Spose bambine, una violazione dei diritti umani

Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato durante la seduta di oggi pomeriggio l’ordine del giorno “Matrimoni precoci e forzati” presentato dalle Consigliere: Laura Onofri, (prima firmataria) Lucia Centillo e Fosca Nomis.

Secondo le stime dell’Unicef nel mondo ci sono ogni anno 15 milioni di spose bambine, una pratica che comporta una serie di gravi conseguenze per la loro salute fisica e psichica, a partire dalla loro salute sessuale e riproduttiva.

“Le “spose bambine” sono innanzitutto ragazze alle quali sono negati diritti umani fondamentali: sono più soggette, rispetto alle spose maggiorenni, a diverse forme di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale e a varie forme di abusi e sfruttamento – ha sottolineato la Consigliere Onofri, – La prima conseguenza del matrimonio precoce è l’abbandono della scuola, unico vero strumento per le bambine di avere un’educazione e sperare di vivere una vita libera e dignitosa. Anche i figli nati da questi matrimoni precoci ne soffrono le conseguenze: chi nasce da una madre-bambina o comunque minorenne ha un’alta probabilità di morire in età neonatale e, anche quando sopravvive, corre maggiori rischi di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici”.

La pratica dei matrimoni di minori, precoci, forzati, interessa soprattutto l’Asia meridionale e l’Africa sub-sahariana, dove, non casualmente in coincidenza, sono presenti altri gravi fenomeni, come la mortalità materna e infantile, la malnutrizione e l’analfabetismo. Ma si registrano casi anche in Medio Oriente e Africa settentrionale, così come in Europa, compresa l’Italia, per effetto dei processi migratori, anche se il fenomeno è di difficile rilevazione, in quanto spesso queste unioni non vengono registrate.

“Dobbiamo essere consapevoli che le radici di questo fenomeno risiedono in norme culturali e sociali legate sia a pregiudizi di genere che a pratiche sociali proprie delle economie di sussistenza, dove viene maggiormente avvertita l’esigenza di “liberarsi” il prima possibile dalle figlie femmine, ritenute meno produttive per l’economia familiare e quindi un peso”, hanno aggiunto le Consigliere.

La Consigliera Lucia Centillo, citando un documento presentato dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha ricordato la drammatica situazione presente anche in Iran.

“Farideh Karimi, membro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) e attivista per i diritti umani, ha definito le leggi del regime iraniano sul matrimonio “pedofilia istituzionalizzata” – ha sottolineato la Consigliera Lucia Centillo durante l’intervento in Aula – precisando che nonostante l’Iran sia uno stato firmatario della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, l’articolo 1041 del Codice Civile iraniano consente alle ragazze di sposarsi a 13 anni e ai ragazzi a 15 e inoltre consente che le ragazze si sposino ad un’età inferiore con l’approvazione della corte”.

I matrimoni precoci contravvengono ai principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che sancisce il diritto, per ogni essere umano sotto i 18 anni, ad esprimere liberamente la propria opinione (art. 12) e il diritto a essere protetti da violenze e sfruttamento (art. 19), e alle disposizioni di altri importanti strumenti del diritto internazionale.

Con questo atto, il Consiglio Comunale di Torino sollecita il Governo a:

– recepire la risoluzione “Matrimoni di minori, precoci, forzati”, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2014, e la risoluzione “Rafforzare gli sforzi per prevenire e eliminare i matrimoni precoci e forzati”, adottata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite il 2 luglio 2015;

– contribuire a dare impulso e a sostenere a livello globale una rinnovata campagna per prevenire ed eliminare questa pratica che viola i diritti umani delle bambine, con l’impegno e la determinazione già mostrati per la campagna contro le mutilazioni dei genitali femminili;

– sostenere programmi e progetti di cooperazione internazionale volti alla prevenzione e all’abbandono dei matrimoni di minori, precoci e forzati.

qui la campagna di Amnesty International MAI PIU SPOSE BAMBINE
http://www.amnesty.it/Mai-piu-spose-bambine-campagna-contro-matrimoni-precoci-e-forzati

http://https://www.youtube.com/watch?v=DanCywR7Z_4

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