del mio fidanzato. Non ci volevo credere…non ci volevo credere. Ci siamo lasciati e ovviamente lui ha sempre negato. Ma quella App mi ha liberata».
E poiché lo stalking non colpisce solo le donne – a sorpresa, il 55% dei soggetti vittime di attenzioni non richieste e aiutati da Whooming sono uomini –, accade anche a molti uomini di ricorrere alla nuova App. Come a Carlo D.A., 37enne romano, tormentato da una donna conosciuta in chat, con la quale aveva avuto una storia di tre mesi: «Non ce la facevo più. Era ossessiva. Era gelosa di tutto…Ho cominciato a non rispondere alle sue provocazioni e alle telefonate. Quando le ho detto che era meglio chiudere – racconta – ha preso a chiamarmi e minacciarmi; faceva anche appostamenti sotto casa mia. Non me la sentivo di denunciarla perché mi sembrava esagerato, ma io ero distrutto dalla situazione. Così ho chiesto consiglio ad un poliziotto amico e lui mi ha suggerito di usare Whooming. L’ho fatto. Ho registrato una sua telefonata in cui ripeteva quelle minacce. Poi le ho fatto risentire la telefonata intimandole di smetterla, altrimenti sarei andato in questura. E lei ha smesso». Non accade sempre, non con gli stalker affetti da psicosi più gravi, ma la App sta davvero spopolando e parrebbe poter contribuire a risolvere molti casi, lasciando le forze di polizia libere di occuparsi dei persecutori presumibilmente più pericolosi.

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