Cultura, un corto per sensibilizzare sull’affidamento familiare

Si intitola Il Palloncino di Carta il video voluto dal Comune di Torino per accendere i riflettori sul tema dell’affidamento familiare.

Un cortometraggio di due minuti che narra la storia di un bambino di carta e di come, dopo esser stato accolto nella casa e nella vita di una famiglia, fa ritorno, felice, nella propria.

Questa la trama de Il Palloncino di Carta, nuovo lavoro del regista Matteo Bernardini, realizzato dalla Città di Torino nell’ambito della campagna permanente di sensibilizzazione sull’affidamento familiare.

Il breve film, nel quale Bernardini rinuncia ai dialoghi a favore di immagini e musica, creando una narrazione evocativa e solida, è disponibile su YouTube all’indirizzo, Il palloncino di carta – Spot sull’Affidamento Familiare del Comune di Torino. https://www.youtube.com/watch?v=BEaoXUO240s

L’affidamento familiare è, in Italia, una realtà importante. I dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (aggiornati al 2012), infatti, mostrano come nel nostro paese sono più di 14 mila i minori che, ogni anno, vengono accolti per un periodo limitato di tempo in una nuova famiglia.

Più della metà di questi rientrano nella fascia di età che va dagli 11 ai 17 anni e nel 16% dei casi si tratta di ragazzi di origine straniera. L’affidamento è disciplinato dalla legge 184 del 1983 e dalla legge 149 del 2001, ed è un aiuto rivolto a bambini e a ragazzi ai quali viene data la possibilità di crescere in un ambiente familiare adeguato mentre i genitori attraversano un momento di difficoltà, rispettando la loro storia individuale e familiare.

Matteo Bernardini, torinese classe 1983, è un regista italiano. Nel 2004 si è diplomato alla sede di Londra della New York Film Academy e, tornato in Italia, ha lavorato come assistente alla regia sia per il Cinema che per l’Opera.

Ha collaborato con musicisti di fama internazionale fra cui Moby e con realtà quali Microsoft, che l’ha scelto quale unico regista (e unico italiano) per la sua campagna Generation 7. I suoi lavori sono stati presentati press importanti festival e rassegne internazionali, fra cui la 67 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, le Giornate del Cinema Muto, il Rhode Island International Film Festival, il Rome International Film Festival ed il Toronto Silent Film Festival. È stato definito “The Next Big Thing” da Wired Magazine.

Il Palloncino di Carta è stato realizzato grazie al contributo di Fondazione CRT, Educatorio della Provvidenza, Scuola Holden, Baby Doc Film, IK Produzioni, Neverbird Productions e Associazione Museo Nazionale del Cinema.

I residenti a Torino, interessati ad approfondire le modalità per dare la propria disponibilità all’accoglienza di un bambino nella propria famiglia, possono rivolgersi alla Casa dell’Affidamento tel. 800254444; negli altri casi ci si deve rivolgere ai Servizi Sociali presenti nella propria zona di residenza.

L’Affidamento Familiare a Torino

“Mi presti la tua Famiglia? La mia è un po’ in difficoltà”

Dalla Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo sottoscritta a New York e ratificata in Italia con la Legge n° 176 del 27 maggio 1991, alla legge 184 del 1983, successivamente modificata dalla 149/2001, si stabilisce il diritto del minore di vivere, crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia, e in tal senso la Città ha attivato nel corso degli anni molti interventi atti a sostenere i nuclei in difficoltà e favorire la permanenza dei minori nelle loro famiglie di origine.

Quando questo non è possibile o sufficiente, così come vuole la legge, si attua l’affidamento famigliare, che prevede l’accoglienza temporanea nella propria casa e nella propria vita di un bambino/a o di un ragazzo/a per offrirgli l’attenzione, le cure, l’affetto e la serenità di cui ha bisogno per crescere, rispettando la sua storia personale e familiare. Durante questa esperienza viene mantenuto il legame tra i bambini e le loro famiglie di nascita che, contemporaneamente, sono aiutate a superare le proprie difficoltà.

