La violenza contro le donne fuori e dentro la famiglia

 

La direttrice del Dipartimento statistiche Sociali e Ambientali ISTAT, Linda Laura Sabbadini, ha presentato lo scorso venerdì presso la sala Norberto Bobbio di via Corte d’Appello, i risultati della seconda indagine ISTAT sul tema della violenza contro le donne (dati riferiti all’anno 2014).

Le assessore Monica Cerutti (Regione Piemonte), Ilda Curti (Comune di Torino) e la Consigliera delegata Lucia Centillo (Città Metropolitana di Torino) hanno condiviso durante gli interventi le azioni e i progetti realizzati dalle rispettive Istituzioni per contrastare questo grave fenomeno.

All’incontro, moderato dalla giornalista Milena Boccadoro, ha partecipato anche la Commissione Diritti e Pari Opportunità del Comune di Torino presieduta dalla Consigliera Laura Onofri.

I dati ISTAT mostrano quanto sia ampia e diffusa la violenza contro le donne. In Italia, 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri. Gli autori delle violenze più gravi sono nella maggior parte dei casi partner, attuali o ex (62,7%).

Rispetto all’indagine precedente emergono alcuni importanti segnali di miglioramento: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006, un dato che riguarda soprattutto le fasce di età più giovani. “Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza – ha spiegato la direttrice Sabbadini – alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza. Più spesso considerano la violenza subìta un reato e la denunciano di più alle forze dell’ordine. Più spesso ne parlano con qualcuno e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli”.

Tra gli elementi negativi segnalati vi è l’aumento della gravità delle violenze: sono aumentate quelle che hanno causato ferite e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita. Un altro dato negativo e molto preoccupante evidenziato durante l’incontro è l’incremento del numero di minori che assiste alla violenza. Per loro possono esserci delle gravi conseguenze: chi assiste alla violenza ha maggior probabilità di diventare, da persona adulta, una persona violenta o di subire la violenza a sua volta.

La violenza non deve essere percepita come un fatto privato, ma sociale. Per prevenire e contrastare questo grave fenomeno è necessario un cambiamento culturale, a partire da interventi di formazione nelle scuole.

Per realizzare interventi efficaci sul territorio è importante il coinvolgimento di tutti i soggetti, pubblici e privati, in grado di contribuire a prevenire, arginare e contrastare la violenza. A Torino è attivo il Coordinamento cittadino e provinciale contro la violenza sulle donne, la rete delle realtà pubbliche e private che operano sul territorio per contrastare la violenza e promuovere una cultura del rispetto, della reciprocità e della parità tra donne e uomini.

Numerose iniziative sono state promosse in vista della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre) e molte altre saranno organizzate durante l’anno per mantere alta l’attenzione sul tema. Tra le iniziative realizzate, il flash mob alla stazione di Porta Nuova per dire “No alla violenza, insieme vinciamo” organizzato dal Coordinamento cittadino e provinciale contro la violenza sulle donne e dalla Città metropolitana di Torino e la campagna stampa di sensibilizzazione realizzata gratuitamente da Elena Rosa dell’Associazione Lofficina costituita da una serie di locandine e cartoline con un messaggio rivolto agli uomini: “La violenza contro le donne ha mille volti: sei tu?”.

 

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