La Città di Torino vanta una lunga tradizione in tema di affidamento familiare: dal 1976, anno della prima deliberazione istitutiva dell’affidamento familiare, la Città ha maturato una grande esperienza in materia e ha assunto nel corso del tempo ulteriori provvedimenti individuando nuove tipologie di affido, quali l’affidamento a parenti (1980), l’affidamento diurno (1986), la prosecuzione dell’affido oltre i 18 anni (1990), le famiglie-comunità (1994), il “progetto neonati” (1995), progetti di autonomia per adolescenti (2001), l’affidamento di famiglia ad altra famiglia (2003).

Nel 2000 la Città ha attivato la “Casa dell’affidamento”, con sede in via San Domenico 28, che è il riferimento operativo e progettuale per tutte le Famiglie, le Associazioni e gli operatori che sul territorio si occupano di affidamento. La “Casa dell’affidamento” fornisce le informazioni agli interessati e accoglie per i primi colloqui gli aspiranti affidatari, organizza momenti informativi, percorsi di conoscenza per le persone che hanno dato la disponibilità all’affido, attiva gruppi di sostegno per gli affidatari. L’attività di conoscenza delle persone disponibili all’affidamento e l’attività di abbinamento dei minori alla famiglia richiede un intervento professionale integrato, per cui l’attività degli assistenti sociali è affiancata da quella di psicologi adeguatamente preparati per i fini specifici.

Nel 2014 sono stati 775 gli interventi di affidamento residenziale, di cui:

* più di 393 sono affidamenti a terzi, con più di 200 famiglie affidatarie coinvolte. Ben 20 di queste famiglie sono “famiglie comunità” cioè famiglie “esperte” che ampliano la loro disponibilità fino ad accogliere 3 o 4 minori (anche 5 nel caso di fratelli): in questo momento sono 70 i minori accolti presso queste famiglie. Inoltre 27 bimbi rientrano nel Progetto Neonati (accoglienza bambini 0-2 anni con situazione di incertezza familiare, in attesa della definizione del loro progetto di vita da parte del Tribunale dei Minorenni) e altri 10 nel Progetto Mosè (neonati non riconosciuti inseriti nella famiglia ponte per il passaggio alla famiglia adottiva).

* i restanti 382 sono affidamenti a parenti (intrafamiliari), affidi a rischio giuridico, affidi mamma-bambino, e altre tipologie.

Nel 2014 sono stati attivati 241 nuovi affidamenti.
Chi può diventare genitore affidatario?

Tutte le famiglie, le coppie e le singole persone che si sentono disponibili a vivere un’esperienza di genitorialità sociale e che hanno nella propria vita e nella propria casa lo spazio per accogliere un’altra persona.

Fra le varie azioni di supporto alle famiglie di origine attivate, riveste particolare importanza l’intervento della famiglia d’appoggio. Questa importante forma di solidarietà fra famiglie mira a fornire alla famiglia in difficoltà un sostegno concreto, sia fattivo che emotivo, nella vita di tutti i giorni e a facilitare l’integrazione della famiglia nella comunità, per consentire al bambino di stare nella propria casa o di tornarvi al più presto.

A questo fine, i Servizi Sociali del Comune di Torino e le 34 famiglie ad oggi coinvolte nel Progetto PIPPI, stanno cercando famiglie d’appoggio che abbiano voglia di sperimentarsi in questa sfida e di affrontare un percorso insieme.

Casa dell’Affidamento

La Casa dell’Affidamento del Comune di Torino è un luogo di incontro dedicato a questo tema, con il compito di informare, sensibilizzare e organizzare momenti di approfondimento per tutti coloro che sono interessati.

La Casa dell’Affidamento si trova in Via San Domenico n. 28 a Torino.

È’ aperta per informazioni e colloqui dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 17,00. Si possono richiedere informazioni e fissare appuntamenti telefonando al numero verde 800-254444.

Sul sito è possibile trovare materiali, informazioni utili e aggiornamenti sulle iniziative in corso: www.comune.torino.it/casaffido

La Casa dell’Affidamento sollecita sempre nuove disponibilità di famiglie, anche per l’accoglienza a ragazzi in età adolescenziale

Commenti chiusi.